Università e mobilità sociale: MeMo amplia la rete nazionale

Al Sant’Anna di Pisa firmato l’accordo tra le cinque istituzioni della rete MERITA e l’Università Bocconi. L’obiettivo è sostenere l’accesso agli studi dei giovani con genitori non laureati, attraverso orientamento, tutoraggio e conoscenza diretta della vita universitaria.

La scelta di iscriversi all’università continua a essere legata anche alla storia familiare. Secondo i dati presentati al convegno conclusivo del progetto MERITA, a un anno dal diploma frequenta un corso universitario l’84% dei giovani con almeno un genitore laureato, contro il 66% di chi ha genitori non laureati. Diciotto punti percentuali di distanza che riportano al centro del dibattito il rapporto tra istruzione, disuguaglianze e mobilità sociale.

Per contribuire a ridurre questo divario, le cinque istituzioni universitarie della rete MERITA hanno sottoscritto alla Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa un accordo con l’Università Bocconi. L’intesa apre una nuova fase di MeMo – Merito e Mobilità Sociale, il programma di orientamento dedicato a studenti e studentesse con genitori non laureati.

Accesso all’università: quanto pesa il contesto familiare

Per chi si prepara a diventare il primo universitario della propria famiglia, le difficoltà possono iniziare molto prima dell’iscrizione. Alla disponibilità economica si affiancano la conoscenza dei percorsi formativi, l’accesso alle informazioni e la possibilità di confrontarsi con persone che abbiano già vissuto l’esperienza accademica.

Sono i cosiddetti first-generation students, al centro dell’intervento di Marco Romito, professore associato dell’Università degli Studi di Milano-Bicocca. Durante il convegno, Romito ha approfondito il rapporto tra origine familiare, risorse disponibili e aspettative sul futuro.

In questa prospettiva, l’orientamento universitario assume una funzione decisiva: aiutare i giovani a riconoscere opportunità che possono apparire lontane dal proprio ambiente di provenienza e a compiere una scelta informata.

Come funziona MeMo: scuole, tutor e vita universitaria

Avviato dalla Scuola Superiore Sant’Anna nel 2013, MeMo propone un accompagnamento prolungato nel passaggio dalla scuola all’università. Il percorso comprende il coinvolgimento degli istituti scolastici, il tutoraggio tra pari e occasioni per conoscere direttamente gli ambienti e la quotidianità dello studio universitario.

Il rapporto con giovani universitari permette ai partecipanti di porre domande, condividere dubbi e confrontarsi con esperienze vicine alla propria. La dimensione relazionale è uno degli elementi qualificanti del programma: rende più concreto un futuro che, per alcuni ragazzi, rischia di restare difficile da immaginare.

I risultati: il 90,2% dei rispondenti iscritto all’università

Le esperienze e i risultati del programma sono raccolti nel volume “Merito e mobilità sociale. L’orientamento come leva di equità”, pubblicato da Pacini Editore e curato da Sabina Nuti e Sara Barsanti, coordinatrice del progetto MERITA.

Secondo i dati richiamati nel libro, a un anno dal diploma il 90,2% dei partecipanti rispondenti all’indagine risultava iscritto all’università, mentre un ulteriore 4,5% era in procinto di iscriversi. Le due quote arrivano complessivamente al 94,7%, ma descrivono situazioni diverse: iscrizioni già avvenute e iscrizioni ancora da completare.

Il 97% dei rispondenti ritiene inoltre che MeMo abbia contribuito alla propria crescita personale, mentre oltre il 95% valuta positivamente il rapporto con tutor e tutrici. Sono risultati incoraggianti, riferiti a chi ha risposto alla rilevazione: da soli non quantificano quanto dell’esito dipenda dal programma rispetto ad altri fattori.

Marta Cartabia: portare l’università incontro agli studenti

Il confronto tra Sabina Nuti e Marta Cartabia, prorettrice all’Impegno Sociale e agli Affari Istituzionali dell’Università Bocconi, ha affrontato il significato del merito alla luce delle differenti condizioni di partenza.

«L’articolo 34 della Costituzione non è solo un principio da richiamare, ma un compito da attuare», ha sottolineato Cartabia. Da qui la necessità che l’università raggiunga gli studenti nelle scuole, nei territori e nelle famiglie, dove prendono forma aspirazioni e motivazioni.

Il diritto allo studio riguarda dunque anche la possibilità di conoscere le opportunità disponibili e sentirsi nelle condizioni di coglierle. Informazioni, relazioni e modelli di riferimento diventano parte dell’impegno per rendere l’istruzione superiore accessibile.

La nuova alleanza tra MERITA e Bocconi

L’accordo coinvolge Scuola Superiore Sant’Anna, Scuola Normale Superiore, Collegio Superiore dell’Università di Bologna, Scuola Galileiana di Studi Superiori dell’Università di Padova e Scuola Superiore di Studi Avanzati Sapienza Università di Roma, insieme all’Università Bocconi.

La convenzione punta a consolidare il modello oltre il finanziamento PNRR, ampliando il numero dei giovani raggiunti e mantenendo l’accompagnamento personale che caratterizza MeMo.

La ministra dell’Università e della Ricerca Anna Maria Bernini ha ricordato il coinvolgimento di oltre 4.000 studenti e studentesse nel progetto: «Apriamo una nuova fase di MeMo in cui trasformiamo l’esperienza maturata in un modello stabile e nazionale».

La sfida sarà estendere il programma preservando la qualità del rapporto con ciascun partecipante. L’obiettivo è permettere a un numero maggiore di giovani di valutare il percorso universitario sulla base delle proprie capacità e aspirazioni, con strumenti adeguati per affrontarlo.

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