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Susanna Camusso alla guida della Cgil

Fiat, Fiom e sciopero generale, i nodi da sciogliere

ROMA – Susanna Camusso è il nuovo segretario generale della Cgil. E’ questa, diciamolo, non è una notizia.

Che la Camusso, 55 anni, milanese, divenisse la prima donna alla guida del più grande sindacato italiano (6 milioni di iscritti) si sapeva da tempo, in virtù dell’investitura di Guglielmo Epifani, segretario uscente, e del meccanismo di elezione utilizzato dalla Confederazione. Comunque per i più distratti, oggi il Comitato direttivo nazionale Cgil, riunito al Centro congressi Frentani a Roma, ha emesso il verdetto: 125 voti a favore, il 79,1%, 21 contrari, 12 astenuti, 158 votanti su 162 aventi diretti.

Non è una notizia neanche l’opposizione di parte della Fiom, e del Pubblico impiego, da dove sono  arrivati i voti contrari. Giorgio Cremaschi, della Fiom, ha parlato di un “problema di democrazia e una spinta autoritaria interna”. Nel corso della conferenza stampa seguente all’elezione, sollecitata dalle domande dei giornalisti, la Camusso ha così sintetizzato il suo giudizio sull’operato di chi rappresenta le tute blu della Cgil: “Non basta difendersi, bisogna avanzare proposte per difendere e riconquistare il contratto nazionale”.

Notizie, per ora, non se ne vedono neanche sul fronte sciopero generale. Invocato a gran voce dal popolo del 16 ottobre, la Camusso, da questo orecchio sembra non sentirci. Non si sbilancia e dice: “Per ora il nostro impegno va alla manifestazione del 27 novembre che ha al centro il lavoro e i giovani. Valuteremo se finalmente il governo darà delle risposte. Senza di quelle si deciderà anche il ricorso allo sciopero generale”.

Insomma, un copione in gran parte già scritto, che non lascia immaginare grosse sorprese. Una segreteria in piena continuità con quella di Epifani. La differenza sostanziale, forse, sta nella storia del nuovo segretario (lo ha detto espressamente di voler essere chiamata al maschile, per rispetto verso la carica). 35 anni di militanza, molti dei quali proprio nelle file dalla Fiom, dalla quale è andata via insieme ad altri di area socialista, con la segreteria di Claudio Sabatini, nella prima metà degli anni ’90. Insomma, conosce i metalmeccanici e l’industria dell’auto, di cui per un certo periodo è stata referente in Fiom, fino al 1993, quando la delega le venne tolta per aver sottoscritto un accordo in Fiat sul lavoro notturno considerato troppo penalizzante per le donne. La Fiat è sempre lì, ma oggi i problemi sono altri, su tutti Pomigliano e l’accordo separato.

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