Cantone (Spi-Cgil). Dai campi di concentramento di Cracovia per cambiare il futuro

ROMA – E’ una intervista difficile. Per ragioni, se così si può dire, ambientali. Ci sentiamo via telefono cellulare, ogni tanto la voce sparisce, qualche pausa di troppo, dobbiamo riprendere il filo, magari riformulando la domanda.

Carla Cantone, segretario  generale dello Spi Cgil si trova a Cracovia. Da qualche ora è arrivato il “treno della memoria”, organizzato dal sindacato. Sono partiti dalla Stazione Ostiense domenica alle ore 11,15, 600 pensionati e 150 studenti dell’Unione degli universitari e della Rete  delle scuole medie. Giovedì visiteranno i campi di concentramento di Auschwitz e di Birkenau. La visita si concluderà con la commemorazione delle vittime davanti al museo dell’Olocausto. Chiamiamo Carla  Cantone per raccontarle dell’imbroglio nei confronti degli anziani imbarcati su tre pullman e portati a far da supporters  a un ricco avvocato-banchiere modenese, Samorì che si candida alle primarie del Pdl. Era stato detto loro che si trattava di una gita a Chianciano per partecipare a una iniziativa di beneficenza, viaggio e cestino da viaggio tutto gratis.  Volevano un parere di Cantone su questo episodio di malcostume.

“Mascalzoni e gentaglia “chi ha imbrogliato gli anziani

 Pronuncia due sole parole: “ Mascalzoni, gentaglia”. Sì ma , anche loro , gli anziani sono stati  ingenui?. “ E’ vero. Ma, guarda, l’ingenuità non è un difetto.  Gli anziani credono ancora neo rapporto fra le persone, nella solidarietà. Un fatto  molto positivo, in una società che rischia sempre più una pericolosa  disgregazione”.  “  Gli anziani-prosegue- vogliono dire la loro, essere ascoltati. “Allora, la butto lì ,parteciperanno alle primarie della coalizione di centrosinistra?.Ci scherziamo sopra. “Dopo aver ascoltato un riccone che vuol candidarsi per il Pdl,  tanto più – risponde-penso si presenteranno ai seggi domenica. Noi- dice- torniamo in tempo  chi vuole può andare a votare” “ Le primarie-dice-vengono viste come un’occasione da non perdere.  Per indicare un candidato del centrosinistra e per costruire un  programma di governo.

Berlusconi e Monti due esperienze da non ripetere

Berlusconi prima e Monti dopo, pur nella differenza visibile fra i due, sono due esperienze da non ripetere. Il cavaliere si è fatto  la giustizia  al 100% Monti, a voler essere buoni, ha sposato il rigore all’80%. Niente redistribuzione del reddito che doveva essere il volano della ripresa. Giovani senza lavoro,o precari. Ma non solo  i diciottenni e le generazioni immediatamente seguenti. Chi perde il lavoro a 40-45 anni rischia di non trovarlo mai più”. Una pausa, riprendiamo il filo del discorso. L’aumento dell’età pensionabile, gli esodati,  il salario non difeso, la perdita del potere d’acquisto, le pensioni che non  ti danno da vivere, parole che corrono sull’immaginario filo del telefono. La interrompo.

Per le primarie un identikit che corrisponde a Bersani

Ma cosa ci aspettate da queste primarie, quali sono gli umori. Cantone prende fiato: “Spero che vinca una persona per bene, onesta, che ha esperienza, capace di tenere insieme forze diverse, che abbia un’idea dello sviluppo, della crescita, che fra l’altro abbia fatto esperienze anche a livello europeo, che abbia rapporti con le forze progressiste del vecchio continente”. Insomma, le chiedo,  parli di Bersani? Il collegamento telefonico scompare, silenzio. Poi riprende. Formulo la domanda in modo diverso: mi pare che il tuo identikit risponde alle caratteristiche di Bersani.  “ Se lo dici tu…”, risponde. La provoco, ma i giovani, il cambio di generazione?  Non è la data di nascita, ma l’esperienza, ripeto, per le giovani generazioni che hanno lottato, vinto e perso, una bella gavetta abbiamo fatto, importanti conquiste che ora ci vogliono scippare. Basta un decreto del governo dei tecnici e ti spostano l’età della pensione, ancora un decreto e perdi l’assistenza, un decreto ancora e tu disabile vie lasciato al tuo destino. Non ci sono fondi e perdi la cassa integrazione. Primarie e poi bisogna vincere le elezioni.”  

Serenità, un po’ di benessere, giustizia sociale

“Siamo qui, anziani e giovani, per ritrovare insieme la “memoria” di tragiche storie, non solo per ricordare che è sempre importante, ma per guardare al futuro. Senza memoria non siamo niente“.  “Ti sembrerà strano ma sono proprio gli anziani a preoccuparsi di più per il futuro.  Preoccupazioni ma anche paure, rassegnazione, sfiducia, disperazione,  ci sono eccome. Bisogna ridare fiducia, lavoro, questione morale, le due grandi questioni  da affrontare.  Le primarie possono essere una iniezione di fiducia di cui c’è tanto bisogno.” Il collegamento se ne va ancora. Risentiamo la voce di  Carla. “ Sai cosa chiediamo, proprio da qui,  terra del dolore e del sacrificio? Poche cose: abbiamo una gran voglia di serenità di un po’ di benessere, di giustizia sociale. “ L’intervista finisce, quando torna a Roma dirò a Carla: sai cosa chiedete? La  dignità della vita. Un diritto.

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