Ecomondo 2026, domani al via a Rimini: innovazione e nuove opportunità

Dal 3 al 6 novembre la manifestazione riunisce imprese, ricerca e istituzioni. Al centro, il trasferimento tecnologico e le soluzioni per trasformare l’economia circolare in competitività, lavoro e sviluppo dei territori

Ecomondo 2026 apre domani, martedì 3 novembre, alla Fiera di Rimini, dove proseguirà fino a venerdì 6 novembre. La manifestazione internazionale organizzata da Italian Exhibition Group, giunta alla 29ª edizione, torna a riunire aziende, istituzioni e comunità scientifica attorno a una questione decisiva: come tradurre la transizione ecologica in processi industriali efficienti e opportunità economiche. Gli organizzatori annunciano oltre 1.800 espositori, in un percorso che attraversa tecnologie ambientali, gestione delle risorse e innovazione produttiva.

La missione può essere riassunta nell’obiettivo di «sostenere il trasferimento di conoscenze, competenze e tecnologie per contribuire ad accelerare la trasformazione dei modelli industriali e a fare dell’economia circolare una leva concreta di innovazione e competitività».

È un passaggio che riguarda tanto le grandi filiere quanto le piccole e medie imprese: conoscere una tecnologia, comprenderne l’applicabilità e incontrare chi può accompagnarne l’adozione sono condizioni essenziali per trasformare un’idea in un progetto.

Economia circolare: perché è una questione di competitività

Per un’impresa, l’economia circolare significa ripensare il modo in cui vengono progettati i prodotti, impiegati i materiali e gestiti gli scarti. L’opportunità consiste nel recuperare valore lungo il ciclo produttivo: utilizzare meglio le risorse disponibili, prolungare la vita dei beni e individuare nuovi impieghi per materiali che altrimenti perderebbero la propria utilità.

A questo rapporto tra sostenibilità e sistema economico saranno dedicati anche gli Stati Generali della Green Economy, in programma il 3 e 4 novembre all’interno di Ecomondo. Il tema dell’edizione 2026 riguarda i fattori internazionali che possono sostenere la transizione in un contesto geopolitico critico, con attenzione alla dipendenza dalle importazioni, all’energia e all’efficienza nell’uso delle risorse.

La prospettiva è industriale: valutare dove un investimento ambientale possa rafforzare la capacità produttiva e ridurre le vulnerabilità dell’azienda. I benefici, però, vanno verificati caso per caso, considerando costi, prestazioni e condizioni operative.

Dalla ricerca alla fabbrica: le opportunità del trasferimento tecnologico

Uno degli esempi più concreti arriva da ENEA, che presenterà a Rimini un hub tecnologico dedicato alle materie prime critiche, con attività distribuite tra Lazio, Puglia ed Emilia-Romagna. L’infrastruttura, sostenuta da oltre 13 milioni di euro di finanziamenti europei attraverso NextGenerationEU e PNRR, collega progettazione sostenibile, riciclo e sviluppo di materiali innovativi.

L’obiettivo è accompagnare le imprese lungo il percorso che porta dalla ricerca all’applicazione industriale: verificare la riciclabilità di un prodotto, recuperare materiali da beni a fine vita e sperimentare nuove soluzioni produttive.

Presso lo stand ENEA sarà inoltre possibile incontrare gli esperti del trasferimento tecnologico e approfondire i programmi KEP e Proof of Concept, attraverso i quali l’Agenzia favorisce la collaborazione con il sistema produttivo.

Per le aziende, il valore di questi incontri sta nella possibilità di confrontare un problema reale con competenze e infrastrutture di ricerca: dalla verifica di fattibilità alle prove necessarie per valutare un futuro investimento.

Recupero dei materiali, acqua e tessile: le filiere da osservare

Il progetto espositivo di Ecomondo 2026 mette in evidenza alcune aree nelle quali la trasformazione industriale apre spazi di sviluppo. Tra le novità annunciate figura un intero padiglione dedicato alla filiera tessile, mentre cresce lo spazio riservato al settore Waste as Resource, che considera i rifiuti come potenziali risorse.

Il percorso Water Cycle & Blue Economy porta invece l’attenzione sul recupero e sul riuso delle acque reflue, sulle tecnologie per intervenire nelle reti limitando gli scavi e sui sistemi di controllo e monitoraggio delle infrastrutture idriche. Completano il quadro bonifica dei siti, osservazione ambientale, bioenergia e bioeconomia circolare e rigenerativa.

Sono ambiti nei quali possono incontrarsi esigenze diverse: il fabbisogno di una manifattura, le competenze di un fornitore tecnologico e la capacità di un gestore di servizi. La fiera offre l’occasione per verificare se queste esigenze possano diventare una collaborazione.

Dati e tracciabilità: il passaporto digitale dei prodotti

La circolarità richiede anche informazioni affidabili. Sapere quali materiali compongono un prodotto e poter condividere dati lungo la filiera aiuta a valutarne le caratteristiche e le possibilità di recupero.

Il 3 novembre, UNI organizzerà a Ecomondo un incontro sui Digital Product Passport, i passaporti digitali dei prodotti, nell’ambito del progetto europeo bi0space. Il confronto riguarderà tracciabilità, condivisione sicura delle informazioni e interoperabilità, cioè la capacità di sistemi differenti di scambiare e utilizzare i dati.

Per le imprese, l’opportunità è capire come organizzare informazioni utili lungo la catena del valore. La digitalizzazione può sostenere questo percorso quando rende i dati confrontabili, aggiornati e utilizzabili nelle decisioni.

Qualità dell’aria e territori: la sostenibilità deve essere misurata

La misurazione attraversa anche il programma dedicato all’ambiente e alle città. La Regione Emilia-Romagna propone appuntamenti sull’intelligenza artificiale applicata alla valutazione degli impatti ambientali, sulla qualità dell’aria e sulle infrastrutture verdi e blu nelle aree urbane e periurbane.

Questi temi richiamano una condizione essenziale di ogni politica ambientale: conoscere il punto di partenza e verificare gli effetti delle azioni intraprese. Per valutare un intervento servono indicatori pertinenti, misure affidabili e confronti nel tempo.

Per amministrazioni e gestori, il confronto con ricerca e imprese può quindi aiutare a definire meglio i problemi e a individuare strumenti adatti al territorio. La disponibilità di dati diventa utile quando orienta una decisione e permette di valutarne l’efficacia.

Startup, competenze e incontri: come valorizzare la partecipazione

Ecomondo riserva spazio anche all’innovazione imprenditoriale e alle competenze. Il programma promozionale annuncia la presenza di 20 startup innovative. Sul versante dell’orientamento, il Green Jobs & Skills Tour, organizzato da ART-ER il 4 novembre e segnalato dall’Università di Modena e Reggio Emilia, porterà i partecipanti a incontrare aziende attive nei settori dell’ambiente e della sostenibilità, anche per conoscere opportunità di tesi, tirocinio e percorsi professionali.

Il quadro suggerisce un modo concreto di affrontare la manifestazione: arrivare con un’esigenza definita, selezionare interlocutori pertinenti e confrontare le soluzioni sulla base di prestazioni, applicabilità e risultati attesi.

Per una PMI può significare individuare un partner per una sperimentazione; per una startup, trovare un contesto industriale in cui verificare la propria proposta; per un ente pubblico, acquisire elementi utili alla progettazione di un servizio.

È in questi passaggi che si misurerà il valore delle quattro giornate di Rimini: nella capacità di trasformare conoscenze e incontri in progetti, investimenti e miglioramenti verificabili.


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