Martedì, 07 Ottobre 2014 11:45

Arte. Al via la decima Giornata del Contemporaneo

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Adrian Paci Adrian Paci

ROMA – Sabato 11 ottobre 2014 in tutta Italia si svolge la Decima Giornata del Contemporaneo, il grande evento annuale promosso dall’Associazione dei Musei d’Arte Contemporanea Italiani e dedicato all’arte dei nostri giorni. 24 ore per scoprire artisti e nuove idee, attraverso mostre, laboratori, eventi e dibattiti.

Il programma è multiforme: un’occasione unica per vivere il vivace mondo dell’arte contemporanea. Alla conferenza di presentazione al Mibact erano presenti il ministro dei beni culturali Dario Franceschini, Gianfranco Maraniello, consigliere Amaci e, ovviamente, Adrian Paci, l’artista internazionale chiamato a rappresentare l’immagine guida della manifestazione.

Albanese di nascita e italiano di adozione, apprezzato in tutto il mondo per le sue creazioni toccanti, come Cappella Pasolini omaggio al grande intellettuale Pier Paolo Pasolini, Paci è stato scelto all’unanimità dai direttori dei 26 musei dell’Amaci e ha presentato Greeters, una fotografia che raffigura due ragazzi che ci salutano, in un gesto congelato dal fermo-immagine che trasforma la narrazione video in immagine fissa. Il fotogramma è stato scelto dall’artista da un servizio televisivo d’epoca che documenta lo sbarco del primo grande esodo dell’Albania, nel 1990. L’opera crea immediatamente un dialogo fra l’osservatore e i due soggetti ritratti, raccontando così non più un fatto di cronaca ma la nostra comune condizione umana.

«Questo incarico – racconta Paci – è stata una bella sfida ma anche un impegno carico di responsabilità. Le immagini si possono costruire o “rubare”, quella che ho scelto è un’immagine rubata, non l’ho fatta io. L’ho rubata perché mi piaceva e sono molte le ragioni che mi hanno fatto scegliere questa immagine per rappresentare la Giornata del contemporaneo. L’immagine nella sua fragilità rappresenta due persone di cui non sappiamo molto, non sappiamo da dove vengono e neppure dove vanno, ma fanno parte di un viaggio. Sono due persone a metà fra due vagabondi e due profeti, sembrano addirittura due santi che benedicono. Quello che più mi ha colpito dei soggetti è la loro serenità, appaiono sereni e appartengono a quella categoria che noi chiamiamo “altro”, anche se in fondo ci assomigliano. Inoltre, mi piace la fragilità dell’immagine, sia dei protagonisti sia della fotografia così sgranata, non ad alta definizione. Ed infine, mi piace anche il fatto che questi uomini stanno salutando, mi piace che tutti i musei e gallerie che si associano a questa iniziativa ospitino due persone che dicono “ciao” e sono contento che la proposta sia stata accettata». Un’opera toccante che, con la forza della semplicità di un gesto, cerca di innescare una comunicazione carica di umanità, in un incontro fra «quelli che stanno fuori il mondo dell’are e quelli che stanno dentro».

Una esortazione sostenuta anche dal Mibact, consapevole della necessità di sostenere l’arte contemporanea e coinvolgere con iniziative il grande pubblico, come spiega Franceschini: «Penso che abbiamo un colpevole ritardo come sistema paese dell’investimento sulla contemporaneità, immaginando, chissà perché, che questo fosse in alternativa alla contemporaneità. Abbiamo sempre pensato – spiega il Ministro – che l’unico dovere fosse la conservazione dei beni culturali, senza pensare fosse un dovere occuparsi anche della contemporaneità. Occorre invece un investimento nell’industria culturale, che sono importanti per il futuro. Dobbiamo fare sistema e recuperare il ritardo accumulato. La decima edizione della Giornata del Contemporaneo coinvolge tutti, pubblico, privati, gallerie. Anche per questo abbiamo previsto nella riforma del ministero la creazione della direzione Arte e architettura contemporanee e periferie urbane, perché penso che la riqualificazione delle periferie urbane sia la sfida del nostro secolo. Le periferie sono il luogo dove vivono miglioni di persone deve essere riqualificata, anche per mezzo del contemporaneo lavoro che dovrà essere fatto insieme all’altra direzione che sta nascendo, la direzione Educazione e ricerca. Facendo un lavoro nelle scuole. Occorre investire sui talenti, e Adrian Paci è uno di questi».

La curiosità. La Giornata del Contemporaneo nasce nel 2006, prima di Adrian Paci gli artisti che chiamati a rappresentare l’immagine guida dell’evento sonoMichelangelo Pistoletto, Maurizo Cattelan, Paola Pivi, Luigi Ontani, Stefano Arienti, Giulio Paolini, Francesco Vezzoli e Marzia Migliora.

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