Dal 25 al 27 novembre 2026, l’iniziativa diretta dalla professoressa Chiara Zanardi riunirà giovani ricercatori, docenti ed esperti per approfondire le tecnologie applicate alla salute, all’ambiente e all’industria
Formare giovani ricercatori capaci di comprendere, progettare e utilizzare sensori chimici e biosensori avanzati, creando un collegamento tra ricerca scientifica e applicazioni concrete. È l’obiettivo della quarta Scuola Nazionale sui Sensori Chimici, diretta dalla professoressa Chiara Zanardi, in programma dal 25 al 27 novembre 2026 all’Hotel Liberty di Roseto degli Abruzzi, in provincia di Teramo.
L’appuntamento è promosso nell’ambito delle attività del Gruppo Tematico Sensori della Società Chimica Italiana, impegnato a favorire il dialogo tra università, enti di ricerca, formazione e sistema industriale. Al centro del percorso ci saranno i principi della sensoristica chimica e gli sviluppi tecnologici che ne stanno ampliando le possibilità di impiego.
Una formazione dedicata ai giovani ricercatori
La Scuola si rivolge a dottorandi, borsisti, assegnisti e giovani ricercatori provenienti da università, enti pubblici di ricerca e laboratori privati.
Le lezioni approfondiranno metodologie, materiali e tecnologie utilizzati per sviluppare dispositivi in grado di riconoscere e misurare sostanze chimiche e parametri biologici. La preparazione sui fondamenti sarà affiancata dall’esame delle innovazioni più recenti, con attenzione alla progettazione, alla miniaturizzazione e alle possibili applicazioni dei sistemi di rilevazione.
L’obiettivo formativo è mettere a disposizione dei partecipanti conoscenze utili per affrontare un settore nel quale si incontrano discipline e competenze differenti.
Le applicazioni: dalla salute al monitoraggio ambientale
Sensori chimici e biosensori trovano spazio in ambiti che riguardano direttamente la salute delle persone, la tutela degli ecosistemi e il funzionamento delle attività produttive.
Tra le applicazioni richiamate dal programma della Scuola figurano la diagnostica e il monitoraggio della salute, il controllo della qualità dell’aria e dell’acqua, la sicurezza alimentare e il monitoraggio dei processi industriali.
Questa varietà di impieghi rende la sensoristica un terreno di confronto interdisciplinare. Chimica analitica, scienza dei materiali, biotecnologie, elettronica, nanotecnologie e analisi dei dati contribuiscono allo sviluppo dei dispositivi e alla loro utilizzazione.
L’incontro di Roseto offrirà quindi ai giovani studiosi l’occasione di approfondire le tecnologie anche attraverso il confronto con docenti ed esperti di diverse aree scientifiche.
Dalla ricerca al trasferimento tecnologico
Uno degli obiettivi della quarta edizione è rafforzare il collegamento tra conoscenza scientifica e applicazioni reali. Accanto ai principi di base, saranno presentate le innovazioni metodologiche che stanno modificando il modo di progettare e impiegare sensori e biosensori.
Il confronto tra partecipanti e docenti potrà favorire la nascita di nuove collaborazioni scientifiche e lo scambio di competenze. La Scuola intende così contribuire alla formazione di ricercatori capaci di muoversi tra lo sviluppo sperimentale e le esigenze dei diversi contesti applicativi.
Il dialogo con le imprese
L’iniziativa guarda anche alle aziende impegnate nello sviluppo di sensori, strumentazioni scientifiche, materiali innovativi e soluzioni tecnologiche per il laboratorio.
Il dialogo tra ricerca e imprese rappresenta una componente del percorso: un’occasione per mettere in relazione le competenze scientifiche con le necessità del sistema produttivo e favorire il trasferimento tecnologico.
Con la direzione della professoressa Chiara Zanardi, la Scuola Nazionale sui Sensori Chimici propone dunque un appuntamento dedicato alla formazione e alla collaborazione, nel quadro delle attività della Società Chimica Italiana per una chimica orientata alla sostenibilità e all’innovazione.



