Sabato, 21 Gennaio 2017 12:24

La sanzione sociale come strumento di lotta alla corruzione

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Nelle politiche di prevenzione e di repressione della corruzione occorrerebbe inserire anche una nuova tipologia sanzionatoria: “la sanzione sociale”.

Ma cos’è realmente una sanzione sociale? E’ una sanzione esterna all’ordinamento giuridico imposta solitamente da un gruppo sociale organizzato in risposta ad una violazione di una norma sociale, cioè di una regola che rende più semplice il vivere in una società civile. Le norme sociali riguardano dunque la civile convivenza e la violazione di queste norme dovrebbe prevedere una efficace reazione sociale. In Italia, purtroppo, non tutti contrastano la corruzione. La risposta sociale a questo fenomeno criminale è molto blanda. I cittadini, sempre più spesso non la combattono attivamente, la tollerano, o peggio la giustificano diventando in non pochi casi corresponsabili. Nell’epoca di “Mani Pulite” si sosteneva l'idea che le tangenti fossero necessarie e che servivano come contributi elettorali, frequenti in molti Paesi europei ed extraeuropei. L’Italia e i cittadini italiani hanno sorvolato molte volte sul modo in cui un politico si è finanziato, oppure, quando a corrompere erano persone potenti (politici, imprenditori, amministratori locali). Sono convinto della assoluta necessità della sanzione sociale in quanto sarebbe, tra le sanzioni irrogabili, la più democratica delle pene, perché amministrata da ciascuno di noi cittadini. Per essere efficace, però, la sanzione sociale deve essere voluta e applicata dalla maggioranza della popolazione. Non solo chi corrompe, ma anche chi giustifica la corruzione dovrebbe subire questo tipo di sanzione. Quali le modalità di estrinsecazione della sanzione sociale? Una modalità potrebbe essere quella di rendere pubbliche le foto dei condannati per delitti di corruzione che di fatto sono persone socialmente pericolosi specie se recidivi. Certamente con tale modalità non sarebbe più considerata “furbizia” corrompere ed essere corrotti. Non può essere considerato socialmente accettabile che chi ha uno stile di vita di buon livello frutto di corruzione non abbia poi una adeguata sanzione sociale e non sia tollerato da chi è onesto e contribuisce in maniera adeguata al bene comune. E’ vero che in Italia c’è  un enorme problema di corruzione  ma se si volesse la società civile dispone di strumenti potenzialmente incisivi per contrastare questo fenomeno: la sanzione sociale è uno di questi! Quello che però mi sembra importante ricordare è che finalmente si inizi ad osservare un diverso atteggiamento generalizzato nei confronti della corruzione che è, probabilmente, la chiave per ricondurre il fenomeno a livelli accettabili.

 

Vincenzo Musacchio

Giurista e docente di diritto penale, Direttore della Scuola di Legalità “Don Peppe Diana” di Roma e del Molise

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