L’intelligenza artificiale è ormai riconosciuta come una leva strategica per la trasformazione delle imprese, ma il suo livello di adozione varia sensibilmente tra Paesi e settori. In Italia, l’approccio resta improntato a cautela e responsabilità.
È quanto emerge dall’ultima edizione della EY Responsible AI Pulse Survey 2025, che analizza percezioni, investimenti e modelli di governance delle istituzioni finanziarie europee. I dati fotografano un sistema che mostra solidi presìdi di controllo e attenzione ai rischi, ma che evidenzia anche ritardi sul fronte degli investimenti e delle policy etiche strutturate.
Minori preoccupazioni sui rischi, ma entusiasmo ancora contenuto
Le istituzioni finanziarie italiane si dichiarano meno allarmate rispetto alla media internazionale per i rischi legati all’AI: solo il 13% indica una “grande preoccupazione”, contro il 26% registrato a livello globale. Una percezione relativamente serena che riguarda temi come discriminazione online, accountability e impatto ambientale delle nuove tecnologie.
Tuttavia, all’attenuazione dei timori non corrisponde un entusiasmo diffuso sui benefici: appena il 6% delle imprese italiane esprime un forte accordo sull’impatto positivo dell’AI.
Un dato che segnala un atteggiamento ancora prudente e attendista, confermato dall’elevata quota di risposte neutrali. Come sottolinea Raffaella Mele, Financial Services Tech Consulting Leader di EY Italia, il settore finanziario nazionale sta affrontando l’AI con pragmatismo, ma è necessario trasformare la cautela in progetti concreti e in una governance più strutturata.
Governance dell’AI, controlli solidi ma policy etiche da rafforzare
Sul piano della governance, un terzo delle imprese italiane giudica insufficiente l’attuale approccio alle sfide poste dall’intelligenza artificiale. Si tratta di una delle valutazioni più critiche in Europa, segnale della necessità di rafforzare policy chiare e procedure di audit esterno, utili a validare modelli e dati e a ridurre il rischio di errori o “allucinazioni” dei sistemi AI.
Per mitigare i rischi e aumentare fiducia, sicurezza e trasparenza, le aziende italiane adottano un mix di strumenti di controllo: audit interni, consultazioni con esperti di settore e test di validazione dei modelli affidati a enti terzi. Secondo Leonardo Galimberti, Financial Services AI & Data Leader di EY Italia, la fiducia rappresenta la vera moneta dell’AI. Eppure, solo il 27% delle imprese dispone oggi di una policy etica strutturata sull’uso dell’intelligenza artificiale, un gap che limita un’adozione davvero responsabile e sostenibile.
Adozione e investimenti: conoscenza limitata ma forte potenziale di crescita
Il livello di familiarità con le tecnologie più avanzate resta contenuto. Solo il 23% delle istituzioni finanziarie italiane dichiara di conoscere l’agentic AI, collocando l’Italia all’ultimo posto in Europa per questo indicatore. L’adozione effettiva è ancora marginale, ma le prospettive di crescita sono rilevanti: oltre due terzi delle aziende prevede di implementare queste soluzioni entro i prossimi dodici mesi.
Sul fronte degli investimenti emergono segnali positivi: la maggioranza delle imprese destina risorse a tecnologie per un’adozione etica dell’AI, alla formazione del personale e al controllo degli accessi ai dati. Tuttavia, gli investimenti di grande entità restano inferiori alla media europea. Per colmare il divario sarà necessario destinare budget più consistenti alla gestione del rischio e alla compliance normativa, coinvolgendo in modo diretto il top management nel sostegno strategico e finanziario alle iniziative di innovazione.
Prudenza italiana e sfida futura dell’intelligenza artificiale
Il quadro delineato dalla survey mostra un’Italia prudente, attenta alla responsabilità e alla governance dell’intelligenza artificiale, ma ancora timida nel trasformare questa cautela in leadership tecnologica. La sfida dei prossimi anni sarà coniugare controllo ed etica con maggiore velocità di esecuzione, per non perdere competitività in un contesto europeo e globale in rapida evoluzione.



