Giovedì, 25 Ottobre 2012 09:33

Rifiuti, una bonifica da 43 milioni. La Corte dei Conti cita Bassolino e Bordon

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Willer Bordon, Antonio Bassolino Willer Bordon, Antonio Bassolino

NAPOLI - E' costata alle casse dello Stato ben 43 milioni di euro la tanto decantata bonifica del litorale flegreo e dell'agro-aversano, che la Regione Campania, la cui giunta all'epoca era presieduta da Antonio Bassolino, affidò alla Jacorossi imprese spa.

Nei giorni scorsi, al termine di una indagine della procura della Corte dei Conti regionale nel settore delle bonifiche ambientali, è stato notificato atto di citazione in giudizio a 17 persone, tra cui ex amministratori, compreso Bassolino, un ex ministro, Willer Bordon, un ex sottosegretario, Raffaele Morese, e alcuni professionisti.

L'operazione «Nimby» - acronimo inglese a significare «non nel mio giardino» - ha portato alla luce un caso di spreco di denaro pubblico legato al contratto stipulato nel 2002 tra la società Jacorossi, Regione e il Commissariato di Governo per l'emergenza bonifiche e tutela delle acque della Regione Campania per la realizzazione del progetto «piano per la gestione degli interventi di bonifica e rinaturalizzazione dei siti inquinati del litorale domizio-flegreo e agro versano». Il vice procuratore generale della Corte dei Conti campana Pierpaolo Grasso ha potuto rilevare che l'affidamento dell'appalto era intervenuto non solo senza gara pubblica e in assenza della prevista certificazione Soa - necessaria a comprovare la capacità tecnica ed economica dell'impresa per l'esecuzione dell'appalto pubblico - ma anche senza tener conto dei pareri negativi espressi dai competenti uffici ministeriali e dall'Agenzia Nazionale per la Protezione dell'Ambiente, per i quali il progetto presentato dalla Jacorossi risultava carente di informazioni necessarie. L'appalto del valore complessivo di oltre 117 milioni di euro per la progettazione e l'esecuzione degli interventi di messa in sicurezza, bonifica e ripristino ambientale dei siti del litorale domitio flegreo e dell'agro aversano attraverso l'impiego di 380 lavoratori socialmente utili fu comunque affidato a questa società.

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