Vivere più a lungo, ma meglio. La sfida etica della Longevità 4.0

Una donna di 82 anni, lucida, autonoma, ancora impegnata nel volontariato, racconta di sentirsi “più viva oggi che a sessant’anni”. Un uomo poco più giovane, invece, vive da tempo gli ultimi anni della sua vita segnati da declino cognitivo, solitudine e perdita di autonomia.

Due storie opposte che pongono una domanda cruciale per il nostro tempo: ha senso vivere più a lungo, se non si vive anche meglio?

È da questo interrogativo, sempre più urgente nelle società che invecchiano come la nostra, che prende le mosse il tema della Longevità 4.0, al centro del seminario–webinar promosso dalla SIBCE (Società Italiana di Bioetica e Comitati Etici), in programma sabato 31 gennaio, in mattinata. A guidare la riflessione sarà il Prof. P. Alberto Carrara, LC, PhD, Decano della Facoltà di Filosofia dell’Ateneo Pontificio Regina Apostolorum, Direttore del Gruppo di Neurobioetica e responsabile del Progetto Vaticano sull’invecchiamento in salute e la longevità.

La SIBCE, Società Italiana di Bioetica e Comitati Etici, è una realtà scientifica di riferimento nel panorama nazionale, impegnata nella promozione della riflessione bioetica e nel sostegno alla formazione e all’aggiornamento dei membri dei Comitati Etici.

Attraverso seminari, webinar, attività di ricerca e momenti di confronto interdisciplinare, la SIBCE favorisce il dialogo tra medicina, filosofia, diritto e scienze della vita, con particolare attenzione alle sfide emergenti poste dall’innovazione tecnologica e scientifica. Il suo impegno mira a offrire strumenti critici e competenze etiche per orientare decisioni responsabili in ambito clinico, sanitario e di policy, mettendo sempre al centro la dignità della persona umana lungo tutto l’arco della vita.

Il paradigma della Longevità 4.0 invita a superare una visione puramente biotecnologica dell’invecchiamento, centrata solo sull’allungamento della vita, per adottare un approccio integrale, in cui salute cerebrale, benessere mentale, dignità della persona e giustizia intergenerazionale diventano criteri irrinunciabili. In un’epoca segnata dalla quarta rivoluzione industriale, dall’intelligenza artificiale alla medicina personalizzata, la vera sfida non è solo tecnica, ma antropologica ed etica.

Nel suo intervento, Carrara proporrà i primi elementi di una Carta Etica sull’Invecchiamento in Salute e la Longevità, ispirata alla prospettiva della neuroetica sistemica e in dialogo con riferimenti internazionali come la Dichiarazione UNESCO sulla Bioetica (2005) e la Rome Call for AI Ethics (2020). Tra i principi-guida emergono concetti chiave come dignità, autonomia, beneficenza, giustizia, solidarietà tra le generazioni, trasparenza e sostenibilità, integrati oggi anche nel dibattito sul brain capital e sul bene cognitivo come risorsa pubblica.

Con il termine brain capital si intende il valore complessivo delle capacità cognitive, emotive e relazionali delle persone, come memoria, attenzione, creatività, salute mentale, resilienza e capacità di apprendere, considerate non solo come beni individuali, ma come una risorsa strategica per la società nel suo insieme.

In un’economia sempre più basata sulla conoscenza, sull’innovazione e sulle tecnologie digitali, il capitale cerebrale diventa un fattore decisivo per lo sviluppo umano, sociale ed economico.

Investire nel brain capital significa quindi promuovere la salute del cervello lungo tutto l’arco della vita, dalla prevenzione precoce all’invecchiamento in salute, riconoscendo che tutelare il benessere mentale e cognitivo delle persone è una responsabilità etica e un bene pubblico, essenziale per la sostenibilità delle società che invecchiano.

Il seminario si inserisce in un percorso più ampio che culminerà nel Second Vatican Longevity Summit, previsto il 25 e 26 maggio prossimi, e rappresenta un momento di confronto qualificato per studiosi, operatori sanitari, membri di comitati etici e decisori pubblici.

In gioco non c’è solo l’aumento degli anni di vita, ma il significato stesso dell’invecchiare: non aggiungere semplicemente anni alla vita, ma vita agli anni. Una sfida che riguarda tutti, oggi più che mai.

Per informazioni consulta: https://vaticanlongevitysummit.org/

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