A Pisa l’Urban Art conquista Palazzo Blu

Grande opening con 108, uno dei maggiori esponenti del post-graffitismo astratto, protagonista della prima di quattro performance live

Dalla strada all’affermazione internazionale: 45 nomi e oltre 70 opere in dialogo con le collezioni di arte antica del museo. Dal 14 dicembre al 3 aprile 2022 – Sabato 18 alle ore 17 happening con quattro artisti della collettiva in Auditorium

Si apre martedì 14 dicembre a Palazzo Blu e andrà avanti fino al 3 aprile 2022, “Attitude | Graffiti writing, Street art, Neo Muralismo”, un progetto curato da Gianguido Grassi, realizzato da Start – Open your eyes e prodotto da Fondazione Pisa, con il patrocinio di Comune di Pisa, Provincia di Pisa, Regione Toscana, Consiglio Regionale della Toscana, con il sostegno di Università di Pisa, Scuola Normale Superiore e Scuola Normale Superiore Sant’Anna.

Una mostraevento, con performance live, che per la prima volta in Toscana presenta in maniera organica una generazione di artisti, quasi tutti quarantenni, che – dopo aver iniziato a esprimersi in strada in maniera non autorizzata – oggi lavorano con un linguaggio compiuto e ricercato, in continuità con l’arte di rottura e di avanguardia degli Anni ’60. Sabato 18 dicembre alle ore 17 l’happening con quattro degli artisti coinvolti in Auditorium a Palazzo Blu. 

Il progetto espositivo dà voce a 45 artisti provenienti da tutto il mondo: sono i talenti della urban art, coloro che hanno saputo unire l’energia creativa della strada a un solido background artistico e che adesso sono chiamati a lavorare in molte città del mondo e a partecipare a mostre ed eventi internazionali.

Il percorso espositivo_ “Attitude | Graffiti writing, Street art, Neo Muralismo” riunisce le molteplici forme dell’arte urbana, dai graffiti all’astrattismo. Sono 74 le opere in mostra, tutte provenienti dagli archivi degli artisti e da importanti collezioni. L’allestimento prende il via dalla biblioteca e prosegue nelle sale al quarto piano di Palazzo Blu, per raccontare le varie declinazioni dell’arte urbana, dall’anima più ribelle e sociale propria dei graffiti a quella monumentale delle manifestazioni istituzionali più recenti.

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«L’attitudine indica una disposizione innata o acquisita, fisica, psicofisica o psichica, che rende possibile o facilita lo svolgimento di una determinata attività; nel gergo della strada indica l’inclinazione e l’approccio con cui chi pitta affronta la propria azione espressiva» spiega il curatore Gianguido Grassi. «Molte sono le attitudini personali e vaste sono le conclusioni artistiche di un fenomeno già vastissimo in termini geografici; ecco perché non è facile dare una definizione e muoversi all’interno di un contenitore che ha come sicuri elementi in comune quello di raccogliere artisti che iniziano a dipingere nel contesto urbano in modo spontaneo e la convergenza dell’energia della strada con la componente creativa. Con l’espressione arte urbana si è dunque cercato di creare un contenitore ampio in grado di raccogliere varie esperienze che si sono avvicendate nel tempo e continuano a coesistere tutt’oggi. Semplificando, potremmo individuare 3 categorie principali: Graffiti WritingStreet art e Neo Muralismo, cha a sua volta si dirama in figurativo astrattista».

«Keith Haring – dichiara Cosimo Bracci Torsi, Presidente Fondazione Palazzo Blu – ha cominciato il suo percorso di artista come graffitaro nelle metropolitane newyorkesi. Attitude: un’ottima iniziativa che si riallaccia al mondo ed alle esperienze da cui anche lui ha iniziato».

«Con la mostra ‘Attitude I Graffiti writing, Street Art, Neo Muralismo’ – sottolinea Stefano Del Corso, Presidente Fondazione Pisa – affrontiamo la sfida di portare l’arte di strada dentro il museo, attraverso il progetto curato dall’Associazione Start – Open your eyes.  Le opere che sono esposte nelle sale della collezione permanente sono frutto dell’espressione di un gruppo di artisti che appartengono al fenomeno culturale chiamato ‘street art’, artisti contemporanei abituati a creare nei più diversi contesti urbani.  Questa esposizione potrà risultare complementare alla grande mostra su Keith Haring, visitabile già da alcune settimane, e si ripropone di portare il racconto dell’arte urbana, di cui Haring è stato un padre nobile, fino ai giorni nostri, esplorando le tendenze contemporanee e i molteplici messaggi che queste veicolano.  La volontà della Fondazione Pisa è di arricchire il racconto dell’arte contemporanea e offrire un contributo al dibattito su questa forma d’arte non sempre oggetto di un giudizio univoco».

«Credo e crediamo molto nella bellezza e nel valore della street-art – dice Antonio Mazzeo, Presidente del Consiglio Regionale della Toscana – Non è un caso che nei prossimi giorni porteremo al voto, nell’aula del Consiglio Regionale, una proposta di legge varata all’unanimità dall’ufficio di presidenza che destina ai comuni della Toscana oltre 400mila euro dell’avanzo di amministrazione per finanziare progetti di valorizzazione urbana proprio attraverso la street-art. Così come il lavoro di Keith Haring è diventato un vero e proprio simbolo per la città di Pisa vorremmo che sempre più questa forma d’arte diventasse un tratto distintivo per tante nostre città e tanti borghi della nostra regione».

«Sono trascorsi ormai 70 anni – commenta Pierpaolo MagnaniAssessore alla Cultura del Comune di Pisa – da quando a partire dagli anni ’50 a New York un gruppo di artisti anonimi iniziavano a riempire con scritte di protesta i muri della città. Le strade iniziavano a manifestarsi come luogo prescelto per le loro esibizioni artistiche. Un processo che si è lentamente ma in progressione geometrica espanso durante gli anni ’60 per poi estendersi durante i ’70 in tutto il mondo con molteplici forme d’arte non riconosciute che invadevano gli spazi pubblici all’aperto per raggiungere, per quanto concerne la street art e il graffitismo, la loro massima espansione negli anni ’80 con l’avvento delle bombolette di vernice spray. Oggi questa forma d’arte anche in Italia ha definitivamente ottenuto l’apertura delle porte delle grandi istituzioni museali, così come dimostra la stessa esibizione “Attitude” che inauguriamo oggi a palazzo Blu, riconoscendo a molti autori l’importante ruolo che meritano nell’ambito della cultura contemporanea».

L’eredità di Keith Haring_ Questo progetto espositivo prende forma proprio nel momento in cui Palazzo Blu celebra Keith Haring, uno dei padri della street art che a Pisa ha lasciato un’opera significativa: il murales Tuttomondo, realizzato nel 1989. 

Molti degli artisti protagonisti di “Attitude | Graffiti writing, Street art, Neo Muralismo” hanno dipinto a Pisa e in Toscana, contribuendo a far radicare proprio qui uno dei fenomeni culturali più dirompenti e globali degli ultimi 40 anni, in grado di influenzare l’immaginario collettivo e cambiare il volto delle nostre città: prova ne è il quartiere di Porta a Mare, inserito da Sky Arte nei 20 luoghi imperdibili da visitare in Italia per i suoi muri dipinti.

Gli artisti in mostra_ 108, 2501, Abbominevole, Aec Interesni Kazki, Alberonero, Aris, Barbieri Francesco, Bartocci Giorgio, Beast, Bosoletti Francisco, C215, Ciredz, Dado, Duke1, Egs, Eron, Etnik, Farao, Gaia, Hitnes, Imos, Joys, Martini Rae, Massimo Sospetto, Moneyless, Moses&Taps, No Curves, Oker, Okuda San Miguel, Ozmo, Pasquini Alice, Peeta, Phase2, Porto, Rough Remi, Run, Rusto, Rusty, Sbam, Shepard Farey- Obey, Soap The wizard, Solomostry, Sten&Lex, Tellas, Zed1, Zedz.

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Le live performance_ Lungo tutta la sua durata, la mostra sarà intervallata da quattro performance live, una al mese, che andranno ad approfondire la conoscenza di altrettante personalità di spicco della Urban art. Gli stessi nomi daranno vita ciascuno a una personale della durata di un mese nella Sala Focus. Il primo artista protagonista sarà 108, uno dei maggiori esponenti del post-graffitismo astratto, già protagonista di “Nusing”, la prima grande esposizione sul post-graffitismo europeo che si è svolta a Parigi nel 2004, e della 52esima Biennale di Venezia del 2007. Il suo linguaggio si compone di un alternarsi di pittura, muralismo, scultura, suono. A Palazzo Blu, presenterà “Il museo dell’assurdo”, un’installazione site specific che permette un’interscambiabilità tra i singoli frammenti che la compongono dando l’idea del divenire e del passaggio, della trasformazione di un luogo, come avviene per le opere realizzate in strada.

Dopo 108, sarà la volta di Joys, leggenda italiana del writing, pioniere le cui geometrie si ritrovano persino in Russia e in Cina; seguirà la performance live del milanese 2501, che è anche un grande studioso delle controculture. Per finire con lo street artist newyorchese Gaia, che Forbes ha inserito tra i 30 Under30 che cambieranno il mondo, già attivo a Pisa. Gli stessi quattro artisti saranno al centro di una mostra personale in una delle sale dove le opere saranno cambiate ogni mese. 

A completamento dello svolgersi di “Attitude | Graffiti writing, Street art, Neo Muralismo”, arriveranno a Pisa una serie di firme della scena urban internazionale che dipingeranno nuovi muri e arricchiranno il patrimonio di opere pubbliche contemporanee.

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