Venerdì, 04 Gennaio 2013 18:42

Jerzy Skolimowski alla XIX edizione di CapalbioInternational Short Film Festival

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Jerzy Skolimowski con Enrico Ghezzi Jerzy Skolimowski con Enrico Ghezzi

MILANO - Un “capitano coraggioso” del Cinema, Jerzy Skolimowski, regista e attore, misterioso e geniale, è arrivato all’International Short Film Festival di Capalbio negli ultimi giorni dell’anno.

Un grande autore Jean Luc Godard un giorno gli disse “ Non preoccuparti di quello che scrivono i critici americani del tuo cinema.. io e te siamo i migliori del mondo”. Il grande artista, ha portato a Capalbio un lungometraggio Rysopis (Segni particolari Nessuno), il suo film d’esordio realizzato nel 1964 un saggio di fine corso della Scuola di Cinema di Lodz, ma che l’ha consacrato come talento della nouvelle vague polacca degli anni 60, insieme al regista Roman Polaski. Il film è autobiografico, inquieto, impressionista e ci fa sentire, come del resto tutti i suoi film, le vere emozioni. Ci fa riflettere sul vuoto e il profondo dolore esistenziale del protagonista, sul suo malessere, la sua fatica di vivere. Jerzy Skolimowski mette in scena se stesso, un giovane ventiquattrenne studente d’ittologia, Andrej Leszczyc, che espulso dall’università, prima di presentarsi al servizio militare passa le sue ultime ventiquattro ore di libertà vagabondando per la città, ma facendo un bilancio sulla sua vita senza scopo di giovane isolato ed emarginato, solitario e insofferente alle autorità e al potere.

 

Un film confessione del regista di forte impatto visivo e di un’attualità bruciante sul disagio giovanile. Il grande regista a Capalbio è stato ospite d’onore di un incontro curato dal noto critico Enrico Ghezzi” Ghezzi incontra il Capitano Sparrow”. Enigmatico nascosto dietro occhiali neri si è confessato al pubblico cinefilo capalbiese. “Quando ero giovane”, ha detto “ ero più sentimentale, più autobiografico e parlavo della mia vita adesso guardo la realtà con occhi più distaccati, una persona cresce e cambia anche il suo modo di pensare al cinema”. Riguardo ai giovani d’oggi ha affermato il regista “ ci sono più scuole adesso e più opportunità che ai miei tempi per esprimersi, ma non sto vedendo dei geni”. Ha fatto un confronto con l’arte in generale e ha affermato” vedo più geni nella letteratura e nella pittura .“ “ Non c’è un Caravaggio o un Beethoven come regista!” . “Un film “ha detto SKolimoski “dovrebbe avere qualcosa in comune con i sogni che sono unici e puri. Spero che i giovani possano raccontare i sogni.

 

La purezza in un film deve prendere il posto degli effetti speciali”! Il regista ci ha raccontato perché è stato lontano dal Cinema dal 1995 al 2008, ben diciassette anni “Avevo fatto un film secondo me orribile.”  Penso di avere fatto un film cosi orribile perché “ coking the europea pudding “volevo cuocere con uno stile europeo. Nel film avevo attori inglesi molto famosi, un attore americano e due francesi ed è stato molto difficile dirigerli. “Dopo la realizzazione di questo film pensavo di non essere più un artista” ha proseguito il regista “ avevo dovuto fare un compromesso e non ero più libero”! “. “E così ho pensato di dedicarmi alla pittura” ha proseguito Skolimowski “quando ho iniziato a dipingere mi sono sentito finalmente un artista libero! Un artista tornato giovane, che aveva trovato soddisfazioni e stimoli nella pittura”. “ La mia prima Mostra è stata a Torino nel 1996 e poi ne ho fatte in tutto il mondo”. “ Ho ricostruito il mio ego di artista e poi mi è ritornata la voglia di fare film “ ha proseguito “pensavo il film che farò dovrà essere speciale e sarà un film soprattutto per fare piacere a me stesso”. ”Sono tornato alla regia nel 2008 con  il film le 4 notti con Anna,  che mi ha dato molte soddisfazioni e poi nel 2010 con Essential King.” La prima pellicola pessimista e di degrado umano, ma perfetta dal punto di vista dello stile, seguito poi dalla seconda, intensa, potente, il capolavoro dell’autore polacco con protagonista Vincent Gallo, vincitore alla Mostra del Cinema di Venezia del Premio Speciale della Giuria e della Coppa Volpi all’attore protagonista. “ Ero finalmente  tornato a fare cinema ripartendo da personaggi chiusi e isolati dal mondo”. Ero tornato alla libertà degli esordi”. E Nei suoi film e nella sua persona quello che ritroviamo e ci trasmette è sicuramente un’inesauribile voglia di  rinnovarsi, con uno stile unico e  personale, di ribellarsi e di  libertà!

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