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Rifiuti. Bertolaso congela lo sversamento nella discarica di Terzigno. Ma la soluzione è lontana

NAPOLI – Il capo della Protezione Civile, Guido Bertolaso, annuncia che nessun passo indietro verrà fatto sul tema della gestione rifiuti in Campania.

Per tre giorni verrà chiusa la discarica di Terzigno solamente per ripristinare la situazione e capire come far fronte a quei cattivi odori, causa principale di malcontento. Nell’attesa i rifiuti giacenti verranno trasportati nel termovalorizzatore di Acerra. “Da oggi dunque niente conferimenti nell’ex cava Sari di Terzigno e sarà così per altri due giorni. Il tempo necessario ai tecnici per effettuare le analisi. Poi la discarica verrà riaperta, e sarà utilizzata solo dai comuni dell’area” ha annunciato al termine dell’incontro in Prefettura. Qui i sindaci dei comuni interessati insieme col Capo della Protezione Civile si sono più volte fronteggiati sul contenuto di un documento sorto per risolvere l’annosa questione. Le trattative non hanno portato a nulla di fatto perché i primi cittadini e i comitati di protesta non hanno accettato le proposte del Governo. Sulla possibilità poi che la seconda discarica, quella di Cava Vitiello, venga aperta Bertolaso è stato chiaro: “Per ora l’apertura di Cava Vitiello è rimandata alle calende greche, per ora lì non si fa nulla”. Un tempo che posticipa l’apertura, non di certo la scongiura.

Pioggia battente alla Rotonda di Terzigno. In via Panoramica questa notte i manifestanti hanno abbandonato, ma solo per la pioggia, il campo di battaglia. Le mamme vulcaniche fanno sapere che non hanno nessuna intenzione di rinunciare, e così tutti gli abitanti di Terzigno. In questo stato di calma apparente si insinuano atti di violenza compiuti a danno di alcuni agenti della Digos. Stavano compiendo un servizio di perlustrazione della zona, quando sono stati accerchiati, verso le sei di questa mattina, da un gruppo di giovani su scooter muniti di spranghe di ferro. Due le auto danneggiate e un poliziotto ferito ad un occhio, questo il bilancio. Fermate tre persone, di 22, 24 e 18 anni per lesioni dolose, resistenza a pubblico ufficiale, porto e detenzione di materiale esplodente. “Ci sono stati atti di vera e propria violenza nei confronti delle forze dell’ordine e questo non è più accettabile: per cui faccio un invito a tutti a deporre le armi, altrimenti credo che sarà necessario intervenire in modo più duro di quanto non si sia fatto finora” ha dichiarato il ministro degli Interni Maroni.

Le manifestazioni di protesta di questi ultimi giorni hanno mostrato a tutti che il problema rifiuti è ancora vivo e irrisolto. L’esasperazione di una popolazione, già svantaggiata a causa di una forte presenza di criminalità locale unita ad alti tassi di disoccupazione, potrebbe allargarsi e inglobare nella protesta gruppi delinquenziali ben organizzati, contenti di creare caos per dirottare l’attenzione dello Stato dai loro affari. I sindaci tuonano contro il Governo, colpevole di aver risolto il problema rifiuti sotterrando l’immondizia nelle discariche. Negli ultimi giorni si parla tanto di vittoria della camorra nella gestione delle discariche. Ma su chi abbia permesso tale ingresso resta l’interrogativo.

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