Elezioni presidenziali. PD, cronaca di una morte annunciata

ROMA – Era dai tempi della Democrazia cristiana che non si assisteva al ritorno alla grande dei cosiddetti “franchi tiratori”. L’elezione del Presidente della Repubblica da Gronchi in poi fu sempre l’occasione di scontri interni e di rese dei conti che nel segreto dell’urna azzoppavano regolarmente i propri “cavalli di razza”.

Quirinale. La protesta a Montecitorio

ROMA – Era iniziato come un presidio a favore di Stefano Rodotà, ma alla fine dopo la rielezione di Giorgio Napolitano la piazza di Montecitorio si è trasformata in un sit-in di protesta.

Per il Pd solo un’occasione per leccarsi le ferite

ROMA – Se c’è una cosa certa, anche se non detta, nella decisione di Napolitano di accettare l’invito a lui rivolto da Pd, Pdl, Lista Civica e Lega ad accettare la ricandidatura è che, una volta eletto Presidente della repubblica, o meglio confermato, è che non scioglierà le Camere il giorno dopo.

La carica dei 101 getta il Pd sull’orlo del baratro

ROMA – Avevano votato all’unanimità la proposta di  candidare Romano Prodi. Deputati e senatori del Pd con le mani alzate in segno di approvazione  avevano accolto l’indicazione di Bersani. Non c’era stato neppure bisogno di tenere le primarie.

La Bruciante crisi del Pd. Considerazioni eccentriche

ROMA – Siamo tutti, in queste ore, appesi alle cronache televisive che ci trasmettono il susseguirsi delle votazioni per il Quirinale. Può dunque avvenire che la lettura di queste righe trovi ciascuno già attento a novità dell’ultimo minuto, ma razionalizzare gli eventi è sempre utile, anche al di là della frenesia del tempo reale.

Quirinale. Mussolini contro Prodi. Al telegraph dice: is the worst

ROMA – Ancora con indosso la maglietta con scritto sul retro ‘il diavolo veste Prodì e sul davanti ‘No, questo nò, Alessandra Mussolini, inseguita dai giornalisti, viene fermata anche da Tom Kington, cronista free lance del londinese ‘Telegraph’, che cerca di capire che cosa sta succedendo.

Quirinale. Su Rodotà è rottura tra casa Pound e M5S

ROMA – In piazza Montecitorio si consuma la rottura tra Casa Pound e il Movimento Cinque Stelle. «Nè Prodi, nè Marini, nè Rodotà», cantano i militanti del movimento di centrodestra che denunciano «il finto cambiamento del Movimento Cinque Stelle, che predicava lo svecchiamento e poi chi propone? Rodotà.