Blog di Caterina Carbonardi

Mi chiamo Caterina Carbonardi e sono  Life & Business Coach – Associated Certified Coach presso La International Coaching Federation. PIU' INFO

Mercoledì, 22 Giugno 2016 17:28

Notte prima degli esami: non abbiate paura della paura

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Mi sembra ieri il giorno della mia maturità e invece son passati tanti anni, ma ricordo bene il momento in cui provai il terrore che, nonostante la mia preparazione, qualcosa potesse non andare nel verso giusto.

Certo a volte l’emozione gioca un brutto scherzo, mette a rischio lo sforzo e la preparazione e quindi anche il risultato finale.

Mia madre in quel momento, dicendo la frase che tutti i genitori hanno pronunciato almeno una volta ai propri figli, “gli esami della Vita non finiscono mai” apri una crepa in me, l’ansia di provare quella sensazione spiacevole di angoscia e paura per sempre!

Ma per fortuna non finì lì il suo discorso, mise un seme in quella crepa che per sempre terrò cara per me e fiori in una bella consapevolezza: non bisogna avere paura della paura

Il concetto che esprimeva era saggio, e lo capii bene solo nel tempo. 

Provare paura di fronte a certi eventi è normale, la paura ci permette di salvarci la vita in alcuni casi, in altri, come durante la preparazione di un esame, ci fa capire che ci teniamo e ci mette in condizioni di studiare di più. La paura, come disse Lei, è un amico giudizioso che ci avverte di fare le cose con attenzione. 

Ad oggi so che avere paura della paura può essere bloccante e può non permetterci di avanzare, agire e in alcuni casi agire. Vedo un pericolo ma sono bloccato perché ho troppa paura. 

Controllare la paura si può fare certo, esistono tecniche e metodologie utili allo scopo, ma forse prevenire è la cosa migliore. Per me è stato comprendere che la paura era funzionale perché mi aiutava e mi aiuta anche oggi a prepararmi meglio per i miei incontri, nelle mie presentazioni in pubblico, ci tengo e quindi faccio il mio meglio. Insomma una alleata che mi sprona e non mi blocca. Per superare la paura, agisco, mi occupo delle cose invece di preoccuparmi dell’esito.

Anche nel momento dell’esame, o altro, agire è quello che seda l’emozione di angoscia e paura, i primi minuti sono quelli in cui si provano di più forti emozioni, ma dette le prime 10 parole già si è dentro il discorso concentrati, e lei, la paura, che ha compiuto egregiamente il suo compito di farmi fare le cose per bene, lascia a me il giusto spazio e mi lascia finire il lavoro

Ai ragazzi posso provare a dare un suggerimento, che potete accogliere o meno se utile per voi: dovete aver studiato, da Mamma non posso esimermi da questo monito, ma poi guardate la commissione, sono persone esattamente come voi, dalle loro bocche escono semplici domande, se avete preparato i vostri contenuti, state alle parole delle domande e le vostre risposte usciranno senza dubbio. Iniziate a rispondere utilizzando una delle parole o più usate dal professore per porvi il quesito, rompete il ghiaccio in qualunque modo, e appena pronti date il vostro contributo alla conversazione, perché di questo si tratta, un dialogo tra voi e chi avete davanti.

Nella vita di dialoghi più impegnativi ne avrete certamente, iniziando ad allenarvi in questa direzione, vincerete quel sano timore di riuscire a portare a casa un qualsiasi confronto in modo utile e funzionale per voi stessi. 

Ai professori dico: ricordatevi che anche voi avete sostenuto esami, che qualcuno di voi avrà passato le stesse sensazioni che oggi provano gli studenti che avete davanti, che a qualcuno di voi sarà capitato anche di non rispondere ad una domanda ma di aver comunque superato l’esame e chi invece non lo superò oggi è qui ad esaminare i ragazzi.  

E poi c’è Bill Gates che disse questo “Non ho passato il mio esame in diverse occasioni. I miei amici, invece, sì. Ora loro sono ingegneri e lavorano alla Microsoft. Io invece ne sono il proprietario.”

Potreste avere davanti un ragazzo con un talento che esprimerà sicuramente in futuro, siate parte positiva di un suo ricordo del passato, aiutandolo a trovare la risposta, e non parte di una esperienza che può segnarne l’esistenza in modo meno utile.

In bocca al lupo agli studenti e ai professori!

Caterina Carbonardi

Business Coach – Associated Certified Coach presso International Coaching Federation

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