Venerdì, 20 Giugno 2014 17:40

Riforme. Più poteri al nuovo Senato. Grillini a Renzi: con noi o con Berlusconi

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Chiti. Garantire il diritto dei cittadini a esprimere  i propri rappresentanti

74-21-5. Non sono tre numeri da giocare al Lotto, terno secco sulla ruota di Roma. Descrivono la composizione del Senato dopo incontri, trattative, confronti segreti, si fa per dire. Anche Berlusconi approva, ma darà il suo sì definitivo dopo la sentenza di appello del processo Ruby ,mentre spunta una possibile incriminazione per le offese  dal pregiudicato nei confronti della magistratura.  Ma la situazione si complica  per l’ingresso in campo, a gamba tesa visto che siamo in clima diu calcio mondiale, cartellino rosso, dei grillini. Sembra che mandato in vacanza  Grillo e in altri faccende  affaccendato Casaleggio  abbiano ripreso capacità di iniziativa politica. Chiesto ed ottenuto l’incontro a livello di gruppi parlamentari del Pd si sono proposti come interlocutori non solo per quanto riguarda l’Italicum ma anche per le riforme costituzionali portando le loro mproposte in particolare per quanto riguarda la legge elettorale.

Boschi. Incontriamo i grillini ma manteniamo l’impegno con Berlusconi

L’immancabile Boschi che ha siglato, così si dice, l’accordo per il Senato con il capogruppo di Forza Italia, Romani, afferma: “Non è pensabile dopo mesi di lavoro del Parlamento tornare daccapo: Non sarebbe serio nei confronti dei parlamentari eddei cittadini che hanno scelto un certo modello e lo hanno apprezzato con il voto di maggio. “ Conseguenza, ci incontriamo con i grillini ma abbiamo l’impegno con Forza Italia. Ascoltiamo le proposte dei grillini, se Forza Italia è d’accordo bene. Non si cambia partner all’ultimo momento. Insomma il patto con il pregiudicato non si tocca, ce lo portiamo dietro fino al 2018, questa la scadenza del governo prevista da Renzi. I grillini non la prendono bene. Ma hannom l’asso nelle mani e lo giocano. Il deputato Manlio di Stefano risponde a Boschi a muso duro: “Diamo a Renzi l’oppportunità di uscire da quel ricatto di Berlusc oni che lui stesso disse esserci quando azffermò che non c’era alternativa. Noi gli diamo l’alternativa:chiarisca se preferisce continuare con lui o aprirsi ad un percorso nuovo.” 

I numeri dei senatori che andranno a Palazzo Madama

E così torniamo ai numeri del Senato.Sommati danno 100. 74 i consiglieri regionali, 21 i sindaci, (uno per ogni  Regione), 5 i senatori nominati dal Presidente della Repubblica. I 74 saranno eletti dai consiglieri regionali( elezioni di secondo grado).  Insomma niente di nuovo salvo i numeri. Renzi  questo voleva, Berlusconi era d’accordo, poi pareva no. Alla fine questa dovrebbe essere la proposta che va in aula. Vannino Chiti, presentatore di un progetto che prevede forme di elezione diretta  per i senatori sostenuto dalle firme di 20  senatori del Pd afferma che “resta fondamentale la riduzione del numero dei deputati: una Camera di 630 membri non regge. Rimane aperto il tema dell'elezione dei nuovi senatori che verrà affrontato in aula. A mio avviso, nel 2014, bisogna garantire il diritto dei cittadini a scegliere i propri rappresentanti nelle istituzioni. Il Senato della Repubblica continuerà ad avere importanza nella vita democratica”. Resta critico il giudizio di Chiti su questa parte mentre sottolinea che sono stati fatti “passi avanti” per quanto riguarda i poteri del senato che non esprimerà più voti di fiducia sui quali anche i senatori del Pd in dissenso con le proposte del governo erano d’accordo. Palazzo Madama conserverà  ampi poteri: il voto sulle leggi di revisione costituzionale e sulla legge elettorale e poteri di controllo e ispettivi sull’attuazione delle leggi, sulle politiche pubbliche, sulla pubblica amministrazione, sull’impiego dei fondi strutturali europei.  Insomma sarà una sorta di cane da guardia del governo e della camera dei deputati. 

I senatori Pd “epurati”. Allora non eravamo sabotatori

Chiti, dopo gli attacchi che sono stati portati a luii, Corradino Mineo epurati dalla Commissione Affari costituzionali prende la sua rivincita. ''Se le indiscrezioni di queste ore sono veritiere, sulle competenze del Senato e sul numero dei senatori - afferma - siamo vicini a quello  che chiedevamo noi , evidentemente non siamo sabotatori. E ’positivo che sia solo la Camera ad avere il rapporto fiduciario con il governo e l'ultima parola sulla gran parte delle leggi. Ma il bicameralismo paritario deve rimanere per le riforme della Costituzione, le leggi elettorali e i referendum, gli ordinamenti e le politiche regionali e dell'Unione Europea. 

Bisogna però prevedere il bicameralismo paritario anche per i diritti civili dei cittadini, come i temi eticamente sensibili, la liberta' religiosa e i diritti delle minoranze: non possono essere lasciati alla sola competenza della maggioranza che vince le elezioni per la Camera“.

 


  

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