Il 21 e 22 novembre, tra Palazzo Barberini e la Galleria di Arte Moderna e Contemporanea, due giornate dedicate a sviluppo economico, cinema, patrimonio e investimenti. Partecipazione gratuita
La cultura produce lavoro, alimenta le imprese e contribuisce all’attrattività dei territori. Da questa prospettiva prende forma il Festival Economia della Cultura 2026, in programma a Roma sabato 21 e domenica 22 novembre. La terza edizione, organizzata da Regione Lazio e Lazio Innova, riunirà istituzioni e operatori per discutere come trasformare la produzione culturale in opportunità di crescita economica e sociale.
Il confronto si articolerà in quattro ambiti: sviluppo economico, cinema e audiovisivo, gestione del patrimonio, collaborazione tra pubblico e privato. Un percorso che mette in relazione chi definisce le politiche, chi dirige le istituzioni culturali e chi investe nella filiera.
Economia della cultura: perché il tema riguarda il futuro del Lazio
La dimensione economica del settore emerge dal rapporto “Io sono Cultura 2026”, realizzato da Fondazione Symbola, Unioncamere, Centro Studi Tagliacarne e Deloitte. Secondo l’indagine, nel 2025 il sistema produttivo culturale e creativo italiano ha generato 115,8 miliardi di euro di valore aggiunto, con una crescita del 3,3% sull’anno precedente, occupando quasi 1,54 milioni di persone.
Il Lazio presenta il più alto livello di specializzazione culturale e creativa tra le regioni italiane: il settore incide per l’8,1% sull’economia regionale. È un dato che aiuta a comprendere la rilevanza del festival per un territorio nel quale patrimonio, audiovisivo, comunicazione e creatività si intrecciano.
La questione, sul piano delle politiche di sviluppo, è come tradurre questa presenza in occasioni professionali durature, servizi accessibili e imprese capaci di innovare.
Il programma del 21 novembre a Palazzo Barberini
La prima giornata si svolgerà nella Sala Pietro da Cortona di Palazzo Barberini. Dalle 10 alle 11.15, il confronto sul rapporto fra cultura e sviluppo vedrà tra i partecipanti Giampiero Cannella, Roberta Angelilli e Francesco Marcolini.
Dalle 11.30 alle 13 sarà il turno dell’industria cinematografica, con Lucia Borgonzoni, Manuela Cacciamani, Chiara Sbarigia e Alessandro Usai. Nel pomeriggio, dalle 16.30 alle 18.30, spazio alla gestione del patrimonio, con interventi, tra gli altri, di Simone Quilici, Thomas Clement Salomon e Luana Toniolo.
La scelta di accostare questi temi suggerisce una lettura della cultura come sistema produttivo. Per il cinema, significa guardare alle competenze e alle imprese necessarie a realizzare un’opera; per i musei, interrogarsi su organizzazione, qualità dell’esperienza e rapporto con il territorio.
Sono prospettive complementari, che possono aiutare a collegare le strategie pubbliche alle esigenze quotidiane degli operatori. La capacità di attrarre visitatori, produzioni e investimenti richiede infatti una progettazione che tenga insieme contenuti, professionalità e qualità dei servizi.
Il 22 novembre il confronto sugli investimenti pubblico-privati
Domenica, alla Galleria di Arte Moderna e Contemporanea, dalle 10.30 alle 12.30 si discuterà di investimenti e collaborazioni pubblico-private. Il programma annuncia, tra gli altri, Gianmarco Mazzi, Simona Renata Baldassarre, Simonetta Giordani e Fausto Bianchi.
Le conclusioni sono affidate ad Alessio De Cristofaro e Roberta Angelilli; alle 12.30 è previsto un momento di networking.
Sul piano delle prospettive, questo confronto tocca una domanda decisiva: come costruire progetti capaci di durare oltre il singolo appuntamento? Risorse, competenze gestionali e obiettivi condivisi possono rendere una collaborazione utile tanto alle istituzioni quanto alle comunità.
Per valutarne l’efficacia, occorre considerare anche l’accessibilità dei servizi, la partecipazione dei pubblici e la continuità delle attività. È su questi risultati che un investimento culturale può dimostrare il proprio valore per il territorio.
Come partecipare al Festival Economia della Cultura 2026
Tutti gli incontri sono gratuiti. La pagina di iscrizione di Lazio Innova consente di prenotare la partecipazione; per procedere è necessario accedere al portale.
Le sedi sono:
- Sabato 21 novembre: Palazzo Barberini, via delle Quattro Fontane 13, Roma.
- Domenica 22 novembre: Galleria di Arte Moderna e Contemporanea, viale delle Belle Arti 131, Roma.
Per imprese, professionisti e operatori culturali, il festival offre un’occasione di confronto sulle condizioni che rendono possibile un investimento nella cultura: capacità progettuale, gestione e relazioni tra soggetti diversi. Il suo interesse sta nella possibilità di mettere queste competenze intorno allo stesso tavolo.



