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Rifiuti. Tra Terzigno e Boscoreale la situazione discarica peggiora

NAPOLI – La decisione di aprire la seconda discarica in località cava Vitiello a Terzigno per far fronte alla valanga di rifiuti prodotti dai Comuni vesuviani sta creando non pochi grattacapi al premier Silvio Berlusconi che, da questa mattina, ad aspettarlo sotto la sua residenza romana ha trovato il sindaco di Terzigno.

Domenico Auricchio: “Siamo venuti qui già venti giorni fa e Berlusconi ci aveva garantito che sarebbe venuto a Terzigno ma non lo ha fatto”. Un’attesa che ha prodotto i suoi frutti dato che il primo cittadino ha ottenuto un colloquio di mezz’ora con il Presidente del Consiglio e il capo della Protezione Civile, Guido Bertolaso. “Berlusconi ci ha assicurato che domani durante il Consiglio dei ministri si discuterà del problema della seconda discarica di Terzigno” ha riferito ai giornalisti.

Nei pressi della discarica intanto continuano le agitazioni. La tensione è salita, soprattutto nella notte, quando 100 uomini delle forze dell’ordine (Carabinieri, Polizia e Guardia di Finanza, ndr) hanno cercato di farsi varco fra la folla. Razzi, fumogeni e sassaiole sono partiti per impedire l’ingresso dei camion in discarica. La gente che vive a margine di una città che ospita una discarica è esausta esattamente come chi vive a Napoli e cammina fra i rifiuti. L’assessore all’Igiene del Comune di Napoli, Paolo Giacomelli parla di situazione “grave e preoccupante” dato che 250 tonnellate di spazzatura sono rimaste sui mezzi utilizzati per la raccolta senza poter raggiungere la discarica.

In questo preciso momento la bandiera del Comune di Boscoreale è stata abbassata e sventola a mezza asta mentre un drappo viola, simbolo di lutto, è stato esposto fra la gli applausi di un gruppo di cittadini. Gli alunni dell’ITC Vesevus di Boscoreale hanno effettuato un corteo di solidarietà con slogan, striscioni e l’intonazione del famoso, e tanto bistrattato, inno di Mameli. Un inno all’Italia che sa, ora più che mai, di beffa. Non c’è rassegnazione nello sguardo dei manifestanti, ma lotta.

Via Panoramica, divenuta celebre in questi giorni perché è l’arteria principale usata dai camion della spazzatura, è presidiata giorno e notte da manifestanti con continui blocchi. La situazione è delicata per la paura di infiltrazioni malavitose fra i manifestanti. Raid vandalici sono stati infatti compiuti a Boscoreale da facinorosi armati di bastone. Questi hanno distrutto vetrine e causato paura fra i passanti. Molti genitori sono entrati prima dell’orario di chiusura delle scuole per riportare a casa i propri bambini. Le scintille sembrano essersi accese, e sul piede di guerra sono scese soprattutto le donne. Le hanno chiamata mamme vulcaniche per via di quel temperamento focoso che ricorda la lava incandescente del Vesuvio.

Il Capo della Polizia Manganelli ha dichiarato che sono pronti ad usare la forza: “Siccome a Terzigno si deve sversare, faremo in modo che questo sia possibile anche se dovesse costare l’uso della forza”. Ai giornalisti ha riportato, in aggiunta, il rammarico dei propri uomini costretti in queste sere a darsi battaglia con i manifestanti “e non sono certo nemici di chi manifesta”. Di questo passo la situazione diventerà più critica da gestire per le forze dell’ordine. Soprattutto dopo il rifiuto degli altri Comuni all’ingresso di immondizia napoletana sul loro territorio. In primis il presidente della Provincia di Benevento che con la sua discarica era stato chiamato in causa direttamente da Caldoro. Il presidente della Regione Campania con un’ordinanza di urgenza aveva autorizzato i Comuni vesuviani al versamento in altre discariche, contrariamente al decreto, a firma Berlusconi del 2009, che prevede la provincializzazione dei rifiuti.

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