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Aumenta la disoccupazione, riparte l’inflazione

Giornata di pubblicazione per l’Istat che ha reso noto due gruppi di dati particolarmente interessanti per sentire, se ancora presente, il polso dell’economia italiana

Aumentano disoccupati ed inattivi

Il primo è la stima provvisoria mensile dei principali indicatori del mercato del lavoro derivanti dalla Rilevazione sulle forze di lavoro, relativa al mese di settembre.
Sulla base delle informazioni finora disponibili l’Istat ha reso noto che il numero di occupati a settembre diminuisce dello 0,1 per cento rispetto a settembre 2009, arrivando a 22.913.000 con una riduzione di circa 20mila unità rispetto a settembre precedente.

Anche il tasso di occupazione, pari al 57 per cento, risulta in riduzione di 0,2 punti percentuali rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente mentre per trovare un numero che aumenti bisogna arrivare, purtroppo, al numero delle persone in cerca di occupazione che risulta in aumento dell’1,1 per cento rispetto a settembre 2009, arrivando a 2 milioni e 71 mila persone in cerca di lavoro. Di conseguenza anche il tasso di disoccupazione, pari all’8,3 per cento, è in aumento di 0,1 punti percentuali rispetto a settembre 2009.

E’ sempre agghiacciante il dato relativo al tasso di disoccupazione giovanile che è pari al 26,4 per cento, con un aumento di 0,3 punti percentuali rispetto a settembre 2009.
Continua invece ad essere oltre la soglia di allarme il numero relativo alla popolazione cosiddetta inattiva, cioè a quella parte di popolazione che l’Istat definisce “che non fanno parte delle forze di lavoro, ovvero quelle non classificate come occupate o in cerca di occupazione”, in soldoni quelle persone che hanno completato gli studi, non lavorano e non cercano un lavoro.
Il numero di inattivi di età compresa tra 15 e 64 anni a settembre 2010 aumenta dell’1 per cento rispetto a settembre 2009 arrivando a sfiorare i 15 milioni (14.986.000) con un aumento rispetto allo stesso mese dello scorso anno di ben 145 mila unità.

Riparte l’Inflazione

Il secondo gruppo di dati resi noti dall’Istat è invece relativo all’andamento dei prezzi al consumo con la pubblicazione delle stime di ottobre, in questo caso “l’Istituto nazionale di statistica stima che l’indice nazionale dei prezzi al consumo per l’intera collettività (NIC), relativo al mese di ottobre 2010, presenti una variazione di più 0,2 per cento rispetto al mese di settembre e di più 1,7 per cento rispetto allo stesso mese dell’anno precedente.”
Nel dettaglio delle variazioni tendenziali, ovvero di quelle avvenute rispetto allo stesso mese dell’anno prima, gli incrementi più elevati si sono registrati nei capitoli Bevande alcoliche e tabacchi e Trasporti che hanno fatto segnare entrambi un solido più 3,9 per cento, Altri beni e servizi (più 3,4 per cento) e Abitazione, acqua, elettricità e combustibili (più 2,7 per cento) mentre una significativa variazione tendenziale negativa si è verificata nel capitolo Comunicazioni che ha fatto segnare un meno 2,6 per cento.

Preoccupazione dalle opposizioni e dalle  parti sociali

Il ministro del Lavoro Maurizio Sacconi ‘dovrebbe smetterla di raccontare che le cose vanno meglio. La realta’ e’ diversa, ingannando le persone non si aumenta il consenso ne’ si trova una soluzione’. A dirlo è il vicesegretario della Cgil Susanna Camusso che ha commentato le affermazioni del ministro del Lavoro Sacconi sull’aumento degli occupati e sul fatto che il dato italiano della disoccupazione resta inferiore a quello medio europeo.
‘La disoccupazione continua a crescere – ha concluso la Camusso – la ripresa non c’e’. Cresce la disoccupazione, cresce lo scoraggiamento. L’Europa e’ messa meglio di noi perche’ conteggia gli scoraggiati e non fa finta che non ci siano’.

Il responsabile lavoro e welfare dell’IdV, Maurizio Zipponi afferma invece in una nota “L’Istat continua a fornire dati che non fotografano affatto la realta’ italiana. Il tasso di disoccupazione non e’ dell’8,3% ma supera l’11%, come ha reso noto ieri Mario Draghi. Ci piacerebbe che i dirigenti Istat leggessero le relazioni del governatore della Banca d’Italia”. “Preoccupa comunque – continua – il costante aumento della disoccupazione tra i giovani costretti al lavoro nero a causa delle scelte politiche del ministro della disoccupazione, Sacconi, che hanno incentivato la precarieta’, condannandoli ad un futuro incerto. L’Italia dei valori chiede al governo e al Parlamento di discutere ,al piu’ presto, delle azioni necessarie contro l’ulteriore aggravarsi dell’economia che avra’ conseguenze enormi sul sistema imprese e sul lavoro”.

Lex Ministro del Lavoro del Pd, Cesare Damiano, commentando i dati Istat sull’occupazione e sulla disoccupazione. Ha dichiarato: ‘La situazione occupazionale del nostro paese e’ in continuo peggioramento. Il governo di fronte ad un generale deterioramento della nostra economia si ostina a mettere la testa sotto la sabbia’.
Il paese, ha poi spiegato Damiano, ‘non cresce e spia di questa debolezza strutturale sono i continui record negativi fatti registrare in particolare dall’occupazione giovanile, specchio di un paese bloccato, non in grado di investire nell’innovazione e in settori oggi realmente competitivi sui mercati internazionali. Laddove servirebbe crescita vi e’ solo galleggiamento e stagnazione’.

Dura la logica conclusione cui giunge l’esponente democratico che conclude invitando il Governo  ad evitare di ‘prendere in giro un paese fin troppo paziente con la nuova balla dello sviluppo, perche’ la nuova manovra contiene poco o nulla per rilanciare la nostra economia. Il governo non ha idee, vada a casa perche’ il paese e’ allo stremo. Il Pd ha le sue proposte, esse possono spingere alla crescita garantendo la tenuta dei conti: e’ ora di cambiare’.

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