Liberismo o statalismo? La “via di mezzo” di Monti ancora non convince

ROMA – Nessuna voglia ne ambizione di sostituirsi ai maghi della finanza e dell’economia, ma la situazione italiana non ci convince e ci spaventa. Parliamo soprattutto di quella cornice che non è avulsa da un quadro complessivo dentro al quale il mondo del lavoro dovrebbe recitare una parte determinante.

Liberismo o statalismo? La “via di mezzo” di Monti ancora non convince

ROMA – Nessuna voglia ne ambizione di sostituirsi ai maghi della finanza e dell’economia, ma la situazione italiana non ci convince e ci spaventa. Parliamo soprattutto di quella cornice che non è avulsa da un quadro complessivo dentro al quale il mondo del lavoro dovrebbe recitare una parte determinante.

Liberismo o statalismo? La “via di mezzo” di Monti ancora non convince

ROMA – Nessuna voglia ne ambizione di sostituirsi ai maghi della finanza e dell’economia, ma la situazione italiana non ci convince e ci spaventa. Parliamo soprattutto di quella cornice che non è avulsa da un quadro complessivo dentro al quale il mondo del lavoro dovrebbe recitare una parte determinante.

Liberismo o statalismo? La “via di mezzo” di Monti ancora non convince

ROMA – Nessuna voglia ne ambizione di sostituirsi ai maghi della finanza e dell’economia, ma la situazione italiana non ci convince e ci spaventa. Parliamo soprattutto di quella cornice che non è avulsa da un quadro complessivo dentro al quale il mondo del lavoro dovrebbe recitare una parte determinante.

Auguri e buona rivoluzione a tutti

ROMA – Annata davvero anomala per farsi gli auguri. Di cosa poi? Augurarsi il consueto “buon Natale”, oppure auspicare prosperità per l’anno a venire, mettendo la mano al portafoglio per regali tanto futili quanto efficaci per colmare i profondi vuoti, sociali e politici, che ognuno porta dentro di sè.

Auguri e buona rivoluzione a tutti

ROMA – Annata davvero anomala per farsi gli auguri. Di cosa poi? Augurarsi il consueto “buon Natale”, oppure auspicare prosperità per l’anno a venire, mettendo la mano al portafoglio per regali tanto futili quanto efficaci per colmare i profondi vuoti, sociali e politici, che ognuno porta dentro di sè.