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Napolitano elogia Monti, inizia la guerra tra poveri. Arrivano rincari, sacrifici e tagli

ROMA – Forse stiamo solo sognando, o forse viviamo una realtà virtuale, lontana da quella in cui ci troviamo veramente. Nei fatti siamo in presenza di un’Italia profondamente divisa.

Lacerata tra chi si rende conto dei limiti e delle restrizioni imposte da questo nuovo governo “tecnico”, e tra coloro i quali difendono a spada tratta il premier Monti solo per il fatto di aver liberato la strada del potere da tal Silvio Berlusconi. Nessun dubbio sul fatto che il Cavaliere possa essere considerato una delle peggiori disgrazie politiche che l’Italia possa mai aver avuto, ma questo non significa che la caduta del governo da Lui presieduto abbia risolto o aperto opportunità concretamente positive per una vera ripresa del paese. Ci suonano strane le parole del presidente Napolitano; il suo ottimismo che verte principalmente sulla professionalità di Monti. C’è assenza di un progetto politico e da molte parti si continua a far male a questo paese addossando la colpa di ogni cosa alla stessa politica. Bisogna talvolta essere ripetitivi, far notare cose già espresse ma evidentemente mai recepite.

Avevamo (prima dell’approvazione della manovra “salva Italia”) la possibilità di arginare l’emorragia economico-finanziaria con ben altro tipo di intervento. Questo non è stato fatto. Parliamo di fatti, concretamente. La rinuncia all’acquisto degli F 15 (valore stimato per milioni di euro!!) non avrebbe comportato il pagamento di alcuna penale, come qualcuno voleva far credere. Potevamo puntare ad un maggior riequilibrio sociale e finanziario attingendo ad una vera patrimoniale, ma così non è stato. I poteri forti non si toccano! Questa è in realtà la risultante del lavoro svolto da Monti e Soci. Meglio ricorrere ai tagli, aggiustare il mirino del fisco sugli evasori “medi” che sono in gran numero. Oltretutto sappiamo bene che tutte queste misure non saranno sufficienti, né ora né in futuro! La risposta rimasta inevasa è questa: perché Monti ha preferito non toccare i grossi redditi (10% del totale nazionale) puntando alla richiesta (imposizione!) di sacrifici verso quei soggetti (milioni) che gravitano nel mondo del lavoro e quindi sono ben raggiungibili (specialmente se dipendenti) dalla scure del fisco e dei provvedimenti da Lui pensati?  Si tratta di rivolgersi ai lavoratori, ai pensionati ed a tutti coloro che vivono del loro lavoro!  Il blitz di Cortina sinceramente non ci ha colpito più di tanto, se non come un gesto populista che comunque doveva esser fatto già da anni.  Ma sappiamo bene che neppure il “recupero” di questo tipo di evasione fiscale può essere sufficiente, mentre poteva esserlo quello di chiedere una tassa di scopo ai redditi da 1 milione di euro che in pratica fanno parte della “ristretta” cerchia di quel 10% che avrebbe davvero fatto la differenza. In questo modo milioni di Cittadini avrebbero risentito in misura minore della crisi che si sta abbattendo fin dai primi giorni di gennaio. I “beni comuni” (luce, gas ecc..) hanno subìto un rincaro notevole.  Come potranno andare avanti quelle famiglie che già nel recente passato non arrivavano alla fine della terza settimana del mese?? Colpire i grossi redditi avrebbe significato evitare l’ulteriore impoverimento del Cittadino. Il rincaro dei prezzi non può essere sostenuto senza l’ adeguamento di salari e pensioni, ma cinicamente si è pensato di fermare l’indicizzazione delle pensioni, senza pensare (?) al fatto che attraverso questa manovra ogni famiglia italiana nel 2012 dovrà’ colmare un mancato introito di oltre 2mila euro! Monti ha esordito con termini quali equità e rigore. Niente di più falso. L’equità si ritrova solo nel principio di far stare peggio molte più persone e il rigore chiedendo sacrifici agli stessi soggetti sociali che da tempo immemorabile stanno pagando questo prezzo.

Già, ma le sole parole che il Presidente della Repubblica dice sono quelle di un recupero della credibilità dell’Italia nei confronti dei paesi esteri!  Vorremo poterci rivolgere allo Stesso presidente, e chiedergli se pensa mai a quello che significa non saper come fare a pagare una bolletta, ricorrendo poi alle “tenaglie” di Equitalia o simili! Sottolineiamo il fatto che condanniamo e stigmatizziamo gli episodi delinquenziali avvenuti nei confronti della sopra citata agenzia di riscossione, ma vorremo che almeno ci fosse la possibilità di valutare percorsi e metodiche meno drastiche e “punitive” per coloro i quali rimangono spesso vittime di “infrazioni” e mancanze varie. Per capirci è un po come prendere atto (ed è stato fatto) dell’impossibilità sopraggiunta, della difficoltà ad ottemperare agli obblighi e doveri subentrata col tempo, e non in base ad una sorta di  premeditazione. Citiamo come esempio la morosità incolpevole, elemento valutato e ben ponderato dal governo che ha prorogato per quest’anno gli sfratti esecutivi per chi non è più in grado di pagare l’affitto di casa ormai divenuto insostenibile per gran parte dei Cittadini.

Siamo ancora qui a parlare di un futuro che chiede sacrifici, di progetti che sono fatti per salvare i nostri figli, le generazioni future. Ma ancora una volta siamo a chiederci se è giusto che a pagare siano ancora i soliti e con le solite modalità. La risposta è ovvia. Nessuno è intoccabile, neppure Monti; quindi sia il Popolo italiano a decidere del proprio destino, e non parole retoriche e concretamente inefficaci.

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