A spettando il tuo ritorno

Parlerò di te mio Signore. 
Profumo d’ogni creazione 
che vedo in ogni luogo 
sui muri, nelle chiese 
in ogni pagina di libro. 

Pallida figura d’ardesia 
un Cristo ancor non crocifisso. 

Mi inginocchio sulle pietre 
e nelle ortiche 
serro fra le mani un fiore 
strappato al sole 
e te ne faccio dono. 

Ti chiamo e ti respingo 
contando gli anni di domani 
e son già passati. 
Rimasta m’è la visione 
dell’uomo che spezzava il pane. 

Di chi scoperte le altrui ferite 
ne prosciugò con l’aria le piaghe. 
Ad un cieco copristi gli occhi 
con un impasto di terra 
e lui vide di nuovo. 

Questo è il ricordo 
di scritture antiche. 
Ed oggi vieni indifeso 
dai bagliori di una stella 
a benedir le soglie dove l’erba brucia 
da sempre offesa e maledetta. 

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