Giovedì, 20 Marzo 2014 14:35

Intervista con Michele Ferioli, vincitore di Piazza delle arti selezionato da Radio 105

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ROMA - Quattro chiacchiere con Michele Ferioli, vincitore per Piazza delle Arti. La sua foto, giudicata dal direttore  Angelo De Robertis di Radio 105, è stata la prima selezionata tra le tantissime opere presenti nel database   della piattaforma di Piazza delle arti, l'iniziativa che permette ai giovani artisti di entrare in contatto con possibili mecenati che avrebbero valutato  opere di natura varia, dalla scultura alla fotografia.

E Michele Ferioli, fotografo per compagnie di danza e della scena hip hop, si è distinto. Valentina Marchetti l'ha intervistato per Dazebaonews.it

 

D. Quando hai capito che la fotografia sarebbe stata una passione da trasformare in un'attività  professionale?

MF: Per adesso è solo un bellissimo sogno, nel senso che le difficoltà per poterne fare una professione sono molteplici, ma sicuramente ho preso coscienza di questo feeling con il teatro e con la danza quattro, cinque anni fa. Per questo devo ringraziare Gianluca Galletti, amico e collega fotografo che mi ha dato la possibilità di conoscere questo mondo permettendomi di accompagnarlo. E' stato davvero magico. E la cosa bellissima ed impagabile è che la magia si ripete ogni volta. Respirare l'atmosfera, sentire il legno vissuto del palco scenico, palpare la tensione dei ballerini, la macchina fotografica non è più una memoria digitale, ma si trasforma in un retino per le emozioni!

 

 

D. Quali sono stati i tuoi "maestri", i modelli di riferimento nel mondo della fotografia?

MF: Non citerei una fila di grandi nomi dall'indubbio talento, ad onor del vero non sono neppure così ferrato con i nomi! Direi che ho assorbito da tutti…  Non amo particolarmente la fotografia paesaggistica, ma da alcune foto di questo tipo ho tratto spunti ed ispirazione. Per lavoro mi occupo di qualcosa che non ha nulla a che vedere con la fotografia, ma che mi consente di conoscere moltissime persone e realtà lavorative, industriali. Ciascuna con le sue caratteristiche e particolarità che mi hanno negli anni dato moltissimi spunti. A questa domanda direi che non ho una risposta precisa… I miei maestri sono stati tutto e tutti ed ho cercato in ogni modo di non identificarmi o uniformarmi (per quanto possibile) ad uno stile proprio per poter provare di crescere in tutte le direzioni.

 

D. Come ti sei avvicinato al mondo della danza e alla scena hip hop con la fotografia?

MF: Dopo aver sperimentato tutti i settori che mi capitavano ho avuto come dicevo sopra la fortuna di accompagnare Gianluca in alcuni teatri… E da li è scoccata la scintilla. Sono iniziate le collaborazioni con i teatri con scuole (in particolare con il Centro Danza la Fenice di Modena), ed molti ballerini sono diventati anche amici.Tutto questo mi ha consentito di vivere la danza in maniera meno meccanica, meno tecnica e per certi versi più completa… vivendo la danza anche in contesti non ufficiali, per alcuni aspetti più "veri".  

 

D. Che cosa cerchi di catturare e comunicare in una foto? 

MF: Ti rispondo con una frase che ho scritto di getto svegliandomi di soprassalto. Una notte poche settimane prima della mia prima mostra fotografica. fotografie, non come piccoli specchi di un frammento di tempo. ma come trampolini per i sogni e l'immaginazione. Con questa frase ho inaugurato la mia mostra, credo rispecchi quello che cerco quando scatto e quello che tento di trasmettere. Si tratta di una pretesa non da poco, ma spero di riuscirci il più possibile. Molto semplicemente, l'arduo tentativo di trasmettere movimento con un'immagine statica; la pretesa di poter creare un emozione su cui poter sognare.

 

D. Come hai trovato l'iniziativa di Piazza delle arti? 

MF: L'iniziativa l'ho trovata per caso spulciando il web, e mi ha colpito perché in un momento di difficoltà economica generale metteva a disposizione a costo zero la possibilità di procacciarsi visibilità e possibilità concrete per eventuali sbocchi professionali. Un investimento accessibile a qualunque tasca, con un potenziale ritorno professionale e personale.

 

D. Un prossimo progetto in cui sei coinvolto?

MF: Di progetti ce ne sono diversi… Sarò a Copenaghen a fotografare una finale mondiale di Breakdance nel mese di Marzo, ad aprile curerò la parte fotografica di un evento che si chiama “FunkyFresh” incentrato sulla cultura funk, mentre in estate dovrei ritornare in Russia a San Pietroburgo per  iniziare a progettare una mostra fotografica incentrata sulla danza classica; a Ravenna ho avuto le autorizzazioni per sfruttare un sito storico prossimo alla demolizione per effettuare degli scatti fotografici coinvolgendo alcuni ballerini. Insomma, le idee sono tante, bisognerebbe solo riuscire a far percepire tutto il lavoro e lo studio che sta a monte in maniera da poter dare un valore a tutto questo, inteso in senso generale come il “MESTIERE DEL FOTOGRAFO”.

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