Mercoledì, 17 Novembre 2021 11:05

Formello.“Lasciate ogni speranza o voi che entrate”: un verso di Dante in una chiesa del 1200

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FORMELLO - Una delle due parrocchie di Formello, paese di origine etrusca alle porte di Roma, con un centro storico sgranato lungo la via Francigena oggi quanto mai battuta dai moderni pellegrini, è la chiesa di San Michele Arcangelo.

Se ne ha notizia fin dal 1236, quando era già parrocchia, e il campanile romanico che svettava prima di essere colpito da un fulmine, ne comprova l’origine medievale. Fu poi ricostruito. La Divina Commedia  era appena “uscita” non dai torchi di una stamperia, come sarebbe successo nei secoli a venire, ma dalle mani sapienti degli amanuensi che cominciavano a farne girare copie fra gli “intellettuali” dell’epoca.

  Gli anni sono gli stessi, quelli della nascita della chiesa di San Michele Arcangelo a Formello e del poema del sommo vate. Una singolare coincidenza ha suscitato particolare emozione fra i restauratori che da anni lavorano nella chiesa di Formello: la scoperta di una scritta sull’abside che non lascia dubbi: “Lassate ogni speranza  voi che intrate”. E’ il verso del terzo canto dell’Inferno con il quale Dante indica l’ingresso del’Ade. E li sotto è venuto alla luce un affresco con l’immagine di una roccia sulla quale si apre appunto l’antro infernale.

 Nella chiesa di San Michele Arcangelo lavorano da tempo i restauratori della sezione di Formello dell’Archeoclub d’Italia a.p.s., movimento di opinione pubblica al servizio dei beni culturali e ambientali, guidata dalla presidentessa Carla Sisto Canali, che in occasione della scoperta dell’affresco con il verso di Dante ha aperto la chiesa alla visita organizzata dall’associazione Pro Olgiata non nuova ad iniziative culturali nell’ambito del territorio. 

Nella chiesa di San Michele Arcangelo è in corso da tempo da parte dell’Archeoclub di Formello una campagna di restauri che finora hanno portato alla luce affreschi perduti nei secoli. Fra questi una Madonna della Misericordia, un Sant’Antonio Abate e un San Michele al quale la chiesa è dedicata e la “cacciata dei diavoli all’inferno” sovrastato dalla scritta del verso dantesco, che nel settecentesimo anniversario della morte dell’Alighieri attualizza in modo sorprendente i lavori di restauro che impegneranno ancora a lungo l’Archeoclub di Formello nella ritrovata parrocchia medievale.

 E’, infatti, ormai certo che ogni parete della chiesa era stata affrescata, ma su tutto, nei secoli, è stata passata più volte una mano di biacca che ha coperto immagini risalenti al medioevo e oltre. Molti affreschi sono tornati alla luce, ma c’è ancora molto lavoro da fare perché la ricchezza pittorica della antica parrocchia  è al momento incalcolabile. 

Una curiosità: i restauri hanno rivelato un andito della chiesa chiuso da un muro perché di proprietà privata: il proprietario vi ha ricavato un magazzino che sfrutta commercialmente e che si rifiuta di riconsegnare al corpo della chiesa cui appartiene da secoli. Si dovrebbe ricorrere ad un esproprio ma prima ci sono altre spese da affrontare: ancora per molto i restauratori dovranno portare avanti la loro paziente opera di recupero dell’arte antica. Perché, a dispetto del verso dantesco non hanno perso la speranza di fare altre sorprendenti scoperte. 

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