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Palestinese arso vivo. I presunti omicidi si dichiareranno infermi mentali

GERUSALEMME – La difesa chiederà l’infermità mentale per i tre principali sospetti per il rapimento e l’omicidio del  16enne palestinese Mohammed Abu Khdeir due settimane fa.

Lo hanno dichiarato i loro legali, citati dall’edizione online di Haaretz. I tre, che hanno già confessato, sono un trentenne di una comunità vicino a Gerusalemme e due minorenni, uno di Gerusalemme e l’altro di Bei Shemesh. Sono attesi in mattinata in una aula del tribunale di Petah Tikva per il prolungamento del fermo. 

«Vivono ai margini della società e non sono individui funzionanti», ha dichiarato al giornale una fonte vicina ai due minori. Sempre secondo Haaretz, dopo la formale incriminazione, attesa per venerdì, l’accusa chiederà la custodia cautelare fino al termine del processo. I tre hanno confessato di aver rapito e caricato a forza su un’auto Mohammed e di averlo portato in un bosco vicino a Gerusalemme dove gli hanno dato fuoco. Secondo i risultati dell’autopsia, nononostante un colpo in testa, il giovane era ancora vivo quando lo hanno bruciato.  Altri tre sospetti sono stati rilasciati dalla polizia israeliana la settimana scorsa perché non coinvolti nel delitto.

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