Rabbia, l’allarme SIMVIM: vaccino e prevenzione salvano vite

Il 28 settembre si celebra la Giornata mondiale contro la rabbia. La Società italiana di medicina dei viaggi e delle migrazioni richiama l’attenzione sui rischi, sulla vaccinazione e sull’importanza di intervenire subito dopo un’esposizione.

La rabbia continua a causare migliaia di morti evitabili. In occasione della Giornata mondiale contro la rabbia, che ricorre lunedì 28 settembre 2026, la Società italiana di medicina dei viaggi e delle migrazioni (SIMVIM) rilancia l’importanza della prevenzione, citando una stima di circa 59.000 vittime ogni anno nel mondo. Una malattia contro la quale esistono strumenti efficaci, ma che rimane quasi sempre mortale una volta comparsi i sintomi.

Il dato richiamato dalla società scientifica va distinto dalla stima riportata nella scheda OMS aggiornata al 17 settembre 2026: 44.203 decessi annui, secondo il modello Global Health Estimates 2021. L’Organizzazione mondiale della sanità sottolinea comunque l’incertezza delle cifre e la probabile sottostima dovuta alle carenze nella sorveglianza e nella diagnosi. who.int

Come si trasmette la rabbia

La rabbia è un’infezione virale che colpisce il sistema nervoso centrale e può passare dagli animali all’uomo attraverso la saliva infetta, soprattutto con morsi, graffi o contatto con mucose e ferite. A livello mondiale, i cani sono coinvolti nella grande maggioranza dei casi umani.

La prevenzione deve intervenire prima che si manifesti la malattia. Per questo, dopo un contatto a rischio, non bisogna aspettare la comparsa dei sintomi per chiedere assistenza sanitaria.

Dal North Carolina a Vittorio Veneto: i casi del 2026

Due episodi richiamati dalla SIMVIM mostrano come il rischio possa emergere anche in situazioni apparentemente rassicuranti.

In North Carolina, nell’agosto 2026, le autorità hanno confermato la rabbia in tre capretti di una struttura che organizzava attività a contatto con gli animali. Un quarto, non sottoposto al test, è stato considerato presumibilmente infetto. La fonte più probabile era una moffetta entrata nel recinto. Chi aveva avuto contatti con i capretti è stato invitato a rivolgersi ai servizi sanitari per valutare la necessità della profilassi.

In Italia, il caso di Vittorio Veneto risale al 27 maggio 2026. Un cane introdotto illegalmente dal Marocco è risultato positivo dopo la comparsa di gravi sintomi neurologici. L’Istituto Zooprofilattico Sperimentale delle Venezie ha confermato la diagnosi e l’origine marocchina del virus. Sono stati rintracciati i contatti e avviata la profilassi post-esposizione per le persone esposte; le autorità hanno inoltre disposto la vaccinazione dei cani e dei gatti del Comune.

Viaggi all’estero: attenzione anche nelle città

Per chi viaggia nelle aree in cui la rabbia è endemica, la prima precauzione consiste nell’evitare di avvicinare, accarezzare o alimentare animali randagi e selvatici.

«Non è mai opportuno dare per scontato che i cani o i gatti incontrati all’estero siano sottoposti ai controlli e alle profilassi sanitarie abituali nel nostro Paese», osserva Andrea Rossanese, presidente della SIMVIM e responsabile della Travel Clinic del Centro di Malattie Tropicali dell’IRCCS Sacro Cuore Don Calabria di Negrar.

Un’esposizione può verificarsi durante una passeggiata in città, in un mercato o visitando luoghi in cui gli animali vivono a stretto contatto con i turisti. Nella valutazione prima della partenza contano la destinazione, le attività previste e la possibilità di raggiungere rapidamente strutture in grado di fornire le cure necessarie.

Cosa fare dopo un morso o un graffio

Dopo una possibile esposizione, occorre lavare subito e accuratamente la ferita con acqua e sapone per almeno 15 minuti e rivolgersi senza ritardo a una struttura sanitaria. Anche un graffio o il contatto della saliva con una mucosa o una lesione cutanea possono richiedere una valutazione.

La profilassi post-esposizione comprende il trattamento della ferita e, quando indicato, la vaccinazione antirabbica. Nelle persone non precedentemente vaccinate, per le esposizioni che lo richiedono, si aggiungono le immunoglobuline specifiche, che forniscono anticorpi immediatamente disponibili. Lo schema viene definito dai sanitari in base all’esposizione, alla storia vaccinale e alle condizioni della persona.

Come sottolinea la SIMVIM, la disponibilità delle immunoglobuline può essere limitata in alcune destinazioni. La loro indisponibilità non deve però ritardare l’avvio del vaccino: il personale sanitario deve organizzare tempestivamente il completamento della profilassi.

Vaccino antirabbico prima del viaggio: quali vantaggi

La vaccinazione pre-esposizione è da valutare durante una consulenza di medicina dei viaggi, soprattutto quando sono previste attività a contatto con animali o soggiorni in luoghi dove l’accesso alla profilassi è difficile.

Tra gli schemi raccomandati figura un ciclo iniziale di due somministrazioni a sette giorni di distanza. La vaccinazione preventiva semplifica la gestione di un’eventuale esposizione: per chi è considerato adeguatamente immunizzato sono generalmente previste due dosi post-esposizione, ai giorni zero e tre, senza immunoglobuline.

Resta però indispensabile rivolgersi subito ai sanitari dopo un contatto a rischio. Inoltre, il ciclo iniziale non va presentato come una garanzia permanente valida per chiunque: in presenza di un rischio prolungato possono essere necessari controlli degli anticorpi o richiami, secondo le condizioni individuali e le raccomandazioni applicabili. CDC

Animali dall’estero: rispettare le procedure sanitarie

La prevenzione riguarda anche chi desidera portare in Italia un animale incontrato durante un viaggio. Un cane o un gatto in incubazione può apparire sano: l’assenza di sintomi non basta a escludere il rischio.

Occorre rispettare le procedure previste per identificazione, vaccinazione antirabbica e documentazione sanitaria, oltre agli eventuali esami anticorpali richiesti in base al Paese di provenienza. Il solo certificato vaccinale non sostituisce l’insieme dei requisiti sanitari per l’ingresso nell’Unione europea.

Il messaggio della Giornata mondiale è concreto: prevenire i contatti a rischio, vaccinare gli animali e rendere accessibili le cure tempestive significa evitare morti che gli strumenti disponibili consentono di prevenire.

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