Alzheimer, farmaci anti-amiloide: l’appello per un accesso equo

Alzheimer Italia chiede un accesso a carico del Servizio sanitario nazionale con criteri chiari e monitoraggio dei risultati. Dopo il confronto tra AIFA e le aziende, resta centrale il potenziamento dei servizi per tutte le persone con demenza.

L’accesso agli anticorpi anti-amiloide per l’Alzheimer non deve dipendere dalle possibilità economiche dei pazienti. È il messaggio di Alzheimer Italia, che interviene dopo l’incontro tra i vertici dell’Agenzia Italiana del Farmaco e le aziende titolari di lecanemab e donanemab, annunciato da AIFA il 24 settembre.

L’associazione propone un accesso condizionato a carico del Servizio sanitario nazionale, accompagnato da criteri di eleggibilità definiti e dalla raccolta di dati nella pratica clinica. Una richiesta che si affianca a un’altra priorità: rafforzare diagnosi, assistenza e sostegno alle famiglie, anche per chi non può beneficiare di queste terapie.

Lecanemab e donanemab, il confronto sulla rimborsabilità

L’incontro annunciato da AIFA segue l’orientamento negativo della Commissione Scientifica ed Economica del Farmaco sulla rimborsabilità dei due medicinali.

L’Agenzia ha accolto favorevolmente la disponibilità delle aziende a discutere percorsi di monitoraggio capaci di produrre nuove evidenze sull’impiego dei trattamenti nella pratica clinica. Sono previsti ulteriori incontri per individuare i gruppi di pazienti che possono ottenere un beneficio clinico significativo.

Il confronto annunciato non equivale a un via libera alla rimborsabilità: il percorso riguarda la definizione dei modelli di valutazione e delle popolazioni potenzialmente beneficiarie. Italian Medicines Agency

Alzheimer Italia: il reddito non può decidere l’accesso alle cure

Per Mario Possenti, segretario generale di Alzheimer Italia, l’apertura al dialogo è coerente con la proposta presentata dall’associazione nell’audizione al Consiglio di amministrazione di AIFA dello scorso aprile: consentire un accesso finanziato dal SSN, subordinato a requisiti clinici chiari e a un monitoraggio strutturato.

«Oggi chi può permetterselo accede a questi farmaci a pagamento in pochi centri, gli altri restano esclusi. Non può essere il reddito a decidere chi accede a una terapia», afferma Possenti.

L’associazione offre inoltre il contributo delle persone con demenza e dei loro familiari alla definizione dei criteri di selezione e delle modalità di monitoraggio. L’obiettivo è portare nel confronto anche l’esperienza quotidiana di chi affronta la malattia e i percorsi assistenziali.

Anticorpi anti-amiloide: terapie per pazienti selezionati

Il tema dell’equità deve accompagnarsi a un’informazione precisa sulle possibilità dei trattamenti. Lecanemab e donanemab sono destinati a pazienti selezionati con Alzheimer in fase iniziale, secondo specifici criteri clinici e diagnostici. Possono rallentare il declino cognitivo, ma non rappresentano una cura risolutiva.

Le informazioni regolatorie sottolineano la necessità di un’attenta selezione e di controlli specialistici, anche mediante risonanza magnetica, per il rischio di anomalie correlate all’amiloide, note come ARIA, che possono comprendere edema e sanguinamenti cerebrali. European Medicines Agency (EMA)

Possenti richiama quindi l’attenzione sulla maggioranza delle persone con demenza: chi ha l’Alzheimer ma non rientra nei criteri e chi convive con altre forme di demenza. Per queste persone restano essenziali diagnosi tempestive, Centri per i Disturbi Cognitivi e Demenze adeguati e servizi territoriali di supporto, la cui disponibilità, denuncia l’associazione, è ancora insufficiente in molte regioni.

Piano nazionale demenze: la richiesta di risorse stabili

In questo quadro si inserisce il nuovo Piano nazionale demenze, presentato il 21 settembre al Ministero della Salute, al quale Alzheimer Italia ha contribuito. Per l’associazione è lo strumento con cui costruire una rete capace di accompagnare le persone lungo il percorso di cura e di sostenere le famiglie.

Nel comunicato, Possenti richiama l’emendamento alla legge di bilancio annunciato dal Ministro e chiede che l’impegno si traduca in finanziamenti adeguati e continuativi. Sollecita inoltre una rapida conclusione del percorso del Piano in Conferenza Unificata.

La disponibilità dei farmaci e l’organizzazione dell’assistenza sono, nella posizione di Alzheimer Italia, strettamente collegate. «Senza questa rete il farmaco non arriva a chi può beneficiarne, e tutti gli altri restano senza risposta», conclude Possenti.

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