Tumore della laringe: al Monaldi il recupero della voce

Protesi fonatorie e riabilitazione logopedica consentono, nei pazienti idonei, di tornare a parlare dopo la laringectomia totale. All’ospedale di Napoli un corso dedicato alla chirurgia e alla gestione multidisciplinare

Curare un tumore della laringe significa anche affrontare le conseguenze che la malattia e i trattamenti possono avere sulla comunicazione. Quando è necessario asportare completamente la laringe, la perdita della voce naturale cambia profondamente la quotidianità. Le protesi fonatorie, associate a un percorso di riabilitazione, offrono però la possibilità di tornare a parlare.

È il percorso sviluppato all’Ospedale Monaldi di Napoli, nell’Unità Operativa Complessa di Otorinolaringoiatria e Chirurgia Cervico-Facciale diretta dal professor Giuseppe Tortoriello: integrare il trattamento oncologico con il recupero della comunicazione e dell’autonomia personale.

Laringectomia totale: che cosa cambia dopo l’intervento

La laringectomia totale consiste nell’asportazione dell’intera laringe, l’organo che contiene le corde vocali. Può essere necessaria in alcune forme avanzate di tumore o quando la malattia persiste o ricompare dopo altri trattamenti. La scelta dipende dalle caratteristiche della neoplasia e dalla situazione clinica della persona.

Dopo l’operazione, la respirazione avviene attraverso un’apertura permanente nella parte anteriore del collo, chiamata tracheostoma. Venendo meno le corde vocali, occorre apprendere modalità diverse per produrre la voce. Il percorso di cura comprende quindi anche l’adattamento alla nuova respirazione e la riabilitazione della comunicazione.

Come funziona la protesi fonatoria

La protesi fonatoria è una piccola valvola inserita in un passaggio creato chirurgicamente tra trachea ed esofago. Consente di utilizzare l’aria proveniente dai polmoni per mettere in vibrazione i tessuti del tratto faringoesofageo, producendo un suono che bocca, lingua e labbra trasformano in parole.

Si sviluppa così una nuova voce, diversa da quella precedente all’intervento. Il dispositivo permette il passaggio dell’aria verso l’esofago e, quando funziona correttamente, impedisce a liquidi e alimenti di attraversarlo nella direzione opposta, verso le vie respiratorie.

Protesi fonatoria primaria: il recupero si prepara durante la chirurgia

Al centro dell’esperienza del Monaldi c’è il posizionamento primario della protesi fonatoria, effettuato durante lo stesso intervento di asportazione della laringe, quando indicato.

Questa possibilità consente di predisporre fin dall’operazione il successivo recupero vocale. Secondo quanto riportato nel comunicato, alcuni pazienti possono arrivare a utilizzare la nuova voce già prima delle dimissioni.

I tempi variano però in base alla guarigione, all’estensione della chirurgia, alle condizioni generali e alla risposta alla riabilitazione. L’équipe valuta per ciascuna persona se procedere durante la laringectomia oppure in un momento successivo.

Il ruolo dei logopedisti e dei controlli nel tempo

Il recupero della comunicazione richiede un accompagnamento specialistico. Al Monaldi, secondo il comunicato, il percorso coinvolge cinque logopedisti dedicati, che aiutano i pazienti a imparare a usare la protesi e a prendere confidenza con la nuova voce.

La riabilitazione comprende l’allenamento alla produzione delle parole e l’apprendimento della gestione quotidiana del dispositivo. Sono necessari anche controlli nel tempo: la protesi può usurarsi o funzionare meno efficacemente e deve essere sostituita periodicamente, generalmente in ambulatorio.

Al Monaldi formazione su chirurgia e riabilitazione

A questo approccio è dedicata la quarta edizione del corso sulla laringectomia totale e sulla gestione multidisciplinare del paziente, annunciata al Monaldi con la partecipazione di 25 specialisti in otorinolaringoiatria e di logopedisti provenienti da tutta Italia.

Il programma prevede una prima giornata di approfondimenti sulla gestione del paziente laringectomizzato, sulle complicanze postoperatorie e sulla riabilitazione vocale e polmonare. La seconda giornata è dedicata alla chirurgia in diretta, per osservare le tecniche operatorie e il posizionamento delle protesi fonatorie.

«Non basta sconfiggere la malattia, dobbiamo fare in modo che le persone possano tornare a vivere pienamente», sottolinea Anna Iervolino, direttore generale dell’Azienda Ospedaliera dei Colli, nel comunicato.

Poter riprendere una conversazione, esprimere un bisogno o partecipare alla vita familiare è parte del recupero dopo un tumore della laringe. Per questo chirurgia, logopedia e assistenza nel tempo concorrono allo stesso obiettivo: aiutare la persona a ritrovare la propria capacità di comunicare.

Condividi sui social

Articoli correlati