Il primo anno del Programma di Ricerca Nucleare 2025-2028 pone le basi per future gare e collaborazioni industriali. Tra i risultati, studi sui reattori modulari, nuovi sistemi per DTT e progetti per radiofarmaci, idrogeno e formazione
La ricerca nucleare italiana compie nuovi passi nello sviluppo dei reattori modulari e delle tecnologie per la fusione. Nel primo anno del Programma di Ricerca Nucleare (PRN) 2025-2028 sono stati completati studi di fattibilità e progetti per infrastrutture sperimentali, preparando le condizioni tecnico-amministrative per future procedure di gara e contratti industriali.
Il programma, finanziato dal Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica (MASE) e attuato da ENEA, con il CNR come co-realizzatore e la collaborazione del Consorzio RFX, comprende anche applicazioni per la medicina nucleare, produzione di idrogeno, formazione e divulgazione scientifica.
I risultati sono stati presentati a Roma il 26 ottobre, nell’incontro alla Centrale Montemartini dedicato al confronto tra istituzioni, ricerca e imprese della filiera nazionale.
Reattori SMR e AMR: le basi per nuove infrastrutture sperimentali
Uno dei principali ambiti di lavoro riguarda la fissione nucleare avanzata. Le attività hanno interessato gli SMR, Small Modular Reactor, e gli AMR, Advanced Modular Reactor, con studi dedicati anche ai reattori di quarta generazione raffreddati a piombo.
Sono stati conclusi studi di fattibilità e progetti per nuove infrastrutture sperimentali destinate a sostenere lo sviluppo di queste tecnologie. Il risultato è la predisposizione delle basi necessarie per avviare le successive procedure di affidamento e coinvolgere le imprese.
Si tratta di un avanzamento sul piano della ricerca e della progettazione: le future gare riguarderanno infrastrutture e attività di sviluppo tecnologico previste dal programma.
Il lavoro ha inoltre valorizzato impianti esistenti, tra cui il reattore di ricerca TAPIRO, insieme alle strutture sperimentali utilizzate per studiare tecnologie nucleari di nuova generazione.
Fusione nucleare: nuovi sistemi per DTT a Frascati
Sul fronte della fusione nucleare, il programma ha portato alla progettazione di nuovi sistemi per l’accumulo di energia destinati a DTT, Divertor Tokamak Test, la macchina sperimentale italiana in costruzione al Centro ENEA di Frascati.
DTT è dedicata allo studio di soluzioni per gestire i carichi termici e lo smaltimento dei prodotti di reazione nei futuri impianti a fusione, attraverso lo sviluppo del componente chiamato divertore.
Le attività del PRN hanno riguardato anche componenti avanzati per i sistemi di riscaldamento e nuovi studi sul breeding blanket, uno dei sistemi tecnologici più complessi dei futuri reattori a fusione.
È stata inoltre predisposta la documentazione tecnica e amministrativa per l’ammodernamento della macchina sperimentale RFX-Mod2 e delle relative infrastrutture di controllo.
Pichetto Fratin: ricerca e sicurezza energetica
Per il ministro Gilberto Pichetto Fratin, il sostegno alla ricerca rappresenta un investimento nelle capacità scientifiche e produttive del Paese.
«Investire nella ricerca nucleare significa rafforzare le competenze del Paese, sostenere l’innovazione e costruire nuove opportunità per il sistema industriale italiano», ha dichiarato.
Il ministro ha collegato lo sviluppo delle conoscenze nazionali alla sicurezza energetica, all’autonomia tecnologica e alla possibilità di ampliare le opzioni disponibili per la decarbonizzazione.
La presidente ENEA Francesca Mariotti ha sottolineato il consolidamento delle collaborazioni nazionali, il rafforzamento della partecipazione italiana ai programmi europei e le nuove iniziative di trasferimento tecnologico. Un percorso nel quale l’Agenzia mette a disposizione oltre sessant’anni di competenze e il proprio patrimonio di laboratori e infrastrutture.
Radiofarmaci e materiali: le applicazioni oltre l’energia
Il Programma di Ricerca Nucleare comprende attività con possibili ricadute sulla salute, sull’aerospazio e sull’elettronica.
Sono stati completati studi sul potenziale del reattore TRIGA RC-1 per sostenere la filiera nazionale dei radiofarmaci destinati alla diagnostica e alla terapia.
Un altro ambito riguarda il potenziamento della facility CALLIOPE, utilizzata per la qualifica di materiali e componenti, con applicazioni nei settori aerospaziale ed elettronico.
Sono proseguiti anche gli studi sulla produzione di idrogeno da reattori AMR e sull’impiego del calore per le attività industriali.
Dottorati e divulgazione per sviluppare nuove competenze
Accanto agli impianti, il programma investe nella preparazione di nuove figure professionali. Sono stati definiti percorsi per studenti, laureati e giovani ricercatori, cofinanziati dottorati presso università italiane e organizzate le prime summer school.
Il presidente del CNR Andrea Lenzi, intervenuto da remoto, ha richiamato il valore della collaborazione con ENEA e delle borse di dottorato per formare le risorse che lavoreranno nel settore.
È inoltre in fase di avvio un piano nazionale di divulgazione sul nucleare, con incontri rivolti a cittadini, scuole, università e associazioni. Le iniziative affronteranno decarbonizzazione, fissione avanzata e fusione, per favorire una conoscenza più approfondita delle tecnologie e delle attività di ricerca.
Le prospettive per la filiera industriale italiana
Le attività hanno coinvolto i centri ENEA di Bologna, Brasimone, Frascati e Casaccia, le strutture del CNR e del Consorzio RFX.
Alessandro Dodaro, direttore del Dipartimento Nucleare dell’ENEA e responsabile scientifico del PRN, ha indicato nel coinvolgimento della filiera industriale uno degli obiettivi centrali del lavoro svolto.
Le prossime fasi prevedono nuove infrastrutture per studiare i reattori modulari avanzati, impianti per qualificare materiali e componenti destinati a fissione e fusione e sistemi per produrre radioisotopi. A queste attività si affiancheranno percorsi di alta formazione e mobilità, con opportunità di collaborazione tra ricerca pubblica e imprese.


