Domenica, 27 Ottobre 2019 10:04

Festa Cinema Roma 14. “438 Days”, realtà accaduta a due coraggiosi giornalisti investigativi

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ROMA - Tratto dalla vicenda realmente successa e pubblicata anche dai due protagonisti, in un libro che ha l’omonimo titolo di  “438 Days”, il film diretto dal regista svedese Jesper Ganslandt, qualificata voce del cinema scandinavo, racconta dei due amici e giornalisti investigativi  Martin Schibbye e Johan Persson, che la sera del 28 giugno 2011 attraversarono il confine tra Somalia ed Etiopia, per indagare sulle ripercussioni che le faide di una spietata caccia al petrolio riversavano sulla popolazione della regione dell’Ogaden.

Nelle intenzioni l’inchiesta avrebbe voluto chiarire gli affari ignoti della Lundin Oil, una multinazionale petrolifera svedese e i suoi legami con Carl Bildt, già membro del cda ed ex primo ministro della Svezia. 

Cinque giorni dopo, però, l’esercito etiope catturò gli ignari Martin Schibbye e Johan Persson sparando loro a un braccio, malgrado fossero disarmati, avviando così la loro incredibile odissea. Il regime dell’allora premier dell’Etiopia Meles Zenawi, aveva deciso di trasformare la vicenda dei due reporter in atto di forza, monito che avrebbe dovuto servire da esempio contro la libertà di pensiero e di stampa. Da qui una serie ininterrotta di situazioni assurde e d’intimidazioni che li videro condannare a vent’anni di carcere con l’accusa falsa di terrorismo. Il film segue, senza retorica né compiacimenti, i 438 giorni di prigionia dei due cronisti e la loro tenace, dignitosa, resistenza in carcere fino a un esito complesso e inaspettato.

“438 Days” coinvolge grazie anche alla bravura di Gustaf Skarsgård, nei panni di Schibbye, e Matias Varela, in quelli di Persson, ed è diretto con tensione magistrale da Jesper Gansland che, in merito al suo film, ci dice: “Vedo questa storia come un mosaico di punti di vista sulla libertà di parola e di stampa. Sulla realtà dell’essere arrestati per aver indagato sulle persone al potere e sulle aziende che operano sotto l’egida di un regime oppressivo. E ovviamente sui protagonisti della storia (…) Quando sono arrestati con l’accusa di terrorismo, vengono presto a sapere che in Etiopia molte persone sono arrestate per aver parlato contro il governo o solo perché sono giornalisti. Quando i due escono di prigione, sono diventati essi stessi una storia. Questo porta a una certa consapevolezza della situazione dei giornalisti incarcerati nel mondo. È una conseguenza inattesa e notevole della loro indagine fallita sugli affari della Lundin Oil in Ogaden”.

438 dagar Jesper Ganslandt

 Interpreti Gustaf Skarsgård, Matias Varela, Faysal Ahmed, Nat Ramabulana, Fredrik Evers, Josefin Neldén 

Sceneggiatura  Peter Birro (dal libro omonimo di / based on the book of the same name by Martin Schibbye, Johan Persson)

 Fotografia Sophia Olsson 

Montaggio Hanna Lejonqvist 

Scenografia  Fred Du Preez 

Costumi Clinton Booyse 

Musica Jon Ekstrand

Suono  Andreas Franck, Fredrik Dalenfjäll

Produttore  Sandra Harms, Karl Fredrik Ulfung 

Co-produttore  Anna Croneman, Peter Possne 

Produzione Miso Film Sweden 

Co-produzione Sveriges Television, Film i Väst 

Distribuzione internazionale SF Studios

Bruna Alasia

Giornalista e scrittrice

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