Intacture, in Trentino il data center dentro una miniera attiva

A Predaia, in Val di Non, il supercalcolo per l’intelligenza artificiale trova spazio a cento metri di profondità. Un investimento superiore a 50 milioni di euro unisce ricerca, infrastrutture digitali ed efficienza energetica

Il futuro dell’intelligenza artificiale passa anche dal sottosuolo. A Predaia, in Val di Non, in Trentino, è operativo Intacture, presentato dalle istituzioni come il primo data center in Europa realizzato all’interno di una miniera ancora attiva. Inaugurata il 23 giugno 2026, la struttura sorge nelle gallerie della miniera di dolomia di Tassullo, a circa 100 metri di profondità.

L’infrastruttura, sviluppata da Trentino DataMine, ospita una piattaforma di supercalcolo dedicata all’IA, con l’obiettivo di mettere capacità di elaborazione e archiviazione al servizio della ricerca e delle imprese.

Raffreddamento naturale e risparmio energetico

La collocazione sotterranea offre un vantaggio concreto: la roccia mantiene una temperatura stabile intorno ai 12 °C. Questa condizione, insieme al clima della valle alpina, consente di ricorrere al free cooling per circa il 75% dell’anno, riducendo l’energia necessaria al raffreddamento dei server.

Secondo i dati ufficiali del progetto, il sistema di raffreddamento funziona a circuito chiuso con consumo d’acqua dichiarato nullo. L’alimentazione elettrica proviene interamente da fonti rinnovabili, prevalentemente idroelettriche locali.

Supercalcolo per l’intelligenza artificiale: i numeri di Intacture

Il data center prevede una potenza elettrica a regime di 6 MW. Sul piano delle prestazioni informatiche, la piattaforma può raggiungere circa 200 petaflops per l’inferenza IA, ossia l’utilizzo di modelli già addestrati per produrre risposte o previsioni. La capacità di archiviazione può arrivare a 10 petabyte.

Sono grandezze diverse: i megawatt indicano la potenza elettrica dell’infrastruttura, mentre i petaflops esprimono la capacità di calcolo nelle condizioni dichiarate.

Oltre 50 milioni di euro e un partenariato con l’Università di Trento

L’investimento complessivo supera i 50 milioni di euro, dei quali 18,4 milioni finanziati attraverso il PNRR.

A realizzare il progetto è Trentino DataMine, società nata da un partenariato pubblico-privato che coinvolge l’Università di Trento, responsabile dell’indirizzo scientifico, e quattro partner industriali: Covi Costruzioni, Dedagroup, Gruppo GPI e ISA – Istituto Atesino di Sviluppo.

Una montagna che custodisce dati, mele e vino

La roccia offre anche una barriera naturale che contribuisce alla protezione fisica ed elettromagnetica dell’infrastruttura.

Intacture fa parte di TERA, l’ecosistema minerario di Tassullo, dove l’attività estrattiva convive con altri impieghi degli spazi sotterranei. Nelle gallerie trovano posto le celle ipogee delle mele Melinda, le bottiglie di spumante Altemasi Trento Doc del Gruppo Cavit e ambienti per la stagionatura del Trentingrana.

Il data center aggiunge così una funzione digitale a un sistema che utilizza gli spazi generati dall’estrazione, contenendo l’occupazione di nuovo suolo in superficie.

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