Zainetti in spalla, cuori in libertà: le donne dei Settanta

Novanta testimonianze nell’antologia curata da Rita Laganà e Terry Olivi: un viaggio nell’emancipazione femminile, tra memoria personale e storia italiana.

Novanta donne, novanta percorsi di vita che restituiscono il significato concreto della parola libertà. “Zainetti in spalla, cuori in libertà. Autobiografie di noi ragazze degli anni Settanta tra Nord e Sud”, a cura di Rita Laganà e Terry Olivi, raccoglie le voci di una generazione che ha contribuito a trasformare la società italiana, sfidando pregiudizi, ruoli imposti e disuguaglianze.

Al centro del libro c’è l’emancipazione femminile vissuta nella quotidianità: scegliere gli studi, cercare un lavoro, partire, amare, decidere della propria esistenza. Conquiste che oggi possono apparire naturali, ma che hanno richiesto coraggio e determinazione.

La presentazione a Roma: ricordi e testimonianze condivise

La presentazione nella biblioteca comunale di via Benedetto Croce, a Roma, ha riunito molte delle donne che hanno affidato al volume la propria storia. Un pomeriggio di ricordi e partecipazione, arricchito dalle interpretazioni dell’attrice Fausta Manno e dalla lettura di brani dell’antologia.

Dalle testimonianze è emersa la distanza tra le aspirazioni delle ragazze e le aspettative di una società che continuava a circoscriverne le possibilità. Studiare, intraprendere una professione o rivendicare autonomia significava spesso dover dimostrare, prima ancora delle proprie capacità, il diritto a essere prese sul serio.

Le ragazze degli anni Settanta e la conquista dell’autonomia

Il Sessantotto, il femminismo, gli anni di piombo e le battaglie per il divorzio e l’aborto attraversano queste autobiografie. I grandi cambiamenti del Novecento entrano nelle case, nelle università, nei luoghi di lavoro e nei rapporti familiari, modificando abitudini e prospettive.

Le curatrici mettono in dialogo esperienze diverse, dal Sud al Nord, lasciando emergere anche il prezzo personale dell’indipendenza. Per alcune donne la libertà passa attraverso una partenza; per altre attraverso lo studio, il lavoro o la possibilità di compiere scelte fino ad allora condizionate dalla famiglia e dalle convenzioni sociali.

Gli zainetti evocano il movimento, il distacco da casa e la scoperta di nuovi ambienti. I cuori in libertà richiamano la dimensione più intima: amicizia, amore, spiritualità e maternità. Due aspetti di un percorso in cui autonomia personale e trasformazione collettiva si intrecciano.

Donne e università: gli ostacoli oltre l’accesso agli studi

Tra le testimonianze più significative ci sono quelle dedicate alla formazione. Alcune autrici ricordano quanto fosse difficile scegliere percorsi considerati prevalentemente maschili e affrontare lo stupore, la diffidenza o lo scoraggiamento di chi riteneva certe ambizioni inadatte a una ragazza.

Entrare in un’aula di Ingegneria poteva significare sentirsi osservate come un’eccezione. Il problema riguardava le aspettative familiari, i pregiudizi sulle competenze femminili e la fatica di ottenere riconoscimento. Questi racconti mostrano quanto il diritto di studiare debba accompagnarsi alla possibilità concreta di scegliere senza essere limitate dagli stereotipi.

Dal voto alle donne alla memoria dell’emancipazione

Nel 2026 ricorrono ottant’anni dal primo voto delle italiane, esercitato nelle elezioni amministrative del 1946 e, il 2 giugno, nel referendum istituzionale e nell’elezione dell’Assemblea costituente. Il riconoscimento del diritto risaliva al 1945.

Le ventuno donne elette alla Costituente parteciparono alla costruzione della nuova democrazia. Ricordarle aiuta a comprendere le radici di un cammino proseguito nei decenni successivi, quando i principi di uguaglianza dovettero misurarsi con le resistenze della vita sociale, professionale e familiare.

Nella nota introduttiva, Dacia Maraini valorizza proprio la possibilità delle donne di raccontarsi. Dare voce alle esperienze permette di conservare una memoria che altrimenti rischierebbe di rimanere confinata nelle famiglie, senza trovare spazio nella storia condivisa.

Un libro per le nuove generazioni e una parità da completare

“Zainetti in spalla, cuori in libertà” merita di arrivare anche alle lettrici e ai lettori più giovani. Le vicende di madri e nonne aiutano a riconoscere l’impegno nascosto dietro opportunità che oggi si possono dare per scontate.

Resta aperta la domanda sulla distanza tra parità riconosciuta e parità vissuta. Anche il ricorso alle cosiddette “quote rosa” invita a riflettere sugli ostacoli che rendono ancora necessari strumenti per favorire la rappresentanza femminile.

Il valore di queste novanta voci sta nella capacità di rendere visibile quel percorso, con le sue conquiste e le sue contraddizioni. Leggerle significa riconoscere alle donne che lo hanno compiuto un posto nella memoria collettiva e interrogarsi sulle libertà che restano da rendere effettive.

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