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ROMA – Basta immaginare. Palla a due, ed è tempo di analizzare & parlare di basket concreto. E’ partita finalmente la stagione Nba 2010-2011. E Lega sportiva più spettacolare del globo, per fare le cose in grande, ha fatto in modo di regalare ai suoi seguaci appassionati 3 antipasti a cui è difficile dire NO: Heat @ Celtics, Rockets @ LA Lakers, Suns @ Blazers.

Si parte giustamente da loro, i campioni. I Lakers padroni di casa, che come da scaletta, hanno infatti ospitato i Rockets, mentre ricevevano in apertura di serata gli anelli per il trionfo del 2009-2010. Vittoria sofferta (112-110) per Kobe (27 punti, 7 assist), Gasol (29 punti + 11 rimbalzi) e compagni. Con Houston costantemente in partita grazie alle giocate impossibili di Martin e al talento in post di uno Scola battagliero (doppia doppia da 18 punti e 16 rimbalzi). Sotto per larghi tratti del match i Lakers hanno piazzato un parzialone nel quarto finale, riuscendo così a non rovinare la festa del 16° banner da “appendere” alle volte dello Staples Center. Nell’altro incontro della Western Conference, partita tirata tra le mura di Portland. I Suns reggono per più di 3 quarti, toccano anche i 6 punti di vantaggio. Ma alla fine saranno Batum & Roy ad invertire il trend di Phoenix, e mettere in partita anche il pubblico di casa, caldo e decisivo per il morale dei ragazzi allenati da McMillan.

Però ad essere onesti. Nonostante le due intense partite ad Ovest, il match clou era dall’altra parte degli States. East Cost. Primo di quattro scontri tra i Celtics e gli Heat, le due favorite per raggiungere le Finali di Confernce a Maggio. Primo di quattro scontri tra i Big Three di Boston, e i Big Three di Miami. Proprio da qui, in questi giorni, non si è fatto altro che parlare di quanto sarebbe stato emozionante vedere questi due “Big Three” delle meraviglie sfidarsi senza tregua nell’accesso e vibrante Boston Garden, tirato a lucido quasi fosse una partita di playoffs. Invece complici ancora i lavori in corso in casa Heat, la partita d’apertura di questa Nba 2010/2011 si è tramutata nel più impensato dei 5 vs 1 tra Lebron James (il solito Lebron di Cleveland) e i Boston Celtics; Celtics davvero in palla e concentrati a mille, dal primo all’ultimo possesso. I Miami non hanno convinto, troppi isolamenti,  poca palla per Wade (fuori forma, e oscurato dallo strapotere di Lebron), Bosh annullato da KG è tenuto fermo ad 8 punti. Non bastasse.

Anthony è stato divorato dai lunghi Verdi, e dalla panca solamente House ha contribuito in maniera netta al fatturato Heat. Eppure qualche lampo si è visto, perchè il roster è pieno di talento, perchè Lebron James ne mette 31 con una facilità irrisoria, e Wade-Bosh & il gioco di squadra non potranno essere sempre quelli visti ieri notte. I Celtics spietati hanno giocato da parte loro una partita sontuosa. Difensivamente pazzeschi (Heat tenuti a 9 punti nel primo quarto), spazziature difensive e offensive da capogiro. La voglia di trovare ogni volta il compagno smarcato, e libero per una conclusione ad alta percentuale. Si vola nel secondo quarto facilmente al +15 per i Verdi. Nella terza frazione i punti di vantaggio diventano anche 19.

La difesa messa su da Doc Rivers stritola il gioco di Miami alla radice, rendendo l’impostanzione difficoltosa, annullando di fatto Wade dagli schemi disegnati da Spoelstra! Quattro gli uomini in doppia cifra (doppia doppia per KG con 10 punti e 10 rimbalzi), con Shaq ad un passo dall’essere il quinto con 9 punti e 7 rimbalzi. Ad un certo punto si arriva a pensare che il quarto quarto potrebbe essere garbage time molto vicino alla concezione di pre-season; a smentire tali supposizioni entra in scena nuovamente James, che ricordando i fasti-non fasti di Cleveland tenta di recuperare e vincere la partita in solitaria. Gli Heat arrivano fino al -3 a pochi minuti dalla fine; ma i Celtics sono troppo concentrati, troppo legati l’uno all’altro, e così tra un tocco di Pierce (19 punti, 9 rimbalzi), una tripla di Allen (20 punti con 5/8 da tre punti), o una giocata sporca di Davis (13 punti preziosi dalla panca) il distacco riprende forma, e i Verdi di Boston possono incassare questa prima prestigiosa vittoria. Il segnale è chiaro: “Siamo noi i padroni dell’Est”! E soprattutto, se si vogliono battere questi Celtics, non basta un grande giocatore scatenato e furente “alla Jordan”, servono 5 giocatori che giochino come si trattasse di un’entità unica… i Celtics questo lo sanno già, gli Heat hanno ancora del tempo davanti per capirlo!

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