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Bce, la congiuntura europea nel Bollettino mensile

ROMA – Non prevede tempi felici la Banca centrale europea, che nel suo Bollettino mensile ricorda come “Le prospettive delle sedici economie dell’euro corrono dei rischi e permangono timori riguardo al riemergere di tensioni nei mercati finanziari”.

I sedici governi sono quindi invitati, seppur con forbito linguaggio, ad adottare misure asprissime nei confronti dei propri cittadini sorvolando sui rischi largamente depressivi che ulteriori riduzioni dei bilanci statali dei 16 possono portare con sé.

In materia di politiche di bilancio degli Stati la BCE infatti, dopo aver preso “atto dei recenti annunci formulati in alcuni paesi dell’area dell’euro sulle misure volte a ripianare gli attuali squilibri dei conti pubblici”  sottolinea come “alcuni paesi devono affrontare sfide importanti”.
E per questi paesi l’Eurotower reputa “necessario intraprendere un’azione correttiva
che sia immediata, ambiziosa e convincente”.
All’orizzonte sembrerebbero quindi apparire nuove manovre e manovrine seppur sotto il poco rasserenante nome di “piani di risanamento pluriennali credibili, che rafforzeranno la fiducia dei cittadini nella capacità dei governi di restituire sostenibilità alle finanze pubbliche”.

Una ulteriore negativa è riservata all’’Italia che insieme alla Spagna è il Paese che accusa il maggior ritardo nel recupero di utilizzo delle capacita’ produttive nell’industria rispetto ai minimi toccati durante la crisi globale, rimanendo indietro rispetto a quanto fatto finora dalla media dell’Eurozona.
Illustrando per sommi capi gli andamenti del grado di utilizzo della capacità nei vari settori industriali e nei vari paesi dell’area il bollettino segnala come tale tasso fosse pari “al 77 per cento nel luglio 2010, un livello
di 8 punti percentuali superiore al minimo toccato un anno prima (avendo recuperato circa la metà della flessione fra massimo e minimo)”.
Nonostante questa forte spinta alla ripresa però “il grado di utilizzo della capacità resta al disotto della sua media di lungo periodo dell’81 per cento.”
Forti sono poi le differenze che la BCE segnala: ”Fra i Paesi dell’area per i quali si dispone di dati Belgio, Germania, Malta e Austria presentavano tutti i tassi di impiego della capacita’ superiori o vicini alle rispettive medie storiche, dopo aver recuperato circa i due terzi del calo registrato dal massimo al minimo del grado di utilizzo. Spagna e Italia al contrario hanno recuperato finora soltanto un terzo circa della flessione massimo-minimo”.

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