Adrenalina spray nasale contro lo shock anafilattico

La somministrazione senza ago amplia le possibilità di intervento nelle reazioni allergiche gravi. Gli specialisti Vincenzo Patella e Mario Di Gioacchino sottolineano il valore della tempestività, mentre le indicazioni europee comprendono ora anche i bambini dai 4 anni e da 15 chilogrammi

Un alimento contenente un allergene, una puntura di vespa o un farmaco possono provocare una reazione allergica capace di compromettere rapidamente respirazione e circolazione. In queste situazioni, avere a disposizione l’adrenalina e saperla utilizzare subito può fare la differenza. L’arrivo dell’adrenalina spray nasale amplia le possibilità di trattamento dell’anafilassi, offrendo una modalità di somministrazione senza ago.

Il medicinale, commercializzato in Europa con il nome EURneffy, contiene epinefrina, altro nome dell’adrenalina. L’innovazione riguarda la via di somministrazione: il principio attivo viene assorbito attraverso la mucosa nasale. Una soluzione che potrebbe aiutare soprattutto chi, davanti alla necessità di un’iniezione, rischia di esitare.

Anafilassi e shock anafilattico: perché ogni minuto conta

L’anafilassi è una reazione sistemica grave, a insorgenza rapida e potenzialmente mortale. Lo shock anafilattico rappresenta una delle sue manifestazioni più severe, con una compromissione della circolazione e un marcato abbassamento della pressione arteriosa.

Difficoltà respiratoria, gonfiore della lingua o della gola, orticaria, vomito, vertigini e perdita di coscienza sono alcuni dei segnali possibili. La loro comparsa dopo l’esposizione a un allergene richiede particolare attenzione e un intervento immediato.

Per scatenare una reazione alimentare non serve necessariamente un cibo deteriorato: in una persona allergica può bastare una piccola quantità dell’allergene, anche presente accidentalmente nella preparazione.

Vincenzo Patella, presidente della Società Italiana di Allergologia, Asma e Immunologia Clinica e direttore dell’UOC di Medicina Interna dell’Azienda sanitaria di Salerno, richiama stime di circa 10.000 casi e 60 decessi ogni anno in Italia. Numeri che evidenziano la necessità di migliorare riconoscimento dei sintomi, accesso al farmaco e formazione dei pazienti.

Come funziona l’adrenalina spray nasale

Durante una reazione anafilattica, il rilascio di istamina e altri mediatori può determinare dilatazione dei vasi sanguigni, aumento della loro permeabilità e restringimento delle vie respiratorie.

L’adrenalina contrasta questi effetti attraverso i recettori adrenergici: sostiene la pressione arteriosa e favorisce l’apertura delle vie aeree. La formulazione intranasale permette di somministrare il principio attivo attraverso un dispositivo monodose.

Mario Di Gioacchino, già presidente SIAAIC, sottolinea il ruolo centrale dell’adrenalina nel trattamento tempestivo dell’anafilassi. La disponibilità di una nuova formulazione aggiunge un’opzione terapeutica, da scegliere con lo specialista e inserire nel piano personale di gestione dell’emergenza.

Paura dell’ago e incertezza possono ritardare il trattamento

Uno dei problemi della gestione dell’anafilassi riguarda il comportamento durante la crisi. Paura dell’iniezione, panico e dubbi sul funzionamento dell’autoiniettore possono rallentare la somministrazione.

Patella e Di Gioacchino richiamano queste difficoltà nelle dichiarazioni dedicate alla nuova formulazione. Avere ricevuto una prescrizione, infatti, non garantisce che il farmaco venga sempre portato con sé, sostituito alla scadenza o utilizzato correttamente.

Lo spray potrebbe ridurre alcune di queste esitazioni. Il vantaggio atteso riguarda quindi anche la possibilità di rendere più immediato un gesto che il paziente, un familiare o un’altra persona presente devono compiere sotto pressione.

La semplicità del dispositivo deve comunque accompagnarsi alla formazione: riconoscere una reazione grave e sapere quando intervenire resta essenziale.

Quali studi hanno sostenuto l’autorizzazione europea

La valutazione dell’EMA si è basata soprattutto sul confronto dell’assorbimento del farmaco e dei suoi effetti su pressione e frequenza cardiaca con quelli dell’adrenalina iniettabile.

Per ragioni etiche e pratiche, il percorso autorizzativo non si è fondato su tradizionali studi comparativi di efficacia durante gravi reazioni anafilattiche. Sulla base dei dati disponibili, l’Agenzia europea ha giudicato favorevole il rapporto tra benefici e rischi, riconoscendo nello spray un’alternativa utile alle formulazioni iniettabili. Questo non equivale a dimostrarne una superiorità clinica rispetto agli autoiniettori.

Adrenalina spray nei bambini: le indicazioni aggiornate

Le informazioni europee attuali comprendono adulti e bambini dai 4 anni di età e con peso di almeno 15 chilogrammi. Sono previste due formulazioni: 1 mg per i bambini da 15 a meno di 30 kg e 2 mg per i pazienti di almeno 30 kg.

Anche AIFA ha adottato nel 2026 un provvedimento relativo alle nuove confezioni pediatriche da 1 mg. L’autorizzazione va distinta dalla disponibilità commerciale: reperibilità delle singole confezioni e condizioni di accesso in Italia devono essere verificate con medico e farmacista.

Dopo l’adrenalina è necessaria l’assistenza medica

In caso di sospetta anafilassi occorre attivare immediatamente i soccorsi attraverso il 112 o il 118 e utilizzare l’adrenalina prescritta secondo il piano concordato con il medico. Un miglioramento iniziale non elimina la necessità di valutazione e osservazione sanitaria.

Per EURneffy, le informazioni ufficiali raccomandano di portare con sé due dispositivi, perché può essere necessaria una seconda somministrazione secondo le istruzioni del prodotto.

La formazione deve coinvolgere anche familiari, insegnanti e persone che assistono il paziente. Rendere il farmaco più facile da utilizzare può aiutare, ma la tempestività dipende anche dalla preparazione di chi si trova ad affrontare l’emergenza.

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