Venerdì, 05 Luglio 2019 12:50

AAMOD. La cerimonia del Premio Zavattini 2019

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ROMA - Il Premio Zavattini è rivolto a giovani film maker professionisti e non, di qualsiasi nazionalità, di età compresa tra i 18 e i 35 anni che presentino il progetto di un film documentario, della durata massima di 15 minuti, che preveda l’utilizzazione anche parziale del materiale filmico della Fondazione Aamod, ovvero Archivio Audiovisivo del Movimento Operaio e Democratico, e degli archivi partner.

Fra i progetti pervenuti, una Giuria composta d’importanti personalità del cinema italiano sceglie i finalisti, i cui autori hanno la possibilità di partecipare a un percorso formativo e di sviluppo guidato da affermati professionisti. 

Una rosa di dieci finalisti era stata annunciata nella scorsa edizione della mostra di Venezia e la sera del 4 luglio 2019, a Roma, alla Casa del Cinema, si è svolta la cerimonia di premiazione dei giovani autori con la presentazione dei loro tre cortometraggi. Insieme ai rappresentanti degli Enti che hanno sostenuto e collaborato con l’iniziativa, erano presenti il Presidente della Fondazione Aamod Vincenzo Vita, il direttore del Premio Antonio Medici che con Laura Delli Colli, Presidente del Sindacato Giornalisti Cinematografici, ha condotto la serata e consegnato i premi. E la Giuria composta dalla regista Susanna Nicchiarelli (Presidente), dal regista e produttore Ugo Adilardi, dalla regista Elisabetta Lodoli, dal regista Roland Sejko, dal docente universitario Giovanni Spagnoletti. 

Prima della cerimonia i giovani e timidi vincitori han posato per una foto con Vincenzo Vita, il presidente di Aamod (immagine dell’articolo). Queste le opere e gli autori insigniti dello Zavattini 2019: Anche gli uomini hanno fame di Andrea Settembrini, Francesco Lorusso e Gabriele Licchelli, Supereroi senza superpoteri di Beatrice Baldacci e Domani chissà, forse di Chiara Rigione.

“Anche gli uomini hanno fame” di Andrea Settembrini, Francesco Lorusso e Gabriele Licchelli, è un racconto supportato da una bella colonna sonora e da immagini che suscitano tenerezza. Parla della generazione degli anni Sessanta - settanta del Sud Italia, in particolare del Salento e della Puglia, dove si migrava verso Paesi come Svizzera, Belgio e Nord Europa. Nella cornice di un piccolo bar in provincia di Lecce, due personaggi, testimoniano come hanno cambiato la propria vita: Naldi, ex proprietario di un cinema, anziché migrare verso altri lidi, mise in piedi un ristoro nel campo di tabacco dove giravano i suoi film, oggi fulcro vitale del paese.   Mimmi, emigrato per lavoro al San Gottardo e per questo insignito di una medaglia d’oro, è tornato a casa dopo eventi drammatici che l’hanno segnato profondamente. 

“Supereroi senza Superpoteri" di Beatrice Baldacci è un cortometraggio autobiografico dove l’autrice racconta il rapporto con la mamma dall’infanzia alla giovinezza: percorso sviluppato sul ritrovamento di vecchie videocassette nelle quali erano stati registrati numerosi momenti di convivenza tra le due donne, orfane di una figura maschile. Come nei VHS consumati dal tempo, si dipana la memoria dal cui dolore vorremmo difenderci, soprattutto quando la caducità umana ci mette troppo presto di fronte al fatto che dobbiamo cavarcela da soli. Storia di sentimenti profondi nella quale ci si può universalmente identificare. 

 "Domani chissà, forse" di Chiara Rigione è una riflessione sul tempo che in alcuni luoghi non procura cambiamenti. Ispiratore del lavoro è un documentario di Ansaldo Giannarelli del 1961, che ambientato a Vallepietra, descriveva la situazione di un piccolo borgo che iniziava a spopolarsi e “domani chissà forse”. L’autrice ha voluto andare a vedere che cosa fosse successo a Vallepietra a distanza di quasi 60 anni, scoprendo un paese fermo nella dimensione di comuni situazioni e personaggi. Cinematografica e “darwiniana” analisi di un sociale che non evolvendo dimezza la sua popolazione.

Il Premio Cesare Zavattini è un’iniziativa promossa dalla Fondazione Archivio Audiovisivo del Movimento Operaio e Democratico, sostenuta dalla Siae e dal MiBACT, attraverso il bando “Sillumina”, e dalla Regione Lazio, realizzata in collaborazione con Istituto Luce Cinecittà, con la partecipazione della Cineteca Sarda, Deriva Film e Officina Visioni. 

Bruna Alasia

Giornalista e scrittrice

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