“Piper”, i miei primi cinquant’anni

Nel 1965 apriva in via Tagliamento a Roma il celebre club musicale
Addio a Renato Mambor

ROMA – E’ morto ieri notte a Roma, all’età di 78 anni, Renato Mambor, protagonista insieme a Pino Pascali, Mario Ceroli, Mario Schifano, Tano Festa, Jannis Kounellis, Cesare Tacchi di quella che storicamente è stata definita la Scuola di Piazza del Popolo.
“A hard day’s night”, i Beatles nella leggenda

Cinquant’anni fa usciva il terzo album del quartetto di Liverpool
James Taylor, un poeta americano

Con il secondo album, “Sweet baby James”, (1970) raggiunse il grande successo internazionale
E’ morto a Roma Cesare Tacchi protagonista della Pop Art italiana

E’ morto a Roma, (dove era nato nel 1940) Cesare Tacchi, l’artista che insieme a Mario Schifano, Franco Angeli, Tano Festa, Sergio Lombardo, Mario Ceroli, Pino Pascali, fu protagonista della Pop Art italiana, che si esplicò essenzialmente nella cosidetta ’Scuola di Piazza del Popolo’ .
Jim Morrison, l’utopia degli anni ‘60

Il poeta e cantante dei Doors, figura irripetibile di un’epoca intramontabile
Jim Morrison, l’utopia degli anni ‘60

Il poeta e cantante dei Doors, figura irripetibile di un’epoca intramontabile
Chiara, i cervi e la democrazia, ovvero: il paradosso del potere
In quest’italietta di inizio secolo, che si dimena tra le spire d’una crisi più morale che economica, anche le vacanze – per i pochi fortunati che possono – diventano la conferma del clima di precarietà, del senso di disorientamento e dell’anomia che percorre per intero tutta la società.
Chiara, i cervi e la democrazia, ovvero: il paradosso del potere
In quest’italietta di inizio secolo, che si dimena tra le spire d’una crisi più morale che economica, anche le vacanze – per i pochi fortunati che possono – diventano la conferma del clima di precarietà, del senso di disorientamento e dell’anomia che percorre per intero tutta la società.
Chiara, i cervi e la democrazia, ovvero: il paradosso del potere
In quest’italietta di inizio secolo, che si dimena tra le spire d’una crisi più morale che economica, anche le vacanze – per i pochi fortunati che possono – diventano la conferma del clima di precarietà, del senso di disorientamento e dell’anomia che percorre per intero tutta la società.
