Domenica, 28 Maggio 2017 09:10

Honoré De Balzac. “Le illusioni perdute”. Recensione

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Da molti ritenuto il romanzo più bello di Honoré De Balzac, le ottocento pagine de “ Le illusioni Perdute” costituiscono un grande affresco del mondo intellettuale nella Parigi della restaurazione, dopo la caduta di Napoleone Bonaparte.

E’ diviso in tre parti. La prima titola “I due poeti” (1837) e si svolge in provincia, ad Angoulême. Racconta di due giovani amici: David che nonostante le aspirazioni artistiche si occupa della tipografia del padre, e Lucien che nutre grandi ambizioni letterarie. Grazie alla sua bellezza e al suo talento Lucien conquista una nobildonna più vecchia di lui. La loro relazione suscita scandalo e lei si rifugia a Parigi, dove Lucien la segue anche perché spera di raggiungere il successo. Sogna di essere un poeta e crede che per questo sarà ammirato.

 La seconda “Un grand’uomo di provincia a Parigi” (1839) vede Lucien, figlio di padre plebeo e madre nobile, desideroso di accettazione a causa dell’ambiguità delle sue origini e, per emergere come scrittore, adotta il cognome della madre facendosi chiamare con l’aristocratico “nom de plume” di Lucien De Rubempré. Da un arrampicatore sociale è introdotto nel mondo dei giornalisti e, grazie alla recensione compiacente di uno spettacolo teatrale, raggiunge fama e denaro. Attraverso l’ascesa di Lucien De Rubempré conosciamo gli ambienti dei giornali, dell’editoria, del teatro, scoprendo come le creazioni dell’ingegno siano non più che merce in vendita, per la quale ci si batte senza scrupoli.

Nella terza parte “Le sofferenze di un inventore” (1843), Lucien ritrova l’amico David. Quest’ultimo ha ideato un nuovo procedimento per la fabbricazione della carta, cosa che gli costerà dolori di cui anche Lucien, suo malgrado, sarà responsabile.

Tali cenni non toglieranno il piacere della lettura perché danno appena un’idea della storia: complessa, ricca di risvolti psicologici, di luci e di ombre, con personaggi dipinti con quella perfezione caravaggesca che li fa sembrare reali. Gli amori, i conflitti di Lucien, la sua ambizione, la voglia di godersi la vita, il successo e i disastri finanziari sono mutuati dall’esperienza dello stesso Balzac: chi ha letto la bellissima biografia scritta su di lui da Stefan Zweig, sa che l’esistenza del grande artista assomiglia ai suoi libri. Ne “Le illusioni perdute” ciò che l’autore ci tramanda è quanto il debutto in società di un giovane possa essere un’amara scoperta, una perdita più che un’acquisizione.

Il libro è un classico venduto in molte edizioni, e-book compresi.

Bruna Alasia

Giornalista e scrittrice

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