Festival Informatici Senza Frontiere 2026: l’IA riparte dall’uomo

Dal 5 al 7 novembre Rovereto ospita l’undicesima edizione, intitolata “Ctrl+Alt+Human”. Lavoro, scuola, libertà di scelta e sostenibilità al centro di incontri, spettacoli e laboratori gratuiti. Tra gli appuntamenti, l’anteprima mondiale del cortometraggio Gal e un confronto sui consumi dei data center

L’intelligenza artificiale cambia il modo in cui lavoriamo, impariamo e ci informiamo. Ma chi ne stabilisce gli obiettivi? E quanto spazio resta alle persone quando gli algoritmi contribuiscono a orientare scelte e decisioni? Sono le domande al centro del Festival Informatici Senza Frontiere 2026, in programma a Rovereto dal 5 al 7 novembre, con ingresso gratuito.

Il titolo dell’undicesima edizione, “Ctrl+Alt+Human”, rielabora una celebre combinazione della tastiera e invita a rimettere l’essere umano al centro della trasformazione digitale. Il programma intreccia ricerca, giornalismo, filosofia e arti, affrontando le conseguenze dell’IA sulle professioni, sulla conoscenza e sulla vita quotidiana.

Un’intelligenza artificiale progettata per le persone

Tra le protagoniste del festival c’è Fosca Giannotti, professoressa di Intelligenza Artificiale alla Scuola Normale Superiore di Pisa. Il suo intervento, venerdì 6 novembre alle 8.30 al Teatro Zandonai, è dedicato alla Human Centered AI: sistemi progettati per collaborare con le persone, rafforzarne le capacità e contribuire a benessere e inclusione.

Nella stessa mattinata, Alberto Montresor, dell’Università di Trento, affronta il futuro dell’apprendimento partendo da un racconto di Isaac Asimov. L’ipotesi di un insegnante robot personalizzato diventa un’occasione per interrogarsi sul valore educativo delle relazioni e della formazione condivisa.

Lo sguardo si allarga al patrimonio culturale con Arianna Traviglia, direttrice del Center for Cultural Heritage Technology dell’Istituto Italiano di Tecnologia. Dalle immagini satellitari alla lettura dei testi antichi, le applicazioni presentate mostrano come il digitale possa sostenere archeologia e tutela dei beni culturali.

Algoritmi, social e libertà di scelta

Una parte del programma esplora il rapporto tra dati personali, profilazione e influenza sui comportamenti. Le tracce lasciate online possono rendere più pertinenti servizi e contenuti, ma anche essere utilizzate per individuare vulnerabilità e orientare le decisioni.

Giovedì 5 novembre, dalle 15 nell’Aula Magna IPRASE, Paola Velardi, senior associate del CNR-ISTC, e Antonio Lieto, dell’Università di Salerno, approfondiscono questi meccanismi, compreso il nudging algoritmico: l’impiego di conoscenze sul comportamento umano per indirizzare scelte e preferenze. Con Marco Guerini, della Fondazione Bruno Kessler, e Marcello Esposito, dell’Università di Foggia, il confronto comprende il contrasto all’odio e alla disinformazione e la tutela dei consumatori.

Il potere delle piattaforme è anche al centro dell’intervento di Fabio “Kenobit” Bortolotti, che presenta il Fediverso come alternativa ai modelli centralizzati dei grandi social. Alla protezione dell’identità digitale è dedicato invece l’incontro con Carmelo Ferrante, tra immagini manipolate, voci artificiali e strumenti per difendersi dagli abusi online.

Come cambia il lavoro con l’intelligenza artificiale

L’impatto dell’IA sulle professioni attraversa gli incontri di venerdì 6 novembre, dalle 15.30 all’IPRASE. La sessione moderata dal giornalista Andrea Vico affronta responsabilità, fiducia e collaborazione nelle organizzazioni.

Intervengono Francesca Ciardo, psicologa e ricercatrice dell’Università di Milano-Bicocca, Pamela Musu, del Gruppo Cassa Centrale, Carlo Cuomo, formatore e designer, e Michele Misha Missikoff. Il confronto riguarda l’autonomia attribuita agli agenti artificiali, le trasformazioni delle attività creative e la distribuzione dei benefici economici dell’innovazione.

Sabato 7 novembre, alle 9.45, il tema prosegue con un panel su competenze, organizzazioni e sovranità del dato, curato da AUSED e SDG Group. Al centro anche la dipendenza dai grandi fornitori di infrastrutture digitali e il controllo sui dati affidati a sistemi esterni.

Data center: il costo ambientale del digitale

La crescita dell’intelligenza artificiale richiede infrastrutture fisiche, energia e risorse idriche. Il festival dedica un appuntamento all’impatto ambientale dei data center, portando nel dibattito sulla trasformazione digitale anche la sostenibilità dei sistemi che la rendono possibile.

Venerdì 6 novembre, alle 11.40 al Teatro Zandonai, Alessio Lodge e Bianca Giovetti, fondatori di Ambra Compute, intervengono in collegamento dagli Stati Uniti per discutere consumi di energia e acqua e possibili soluzioni per ridurli.

Cina, etica e valori incorporati nell’IA

La competizione tecnologica internazionale entra nel programma con Simone Pieranni, giornalista ed esperto di Cina. Sabato 7 novembre alle 11.45, in dialogo con Simone Casciano all’IPRASE, analizza la strategia cinese tra robotica, chip e intelligenza artificiale, affrontando anche la trasparenza delle informazioni disponibili su risultati, costi e criticità.

Nel pomeriggio, dalle 14.30, il confronto si sposta sui valori incorporati nei sistemi artificiali. Viola Schiaffonati, del Politecnico di Milano, elena pavan, dell’Università di Trento, Teresa Numerico, dell’Università Roma Tre, e Massimo Zancanaro, dell’Università di Trento, discutono implicazioni etiche, disuguaglianze, diversità umana e limiti dei modelli linguistici.

Tra gli approcci presentati c’è il Value-Sensitive Design, che integra la riflessione sui valori nelle prime fasi della progettazione tecnologica.

L’anteprima di Gal e l’IA alla prova delle arti

Il rapporto tra informazione e immagini generate dall’IA prende forma nell’anteprima mondiale di Gal, in programma giovedì 5 novembre alle 18 nell’Aula Magna IPRASE.

Il cortometraggio è realizzato dalla regista Roberta Colombo a partire dal libro Israele-Palestina. Voci di una terra contesa, nel quale il giornalista Nino Orto raccoglie quindici anni di reportage. Insieme a Gal viene presentato Amal, già premiato agli AI Awards Festival Venice 2026. Il dialogo tra gli autori affronta possibilità e limiti dell’IA generativa nella rappresentazione di un conflitto.

Anche il teatro esplora il rapporto con le macchine. KOPPELIA_giardino13, progetto di A. Vidach e C. Prati, unisce danza, un doppio digitale generato dai movimenti della protagonista e un cane robot Unitree GO2.

Giovedì sera Andrea Cosentino porta sul palco dello Zandonai Trash Test, che sottopone alla prova della scena i contenuti prodotti dall’IA su richiesta del pubblico. Venerdì 6 novembre, alle 21, Error#440 intreccia invece movimento, musica dal vivo e sperimentazione.

Laboratori per le scuole e accessibilità

Il Festival Informatici Senza Frontiere propone attività pratiche per avvicinare gli studenti al digitale: programmare rover, generare musica e immagini, riconoscere fake news e deepfake, costruire prototipi e sperimentare la fabbricazione digitale.

I laboratori si svolgono tra Museo di Scienze e Archeologia, IPRASE e Palazzo Alberti Poja. La partecipazione richiede l’iscrizione, secondo le modalità indicate per ciascuna attività.

Venerdì e sabato l’IPRASE ospita anche Sensoltre, mostra di sei storie tattili realizzate da Giovanni Pedote, in arte Giope. Le opere propongono un’esperienza attraverso tatto e ascolto, collegando ricerca artistica e accessibilità.

Date, luoghi e programma del festival

Il festival si svolge dal 5 al 7 novembre 2026 a Rovereto, tra Teatro Zandonai, IPRASE, Mart, Museo di Scienze e Archeologia e Palazzo Alberti Poja. Gli eventi sono gratuiti; per prenotazioni e modalità di partecipazione è disponibile il programma ufficiale.

Condividi sui social

Articoli correlati