Tumore al seno, vampate per 7 donne su 10: le nuove cure non ormonali

Le vampate di calore nel tumore al seno sono un problema frequente e spesso sottovalutato. Secondo i dati presentati durante un incontro online con clinici e pazienti il 9 ottobre, interessano oltre il 70% delle donne che vivono con questa diagnosi. Possono disturbare il riposo, compromettere il benessere quotidiano e contribuire alla difficoltà di seguire regolarmente la terapia endocrina.

L’incontro, realizzato con il contributo non condizionante di Bayer, ha richiamato l’attenzione su un’esigenza concreta: curare il tumore significa anche gestire gli effetti collaterali che accompagnano le pazienti per anni.

Perché le terapie per il tumore al seno provocano vampate

Nei carcinomi mammari sensibili agli ormoni, la terapia endocrina riduce la produzione degli estrogeni oppure ne blocca l’azione sulle cellule tumorali. La diminuzione del segnale estrogenico può alterare i meccanismi cerebrali che regolano la temperatura corporea, provocando improvvise sensazioni di calore e sudorazione.

Come spiega Giuseppe Curigliano, direttore della Divisione Sviluppo di Nuovi Farmaci dell’Istituto Europeo di Oncologia e docente all’Università Statale di Milano, questi disturbi possono essere particolarmente intensi nelle pazienti sottoposte a trattamenti endocrini. Le manifestazioni ricordano quelle della menopausa e possono coinvolgere anche donne giovani.

Quando gli episodi si ripetono di notte, il sonno diventa frammentato e la stanchezza può ripercuotersi sulle attività del giorno successivo.

Il peso dei sintomi sulla continuità delle cure

Durante l’incontro è stato riferito che soltanto il 21% delle pazienti affronta il problema delle vampate con il proprio oncologo. Un dato che richiama l’importanza del dialogo: un disturbo considerato secondario può diventare un ostacolo alla continuità delle cure.

Come ricorda Curigliano, la terapia endocrina può durare cinque o dieci anni. Segnalare gli effetti collaterali permette di valutare interventi compatibili con il trattamento, senza modificare autonomamente le prescrizioni.

Flori Degrassi, presidente nazionale di ANDOS, l’Associazione Nazionale Donne Operate al Seno, sottolinea la necessità di affrontare questi sintomi con lo specialista. Anche integratori e rimedi acquistati senza ricetta devono essere valutati, perché possono interferire con i farmaci oncologici.

Elinzanetant: come funziona il trattamento non ormonale

Tra le opzioni disponibili c’è elinzanetant, un farmaco orale non ormonale che blocca due recettori delle neurochinine, chiamati NK-1 e NK-3, coinvolti nei circuiti che contribuiscono ai sintomi vasomotori.

Si tratta di un unico principio attivo con due bersagli. Nell’Unione europea è autorizzato per le vampate da moderate a severe associate alla menopausa e per quelle causate dalla terapia endocrina adiuvante per il tumore al seno, utilizzata per ridurre il rischio di ricomparsa della malattia dopo le cure iniziali.

Che cosa dimostra lo studio OASIS-4

Lo studio di fase 3 OASIS-4, pubblicato sul New England Journal of Medicine e firmato da un gruppo di ricercatori guidato da Fatima Cardoso, ha coinvolto 474 donne in terapia endocrina per il trattamento o la prevenzione del carcinoma mammario positivo ai recettori ormonali.

Dopo quattro settimane, la frequenza quotidiana delle vampate moderate o severe era diminuita mediamente di 6,5 episodi con elinzanetant, rispetto a 3 episodi con placebo. Sono emersi anche miglioramenti del sonno e della qualità di vita.

Il farmaco tratta questi sintomi: i risultati citati non dimostrano un beneficio sulla sopravvivenza o sulla prevenzione delle recidive. La prescrizione richiede una valutazione individuale, anche per i possibili effetti indesiderati, tra cui stanchezza e sonnolenza.

Secondo quanto riferito da Curigliano durante l’incontro, al 9 ottobre elinzanetant non è ancora rimborsato in Italia per l’indicazione oncologica. L’autorizzazione europea e la rimborsabilità nazionale sono passaggi distinti.

Come affrontare le vampate nella vita quotidiana

ANDOS suggerisce di mantenere gli ambienti freschi, scegliere abiti e lenzuola traspiranti, evitare il fumo e limitare alcol e caffeina, soprattutto quando aggravano i sintomi. Attività fisica adeguata e pratiche di rilassamento possono sostenere il benessere, senza sostituire i trattamenti indicati.

Il primo passo resta parlarne con l’oncologo: descrivere frequenza, intensità e conseguenze delle vampate aiuta a individuare una risposta adatta al percorso di ciascuna paziente.

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