QS Europe University Rankings 2026

La nuova classifica delle migliori università d’Europa

Sono stati pubblicati i QS World University Rankings: Europe 2026, una delle classifiche universitarie più autorevoli a livello globale. L’edizione 2026 analizza 958 università in 42 Paesi europei, valutandole attraverso 12 indicatori chiave che misurano qualità della didattica, ricerca scientifica, reputazione accademica, internazionalizzazione, sostenibilità, occupabilità dei laureati e cooperazione con il mondo industriale.

La nuova classifica fotografa un’Europa accademica sempre più competitiva, dove il dominio delle università britanniche resta saldo, ma crescono in modo significativo i poli scientifici dell’Europa continentale, con Svizzera, Germania, Francia e Paesi Bassi in forte ascesa.


QS Europe Rankings 2026: Oxford torna al primo posto

A guidare la classifica è l’Università di Oxford, che conquista il primo posto europeo, seguita dal Politecnico Federale di Zurigo (ETH Zurich). Sul podio anche Imperial College London e University College London (UCL), mentre l’Università di Cambridge scivola al quinto posto.

La leadership di Oxford è trainata soprattutto dalla qualità della ricerca, dall’impatto delle pubblicazioni scientifiche, dall’attrattività internazionale e dai forti legami con l’industria e l’innovazione tecnologica.


Top 10 università europee – QS Europe University Rankings 2026

1. University of Oxford (Regno Unito)
2. ETH Zurich – Swiss Federal Institute of Technology (Svizzera)
3. Imperial College London (Regno Unito)
4. University College London – UCL (Regno Unito)
5. University of Cambridge (Regno Unito)
6. Technical University of Munich – TUM (Germania)
7. EPFL – École Polytechnique Fédérale de Lausanne (Svizzera)
8. Sorbonne University (Francia)
9. University of Manchester (Regno Unito)
10. University of Amsterdam (Paesi Bassi)

La classifica conferma la straordinaria centralità del Regno Unito, che domina la top 10 con cinque università, mentre Svizzera, Germania, Francia e Paesi Bassi consolidano il proprio ruolo strategico nella formazione scientifica europea.


Le università italiane: 65 atenei in classifica, ma solo quattro nella top 100

L’Italia è il quarto Paese più rappresentato, con 65 università presenti nella graduatoria. Tuttavia, soltanto quattro atenei italiani rientrano nella top 100 europea, segno di una competitività ancora limitata rispetto ai grandi hub internazionali.

Le migliori università italiane secondo QS Europe 2026:

1. Politecnico di Milano – 45° posto (unico italiano nella top 50)
2. Università di Bologna – 59° posto
3. Sapienza Università di Roma – 77° posto
4. Università di Padova – 92° posto

Seguono l’Università di Milano, il Politecnico di Torino, l’Università di Pisa, l’Università di Firenze e l’Università di Napoli Federico II.

Il Politecnico di Milano si conferma come miglior ateneo italiano, grazie all’eccellenza in ingegneria, architettura, design, trasferimento tecnologico e occupabilità dei laureati.


I criteri di valutazione QS: come nasce la classifica

La metodologia QS Europe Rankings 2026 si basa su 12 indicatori principali, tra cui:

  • Reputazione accademica
  • Reputazione presso i datori di lavoro
  • Qualità e impatto della ricerca
  • Citazioni scientifiche
  • Collaborazioni internazionali
  • Attrattività per studenti stranieri
  • Occupabilità dei laureati
  • Sostenibilità ambientale
  • Partnership con l’industria

Questo approccio multidimensionale consente una valutazione equilibrata tra didattica, ricerca, innovazione e impatto sociale.


Il quadro europeo: università sempre più centrali per sviluppo e competitività

L’edizione 2026 mette in evidenza una forte polarizzazione geografica:

  • Regno Unito: leadership assoluta, con 129 università in classifica
  • Germania: crescita costante grazie agli investimenti in ricerca
  • Svizzera: eccellenza scientifica e tecnologica
  • Francia: consolidamento dei grandi poli accademici
  • Paesi Bassi: forte spinta sull’internazionalizzazione

L’Italia, pur con un numero elevato di atenei presenti, soffre ancora di finanziamenti insufficienti, scarsa attrattività per i docenti internazionali e limitata capacità di valorizzare la ricerca industriale.


Università italiane: eccellenza diffusa, ma serve una strategia nazionale

Secondo gli analisti QS, l’Italia dispone di un capitale umano di altissimo livello, ma la mancanza di investimenti strutturali e di una strategia sistemica penalizza il posizionamento internazionale.

Le aree di miglioramento principali restano:

  • finanziamento alla ricerca
  • reclutamento internazionale
  • trasferimento tecnologico
  • attrazione di studenti stranieri
  • integrazione università–impresa

Una svolta potrebbe arrivare grazie al PNRR, ai programmi europei Horizon e alle nuove politiche per l’innovazione e la sostenibilità, che potrebbero rafforzare la competitività del sistema universitario italiano entro il 2030.


I QS Europe University Rankings 2026

I dati confermano che l’università è oggi uno dei principali motori della crescita economica, tecnologica e sociale del continente. In un contesto globale sempre più competitivo, investire su ricerca, formazione e innovazione non è più una scelta, ma una necessità strategica.

Per l’Italia, la sfida è chiara: trasformare il grande patrimonio accademico in leadership europea stabile, puntando su qualità, internazionalizzazione e sostenibilità.

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