Ore 15.30 sabato 21 novembre 2026. Calcata Vecchia (VT) Sala del Granarone
CALCATA – Calcata 4.0 è un festival e premio italiano dedicato al giornalismo digitale, all’attivismo civile e alla difesa dei diritti umani. Ideato e promosso dai giornalisti della Rete NoBavaglio in collaborazione con il Comune di Calcata (Viterbo), l’evento è nato nel 2019 da un progetto condiviso con diverse personalità della cultura, tra cui il celebre architetto Paolo Portoghesi. La manifestazione trasforma il suggestivo borgo laziale in un laboratorio del pensiero critico, focalizzandosi su temi cruciali della contemporaneità sociale e politica. Il festival esplora le sfide dell’informazione libera attraverso dibattiti, presentazioni di libri, proiezioni e tavole rotonde.
Tra i filoni conduttori storici figurano: Libertà di stampa: Il sostegno al giornalismo d’inchiesta contro i tentativi di censura. Difesa della Costituzione: Focus sulle mobilitazioni civili contro riforme come l’autonomia differenziata e i decreti sicurezza. Diritti umani e scenari internazionali: L’impegno per tenere accesi i riflettori sui conflitti globali, come l’incolumità dei reporter e della popolazione civile a Gaza. Impegno sociale e locale: La valorizzazione delle piccole realtà di periferia capaci di creare narrazioni umane e con un forte impatto di comunità. Il premio prevede inoltre omaggi speciali dedicati a figure chiave legate alla comunità di Calcata e alla trasparenza pubblica.
A giornalisti, autori, artisti e attivisti sarà il sindaco a conferire i riconoscimenti a coloro i quali si sono distinti a favore dei valori della resistenza civile e dell’attivismo, con il loro lavoro nella lotta contro le disuguaglianze, per la pace, l’inclusione sociale,
La RETE #NOBAVAGLIO – LIBERI DI ESSERE INFORMATI ( RNB) – che in collaborazione con il comune di Calcata è deus ex machina del festival – nacque nel 2015 dall’appello a difesa della libertà dell’informazione, scritto insieme a Stefano Rodotà, condiviso poi da Federazione Nazionale della Stampa (Fnsi), dall’Ordine dei giornalisti (Odg), dall’Unione sindacale dei giornalisti RAI (Usigrai ) e da centinaia di giornalisti, intellettuali, giuristi, personaggi dello spettacolo e associazioni.
Si costituì contro la censura delle intercetteazioni che limitavano la libertà di stampa favorendo il potere politico ed economico, da cui la costituzione di un presidio a difesa dall’informazione: “bene comune”, cuore e polmone della nostra democrazia e delle lotte per diritti e giustizia sociale. La RETE non persegue scopi di lucro, ed è basata sul volontariato.
Le attività hanno un’attenzione particolare alle zone periferiche e si svolgono attraverso iniziative culturali, incontri-dibattito l’utilizzo dei media come strumento di confronto con ragazzi e studenti, promozione del territorio e delle realtà che vi operano.
Impegnati nella difesa dei diritti delle fasce più deboli della popolazione, nella lotta all’emarginazione, i loro strimenti educativi sono tutte le forme espressive, in particolare il cinema, gli audiovisivi, il teatro, la musica, la danza, l’espressione corporea, la scrittura, la scultura, i beni culturali, lo sport, la pittura, la fotografia.
La comunicazione, l’informazione, l’emittenza radiotelevisiva, le attività radioamatoriali; le attività educative e formative; lo sviluppo delle nuove tecnologie; le attività ludiche; il turismo, come esperienza di conoscenza e di incontro; gli scambi internazionali come possibilità di confronto fra culture ed esperienze diverse.
Gli interventi di cooperazione internazionale; le differenze sessuali; interventi sociali e culturali tesi a favorire la civile convivenza fra etnie diverse; l’elaborazione e la gestione di progetti finalizzati alla soluzione delle problematiche che si manifestano nell’ambito della conflittualità e del disagio sociale. Una rete di pace fattuale ed empirica.



