VITAE, il nuovo hub del Veneto per l’innovazione nella salute

Ricerca, imprese e strutture sanitarie in una rete promossa da Confindustria Veneto. Al centro del progetto: collaborazione pubblico-privato, competenze digitali e soluzioni orientate ai bisogni dei cittadini

Mettere in relazione chi fa ricerca, chi sviluppa tecnologie e chi ogni giorno eroga assistenza sanitaria. È l’obiettivo di VITAE, l’Hub Veneto delle Scienze della Vita e della Salute, presentato da Confindustria Veneto nel comunicato dell’11 giugno 2026. Il progetto punta a rafforzare la collaborazione tra soggetti pubblici e privati, favorendo lo sviluppo di competenze e iniziative per il sistema sanitario regionale.

La prospettiva è costruire un luogo stabile di confronto, nel quale le esigenze dell’assistenza possano incontrare le capacità delle università e delle aziende. Un collegamento che può aiutare a tradurre l’innovazione in progetti utili alla salute e alla qualità della vita.

Una rete per le scienze della vita in Veneto

VITAE nasce da un percorso di ascolto: alla fine del 2025, un’indagine ha raccolto fabbisogni e indicazioni delle associazioni rappresentative della filiera regionale della salute. Da questa ricognizione prende forma una piattaforma permanente di osservazione, confronto e progettazione condivisa.

Il documento di presentazione individua un perimetro ampio: strutture sanitarie pubbliche, ospedalità privata, laboratori di analisi, centri diagnostici, realtà assistenziali, professionisti della salute, aziende farmaceutiche e produttori di dispositivi medici. A questi si affiancano università, centri di ricerca, imprese informatiche, operatori della certificazione e della logistica sanitaria.

L’obiettivo è mettere in comunicazione competenze che intervengono in fasi diverse dello stesso percorso, dalla ricerca all’organizzazione dei servizi. Tra le finalità indicate figurano la costruzione di una comunità regionale della salute, un osservatorio e lo sviluppo di soluzioni innovative e integrate accessibili alla popolazione.

Gruppi di lavoro per trasformare il confronto in progetti

La collaborazione sarà organizzata attraverso gruppi di lavoro annuali con rappresentanti pubblici e privati. Il programma indicato per il periodo 2026–2029 prevede sei gruppi, chiamati a elaborare linee guida, analisi, percorsi operativi e proposte progettuali. I risultati saranno condivisi attraverso eventi aperti.

È questo uno degli aspetti centrali dell’iniziativa: dare continuità al confronto e produrre strumenti utilizzabili dagli operatori. Le linee di indirizzo e le proposte dovranno poi trovare riscontro nelle esigenze delle strutture sanitarie e nelle possibilità di applicazione.

Sanità digitale, dati e formazione

Tra i servizi annunciati rientrano consulenze su sanità digitale, sicurezza dei dati, preparazione dei dati all’utilizzo e intelligenza artificiale. Sono previsti anche supporto strategico e organizzativo, consulenza normativa, selezione di nuove professionalità e formazione manageriale e operativa, in presenza e a distanza, anche con crediti ECM ove richiesti.

L’erogazione è affidata a Confindustria Veneto SIAV, in collaborazione con le associazioni territoriali e le rispettive società di servizi.

L’affiancamento tra tecnologia e formazione evidenzia una scelta significativa: l’innovazione sanitaria richiede persone capaci di valutarla e inserirla nei processi di lavoro. La disponibilità di nuovi strumenti, da sola, non ne garantisce l’utilità.

Il ruolo del Comitato tecnico scientifico

Il modello organizzativo comprende un Comitato tecnico scientifico e un Advisory Board.

Il primo ha il compito di suggerire e validare le linee di indirizzo, verificando la qualità delle azioni proposte e la loro rispondenza alle necessità del settore. Il secondo contribuisce allo sviluppo dell’hub attraverso competenze, visione e relazioni.

La composizione dei due organismi riunisce figure provenienti da università, Azienda Zero, associazioni sanitarie e rappresentanze delle imprese. Questa pluralità può favorire una valutazione delle proposte che tenga insieme dimensione scientifica, sostenibilità organizzativa e bisogni assistenziali. Struttura e obiettivi sono illustrati nel documento di presentazione.

Dai progetti ai benefici per i cittadini

Il valore di VITAE si misurerà nella capacità di trasformare il lavoro della rete in risultati verificabili. La collaborazione tra ricerca, industria e assistenza può creare opportunità, ma richiede obiettivi chiari e una valutazione delle ricadute.

Per i cittadini, la domanda resta concreta: quali miglioramenti potranno arrivare nell’accessibilità, nella qualità e nell’organizzazione delle cure? È su questo terreno che il nuovo hub veneto sarà chiamato a dimostrare l’efficacia del proprio modello.

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