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Lodo Alfano, Fini: “No alla reiterabilità”. Domani emendamento del Fli

ROMA – Ancora fibrillazione nella destra. Fli e Berlusconi ai ferri corti per la questione del Lodo Alfano.  “Il nostro atteggiamento verso la magistratura è del tutto diverso da quello che ha Berlusconi” ha affermato oggi Fabio Granata, vicepresidente della commissione antimafia ed esponente di Fli, prima di intervenire, a Torino a un convegno – organizzato da «Generazione Italia» – sul tema «Indagini investigative e sicurezza» cui ha preso parte anche Gian Carlo Caselli, procuratore capo del tribunale del capoluogo piemontese.

“Siamo qui – ha affermato Granata – per testimoniare la nostra vicinanza verso la magistratura e verso l’azione delle procure italiane. Quindi abbiamo un atteggiamento che è molto diverso da quello che ha Berlusconi”. “Noi – ha aggiunto – riteniamo che la riforma si debba fare, certo, ma dalla parte del cittadino e della magistratura, alla quale bisogna dare più mezzi e più risorse”. Granata ha precisato che chi desidera “una riforma che abolisca l’obbligo dell’azione penale, che sottoponga la polizia giudiziaria al potere politico, che vincoli l’indipendenza della magistratura, ha fatto male i suoi conti: noi non ci staremo mai”.

I finiani non sembrano comunque mollare: no alla reiterabilità del lodo Alfano. Domani, infatti, presenteranno un emendamento per scongiurare questa possibilità. Ad assicurarlo è il senatore Maurizio Saia, unico rappresentante di Fli in commissione Affari costituzionali a palazzo Madama, che non esclude un’altra proposta emendativa ad hoc, rinviando ogni decisione definitiva a una riunione con Giulia Bongiorno, presidente della commissione Giustizia di Montecitorio.

D’altronde lo stesso leader di Fli, Gianfranco Fini, a Milano per una manifestazione del suo nuovo movimento, ha chiaramente detto che il suo gruppo è d’accordo per tutelare la funzione di Presidente del Consiglio e non la persona. Da qui la proposta di non reiterabilità del Lodo Alfano

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