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Ennesimo attacco ai magistrati da parte di Berlusconi: «Eversivi»

In una intervista ad un giornale tedesco il Presidente del Consigli si scaglia contro i giudici ed elogia i membri del suo partito che si battono per leggi a suo favore senza che lui le abbia chieste

ROMA – Un’altra bordata alla magistratura, un altro duro attacco alle istituzioni. Berlusconi, viste le proiezioni elettorali che danno la sua popolarità ed il Pdl in calo, non vuol saperne di tenere bassi i toni e, con la speranza di fomentare lo spirito-anticomunista, rilancia un attacco pesante a quei giudici che, indagando su di lui, si dimostrerebbero “di sinistra”.
«Sulla nostra democrazia grava un macigno», ha dichiarato il Presidente del Consiglio concedendo una intervista al giornale tedesco Frankfurter Allgemeine Zeitung. «Nella magistratura abbiamo una corrente che agisce in modo eversivo cercando di procedere contro chi è stato eletto legalmente dal popolo», ma in risposta a questo atteggiamento «non ho mai reclamato alcuna forma di tutela». Ed allora il Lodo Alfano? «Il mio partito – continua il Cavaliere – ha presentato un disegno di legge in base al quale durante il mandato vengono sospesi i processi contro il Capo dello Stato e il Presidente del Consiglio; anche i termini di prescrizione vengono sospesi durante il mandato ed una legge del genere esiste in molti Paesi». Secondo Berlusconi, quindi, il Lodo Alfano non ha niente a che vedere con lui, ma anche i tedeschi si sono accorti che diverse leggi del Governo lo hanno aiutato. «Non sono io che le ho chieste – continua Silvio – sono i miei alleati che se ne fanno promotori a mio favore, ricorrendo agli strumenti legali della democrazia». Beato lui, circondato da così tante persone che gli vogliono bene e che ne prendono le difese.

Anche in Germania è arrivata la notizia dell’indagine della Procura di Roma ai danni del Presidente del Consiglio e dei suoi figli per evasione fiscale. «I giornali parlano di irregolarità fiscali commesse nel 2003 a Roma, ma in quel periodo come Presidente del Consiglio non avevo più niente a che fare con il gruppo Mediaset presieduto da mio figlio e mia figlia». Viene da sorridere soprattutto perché non limita a dire questo. «Si accusa l’azienda di aver evaso 1,9 milioni di euro nel 2003, quando per lo stesso periodo ha pagato 450 milioni di tasse. Nel 2004 l’impresa ha pagato imposte equivalenti a 450 milioni e viene accusata di aver evaso la somma relativamente infima di 800 000 euro». In attesa della conclusione dell’inchiesta sorge un dubbio: Berlusconi sa che non è importante l’entità di quanto si evade per essere colpevoli?

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