Sabato, 01 Marzo 2014 15:06

Nasce la Fondazione Lucio Dalla

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“Chissà com’era la terra 

prima che ci fosse l’amore

sotto quale stella tra mille anni

se ci sarà una stella

ci si potrà abbracciare”

MILANO - Due anni fa moriva uno dei più grandi e amati cantautori italiani di sempre. Lucio Dalla ha lasciato un vuoto incolmabile nella canzone del nostro Paese. Le sue canzoni così profonde, la sua musica così ricercata, il suo personaggio buffo e delicato ci mancano moltissimo. Era una persona schiva, riservata e allo tempo vulcanica, allegra e positiva. 

Nella sua lunga carriera ha lasciato alcuni capolavori come “Automobili” (1976), “Come è profondo il mare” (1977), “Lucio Dalla” (1979) e “Dalla” (1980).

Indimenticabile la sua partecipazione a Sanremo nel 1971 con il brano ‘manifesto’ della sua arte, “4-3-1943”.

Bologna, la sua amata e meravigliosa città è protagonista di un’importante  iniziativa culturale e musicale. Martedì 4 marzo 2014 verrà costituita la Fondazione Lucio Dalla. I cugini di Lucio hanno atteso il giorno dell'anniversario del suo compleanno per dare vita alla Fondazione a lui dedicata. Al momento nella struttura non è previsto alcun ruolo dell'ex compagno del cantautore scomparso, Marco Alemanno.

La Fondazione Lucio Dalla, voluta dai suoi cugini, nasce “per dare continuità e preservare la genialità dell'opera artistico-musicale di Lucio Dalla, e per diffondere e valorizzare la sua storia artistica, umana e culturale”, per “ricordare e valorizzare le sue qualità di compositore, musicista, cantante, il suo amore per l'arte e la bellezza”.

“L'ambizione della Fondazione - si legge nel comunicato che ne annuncia la nascita - sarà anche di colmare il vuoto culturale che si è creato con la sua immatura scomparsa, dando nuova linfa a tutte quelle attività che hanno rappresentato la sua vera ragione di vita: la ricerca in molteplici campi, oltre naturalmente quello musicale, come il teatro, l'arte, la pittura, la letteratura, la poesia, la fotografia e nella regia cinematografica, con cui si stava misurando personalmente. Riannodare quindi il legame tra la sua genialità e la creatività di nuovi artisti in varie discipline”.

Tante le idee e le iniziative in cantiere, tra cui l'apertura al pubblico della Casa Museo di Lucio Dalla, l'istituzione di borse di studio, la realizzazione di pubblicazioni editoriali, la realizzazione di eventi, il sostegno o il patrocinio di iniziative ed eventi celebrati in suo nome.

La Fondazione Lucio Dalla verrà costituita formalmente il 4 marzo, ma si dovranno aspettare le autorizzazioni e il completamento delle procedure necessarie prima di aprire i battenti. Solo a giugno quindi la Fondazione sarà finalmente all'opera e si potrà scoprire il calendario delle attività. La struttura organizzativa della Fondazione prevede il Consiglio Direttivo composto dai cugini di Lucio Dalla, con presidente Donatella Grazia, vicepresidenti Simone Baroncini e Andrea Faccani e come componenti Daria Grazia, Patricia Baroncini, Stella Caracchi, Stefano Caracchi, Cinzia Faccani, Annalisa Caligiuri, Alessandra Bonazzi. Presidente Onorario sarà Umberto (Tobia) Righi. Il Comitato Tecnico (in fase di definizione), avrà un ruolo fondamentale per la vita e lo sviluppo delle attività della Fondazione. Sarà composto soprattutto da personalità qualificate in vari campi, principalmente in campo artistico. La Pressingline, etichetta discografica fondata da Lucio Dalla nel 1984, continuerà comunque a svolgere il suo lavoro di “scouting” e di valorizzazione e promozione dei nuovi artisti. Intanto, per la prima volta Ron, ospite a ‘Verissimo’ per presentare il suo album “Un abbraccio Unico”, rivela pubblicamente quella che a suo avviso era la vera natura del rapporto che legava Dalla al giovane cantante. “Marco Alemanno non era il compagno di Lucio Dalla. Era una figura molto importante per lui perché gli risolveva dei problemi enormi - dichiara il cantautore a Silvia Toffanin - Era il suo segretario ed era il suo produttore. Non so perché alla morte di Lucio abbiano tirato fuori questa cosa. Non si può alla morte di una persona così importante per l'Italia andare a toccare una sfera così privata e intoccabile”.

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