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Dinamismo Pd, incertezze di Monti

ROMA – In questi giorni confusi poche cose brillano. La nuova tempesta dei “mercati” -queste divinità dell’Olimpo contemporaneo, che hanno già stremato la Grecia, in attesa di un nuovo voto-, dopo la decisione europea incondizionata di pompare denaro nelle banche spagnole (vere protagoniste di un’aggressione speculativa e finanziaria negli anni passati), rischia di compromettere una parte dei sacrifici durissimi che, grazie ai cedimenti di Silvio Berlusconi dieci mesi fa, l’Europa ha imposto all’Italia.

In qualche minuto si bruciano gli effetti di scelte che hanno drammaticamente segnato la vita di migliaia e migliaia di lavoratori: da chi si è ritrovato all’improvviso senza lavoro e senza pensione, al costo ingente che il 18 giugno prossimo, senza rinvii, tantissime famiglie italiane subiranno con l’IMU, fino ai drammatici tagli operati sugli Enti Locali che hanno portato a riduzioni evidenti della qualità dei servizi.
Il governo Monti sembra prigioniero di sé stesso. Di quell’atto di fede nei “mercati” che fin dall’inizio ha segnato la sua azione. Mettiamo pure da un lato gli imbarazzi che in Mario Monti provoca l’improntitudine di Elsa Fornero, scatenata contro i vertici dell’INPS rei di aver detto cifre vicine al vero sul numero di “esodati”. Rimane il fatto che si discute delle dimissioni del Presidente dell’INPS, e non di quelle del Ministro del Lavoro. Monti, messo alla prova da questa assenza di fiducia degli amati “mercati” -e dall’egoismo nordico che oggi sembra dominare la scena europea-, sembra provare ad attaccarsi al treno dell’Eliseo, a François Hollande che, in attesa dei risultati dei ballottaggi delle legislative francesi -Segolène e Valerie permettendo-, si batte come un leone nel deserto politico dell’Europa del 2012 per rilanciare un’idea di crescita e di ruolo pubblico nell’economia e nella società.
Qual è il vero Monti? Quello rosa che saluta Hollande come un salvatore, o quello azzurro che assicura ai tedeschi e agli egoisti del nord che verranno messi in vendita i gioielli pubblici, a partire da quelli degli Enti Locali?

In attesa di conoscere la risposta a questo quesito, se mai la conosceremo, si segnalano due fatti positivi. Il primo è l’approvazione del ddl anticorruzione in prima lettura alla Camera, con conseguente psicodramma del Pdl. Dopo il grave errore compiuto anche dal Pd con la designazione partitocratica dei componenti delle Autorità di garanzia, un lieve messaggio in controtendenza viene lanciato dal Parlamento.
Il secondo è l’impressione che Pierluigi Bersani abbia sostituito il motore della sua azione. Un vecchio e sicuro diesel -lento ma sistematico- pare che sia stato cambiato con un motore brillante e veloce da Formula1. Dall’annuncio di primarie di coalizione, che sembrano disegnare una forza più larga dei democratici e dei progressisti, alla proposta ad alcune associazioni della società civile di designare i due componenti della sinistra nel Cda della Rai, sembra iniziata una nuova stagione.
Rimane l’interrogativo: come sii sposerà questo inedito dinamismo con le incertezze del Governo Monti? E quanto potrà durare questa situazione in assenza di una svolta, con una lunghissima campagna elettorale di dieci mesi già aperta oggi?

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