Domenica, 16 Giugno 2013 17:11

“L’uomo di acciaio”: chi nell’amore innova. Recensione. Trailer

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Krypton è un pianeta morente. Lo scienziato Jor-El ne è ben consapevole e decide di spedire suo figlio Kal, appena nato, sul pianeta terra.

Anche il generale Zod si è accorto che la situazione è critica e prova un disperato colpo di stato contro un governo tacciato di immobilismo. Il tentativo fallisce ma paradossalmente l’esilio a cui è condannato Zod lo salva dall’esplosione del suo pianeta di origine. Con i kryptoniani superstiti si mette in caccia del piccolo Kal, allevato nel frattempo sulla terra da una famiglia che ne ha presto scoperto i poteri sovraumani. L’incontro fra Zod e Kal non si prospetta per nulla amichevole.

In questa nuova versione di “Superman” gli imbarazzanti limiti fisici degli umani vengono talvolta compensati da un coraggio e da una tenace esibizione di valori morali. Al contempo il “superuomo” di Zack Snyder ha, come ogni supereroe che si rispetti, una parte fragile. Kal, cresciuto sulla terra con il nome di Clark, ha trascorso una infanzia da bambino “speciale”. La sua unicità lo ha esposto a un costante rischio di isolamento ed emarginazione. Ha avuto tuttavia la fortuna di poter contare su una famiglia anch’essa eccezionale che lo ha tutelato e supportato nel modo giusto. Il rapporto fra Clark e il padre adottivo (interpretato da Kevin Costner) è l’aspetto più emozionante ed interessante dell’intero film. Anche perché, a dirla tutta, gli effetti speciali, per quanto tecnicamente prodigiosi, non destano più meraviglia. Anche i combattimenti, estremi che più estremi non si può, colpiscono fino ad un certo punto. Il duello finale è certamente super, forse eccessivo. Il punto è che il grande sviluppo degli effetti speciali e il loro massiccio impiego in film analoghi a questo hanno trasformato lo straordinario in routine cinematografica. Ritorna dunque  in primo piano l’importanza di scrivere sceneggiature valide al servizio di intrecci affascinanti. L’amalgama fra azione ed emozione è spesso problematica. Ne “L’uomo di acciaio” il mix sostanzialmente non c’è e le due componenti procedono parallele. E’ una soluzione di compromesso: rende il film meno fluido ma ne tutela la parte più emotiva che così non viene completamente coperta dal frastuono e dall’eccitazione. Allora c’ è spazio per  flashback a forte valenza emotiva, per uno sguardo sulle difficoltà di inserimento del giovane Clark e per un accenno (peccato che questo tema non venga sviscerato fino in fondo) alla sua condizione di adulto apolide. Superman è un uomo scisso, diviso fra due mondi, senza una appartenenza univoca, ovunque straniero. Ma è al contempo portatore del potenziale rivoluzionario che è proprio degli “uomini” che vivono al confine fra culture diverse o addirittura al confine fra cielo e terra. Clark ha qui 33 anni. L’analogia con Gesù è ambiziosa, sacrilega, intrigante.

 

REGIA: Zack Snyder

ATTORI: Henry Cavill, Amy Adams, Michael Shannon, Kevin Costner, Russell Crowe

SCENEGGIATURA: David S. Goyer

FOTOGRAFIA: Amir Mokri

GENERE: Fantascienza

PRODUZIONE: Usa

DURATA: 143’

USCITA NELLE SALE: 20/06/2013

 

L’uomo d’acciaio - trailer

 

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