Dal 25 al 28 novembre 2026, a Torino, il 43° Congresso della Società Italiana di Farmacologia metterà a confronto ricerca, clinica e politiche sanitarie. Al centro, una domanda: come trasformare l’innovazione in benefici concreti e accessibili per i pazienti?
La ricerca farmacologica offre nuove possibilità di cura. La disponibilità di un trattamento innovativo, però, non basta da sola a migliorare la salute delle persone: occorre capire per quali pazienti sia indicato, valutarne benefici e rischi e renderlo disponibile nella pratica clinica. È su questo percorso, dalla scoperta scientifica all’accesso alle terapie, che si concentrerà il 43° Congresso nazionale della Società Italiana di Farmacologia (SIF), in programma dal 25 al 28 novembre 2026 al Lingotto Centro Congressi di Torino.
Il titolo scelto, Creating value through pharmacological research, richiama il valore della ricerca quando produce conoscenze utili alle decisioni cliniche e al Servizio sanitario nazionale. Il confronto seguirà l’intero sviluppo di un farmaco: dall’identificazione di un bersaglio biologico agli studi preclinici e clinici, dalla valutazione delle prove scientifiche alle decisioni che ne regolano l’accesso.
Medicina personalizzata: scegliere la terapia più adatta
La medicina personalizzata cerca di adattare le decisioni terapeutiche alle caratteristiche della malattia e della persona. La farmacogenetica, per esempio, studia come le differenze genetiche possano influenzare la risposta ad alcuni medicinali. Quando esistono prove solide e test appropriati, queste informazioni possono aiutare a scegliere un trattamento o una dose più adatti.
Tra i temi del congresso figurano anche la sicurezza dei farmaci, la farmacologia di genere e la real world evidence: i dati raccolti durante l’uso dei trattamenti nella pratica quotidiana. Queste informazioni possono integrare i risultati degli studi clinici, purché siano valutate tenendo conto della qualità dei dati e dei fattori che possono influenzarli.
Innovazione e accesso alle cure
Il programma affronta intelligenza artificiale, salute digitale, oncologia, malattie rare, infezioni e patologie cardiovascolari e metaboliche. Le nuove tecnologie possono sostenere la ricerca e l’analisi delle informazioni cliniche. Per entrare nei percorsi di cura, tuttavia, ogni applicazione deve dimostrare affidabilità, utilità e sicurezza.
Una questione decisiva riguarda l’accesso ai farmaci innovativi. Anche una terapia efficace può avere un impatto limitato se i pazienti che potrebbero beneficiarne non vengono individuati tempestivamente o se incontrano ostacoli alla sua disponibilità. Per il Servizio sanitario nazionale la sfida è conciliare appropriatezza delle prescrizioni, equità di accesso e sostenibilità, valutando gli effetti concreti delle cure sulla vita delle persone.
Nella presentazione del congresso, Armando Genazzani, presidente della SIF, richiama il ruolo del farmacologo lungo tutte le fasi di sviluppo del medicinale, dalla ricerca di base all’accesso al mercato. È questa visione d’insieme a guidare l’appuntamento di Torino: misurare il progresso anche dalla sua capacità di diventare una cura efficace, sicura e realmente disponibile.



