L’Università di Torino aderisce ufficialmente al National Quantum Science and Technology Institute (NQSTI), rafforzando la ricerca italiana nel settore delle tecnologie quantistiche e partecipando ai principali progetti europei dedicati a quantum computing, sensori, metrologia e innovazione industriale.
Università di Torino entra nel National Quantum Science and Technology Institute
L’Università di Torino entra ufficialmente a far parte del National Quantum Science and Technology Institute (NQSTI), il partenariato nazionale che riunisce università, enti pubblici di ricerca e partner industriali impegnati nello sviluppo delle tecnologie quantistiche. L’adesione rappresenta un passo strategico per l’Ateneo, che rafforza così il proprio ruolo in uno dei settori scientifici più promettenti a livello internazionale, destinato a trasformare ricerca, industria e innovazione nei prossimi decenni.
Le tecnologie quantistiche costituiscono oggi una delle principali frontiere della ricerca mondiale. Dalla computazione quantistica ai sistemi di comunicazione ultra-sicuri, passando per sensori ad altissima precisione e metrologia avanzata, il controllo dei fenomeni quantistici sta aprendo scenari completamente nuovi sia sul piano scientifico sia su quello industriale, attirando investimenti sempre più consistenti in Europa e nel resto del mondo.
Un percorso iniziato con il PNRR
L’ingresso nel NQSTI rappresenta la naturale evoluzione del percorso avviato dall’Università di Torino attraverso la partecipazione al Partenariato Esteso finanziato dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR).
Negli ultimi anni l’Ateneo ha ottenuto finanziamenti per diversi progetti di ricerca nell’ambito dei bandi a cascata promossi dal Consorzio.
Tra questi figura PRECESS, sviluppato dal Dipartimento di Chimica all’interno dello Spoke 5 “Electron-based Platform for Quantum Technologies”, coordinato dalla Scuola Normale Superiore di Pisa.
Il Dipartimento di Fisica partecipa invece al progetto OPTOSPIN, finanziato nello Spoke 4 “Photonic Platform for Quantum Technologies”, coordinato dall’Università Sapienza di Roma.
Questi progetti rafforzano le competenze dell’Ateneo in ambiti chiave delle tecnologie quantistiche, creando nuove opportunità di collaborazione scientifica e industriale.
Più collaborazione tra università, enti di ricerca e imprese
L’adesione al National Quantum Science and Technology Institute consentirà all’Università di Torino di ampliare la partecipazione ai programmi nazionali ed europei, favorendo nuove sinergie con università, enti di ricerca e aziende già presenti nella rete.
L’obiettivo è trasformare i risultati della ricerca fondamentale in tecnologie, brevetti, applicazioni industriali e nuove competenze, rafforzando il trasferimento tecnologico verso il sistema produttivo.
L’ingresso nel partenariato valorizza inoltre il polo torinese delle tecnologie quantistiche, che comprende già l’Istituto Nazionale di Ricerca Metrologica (INRiM), con l’ambizione di contribuire alla realizzazione di un nuovo Quantum Fab, destinato a diventare un punto di riferimento nazionale per la metrologia quantistica.
SPINS, il grande progetto europeo da 50 milioni di euro
Tra le iniziative più significative figura SPINS – Semiconductor Pilot Line for Industrial Quantum NanoSystems, una delle sei linee pilota europee dedicate allo sviluppo delle tecnologie quantistiche.
Il progetto, coordinato da Imec (Interuniversity Microelectronics Centre), coinvolge 25 organizzazioni europee tra università, centri di ricerca e imprese con l’obiettivo di rafforzare la leadership tecnologica dell’Europa nel settore dei semiconduttori quantistici.
SPINS dispone di un finanziamento complessivo di 50 milioni di euro, cofinanziato dall’Unione Europea attraverso la Chips Joint Undertaking (Chips JU) e dalle autorità nazionali e regionali dei Paesi partecipanti.
La partecipazione italiana, presentata tramite NQSTI, è coordinata dal professor Marco Fanciulli dell’Università di Torino e coinvolge il Ministero dell’Università e della Ricerca, l’Università di Milano-Bicocca, l’Università di Torino, l’INRiM e il Politecnico di Torino.
NQSTI, il motore della ricerca quantistica italiana
Nato nell’ambito della Missione 4 del PNRR e finanziato dall’Unione Europea attraverso il programma NextGenerationEU, il National Quantum Science and Technology Institute coordina la ricerca italiana lungo l’intera filiera delle tecnologie quantistiche.
L’Istituto sostiene lo sviluppo di infrastrutture scientifiche avanzate, favorisce il trasferimento tecnologico verso il sistema produttivo, promuove la nascita di startup e spin-off e investe nella formazione di nuove professionalità altamente qualificate.
L’obiettivo è trasformare l’eccellenza scientifica italiana in innovazione concreta, contribuendo alla competitività del Paese nei mercati tecnologici del futuro.
L’Università di Torino punta a diventare protagonista dell’innovazione quantistica
“L’adesione al National Quantum Science and Technology Institute consolida il ruolo del polo torinese come uno dei principali punti di riferimento italiani nel campo delle tecnologie quantistiche”, sottolinea Stefania Beolè, delegata dell’Università di Torino per le strategie di promozione e valutazione della ricerca fondamentale e di eccellenza nelle scienze della natura e della vita.
Secondo Beolè, far parte di una rete nazionale significa condividere competenze, accelerare la nascita di nuovi progetti e rafforzare il collegamento tra ricerca di base, innovazione tecnologica e trasferimento industriale. Un percorso che consentirà all’Università di Torino di ampliare ulteriormente la propria presenza nei programmi di ricerca europei e internazionali, contribuendo alla crescita di un settore destinato ad assumere un ruolo sempre più centrale nello sviluppo economico e tecnologico del Paese.



